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Paleontology
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L'ERA GLACIALE SECONDO LA SEZIONE DIDATTICA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO

Quando in Istria viveva la volpe polare

[Tratto da: © La Voce del Popolo, 24 maggio 2008 - http://edit.hr/lavoce/2008/080524/cpolese.htm]

“Quando in Istria vivevano le volpi polari” ovvero viaggiare nel mondo remoto dell’homo sapiens, non in qualsiasi parte del globo, ma, specificatamente in terra istriana assieme alla sezione didattica del Museo archeologico. Già tradizionalmente, di anno in anno, detta feconda scuola museo elabora attraverso laboratori artistici diverse tematiche storiche e archeologiche culturali legate all’Istria attraverso i secoli. Eletti a studiosi viaggiatori e disegnatori delle epoche che furono, bambini d’asilo e ragazzi di scuola. In quest’ultimo caso sono gli alunni delle quinte classi delle elementari di Pola: l’italiana “Giuseppina Martinuzzi”, le SE di Stoia, Castagner, Monteparadiso, e Siana che guidati dalle coordinatrici dei laboratori Andrea Sardoz e Giulia Codacci-Terlević sono simbolicamente entrati nelle grotte istriane occupate da abitanti paleolitici a quattro zampe. L’inaugurazione dell’esposizione che è scaturita da questo lavoro è avvenuta in questi giorni presso il lapidario, dove l’allestimento e il simpatico catalogo che l’accompagna è stato curato da Giulia Codacci Terlević.

La fauna cacciata nel Paleolitico

Lo scopo del progetto e dei laboratori allestiti (una tematica –animale per singola scuola) è stato quello di avvicinare in maniera più accessibile e didattica il curioso mondo della fauna che popolava la nostra regione è costituiva la base di sussistenza per il cacciatore-raccoglitore paleolitico. La ricostruzione ad opera degli studiosi di quello che era stato il probabile aspetto degli animali preistorici estinti quali il megacero, l'orso, il leone e la iena delle caverne, si è basata sui resti ossei a loro attribuiti. È interessante come i bambini sono risultati particolarmente attratti da alcune bestie quali la volpe polare, avente la facoltà di mutare il colore del pelo a seconda delle stagioni. Da qui il titolo del progetto ideato con lo scopo di ritrarre gli animali paleolitici applicando tecniche come il carboncino, la matita, i colori a pastello (colore ocra soprattutto, imitante i pigmenti naturali), la tecnica del “croquì” in quanto veloce e adatta all’età. Visto che i bambini delle elementari ricevono le loro prime nozioni di preistoria a partire dalla classe quinta, si è scelto di studiare la vita degli ultimi cacciatori del Paleolitico le cui tracce sono state rinvenute nelle grotte di alcuni più importanti siti istriani. Una bellissima integrazione all’educazione scolastica primaria a cominciare dalla fine dell’Era glaciale in Istria, inquadrando più precisamente il pleistocene e finire nel mesolitico (età media della pietra, circa 10 mila anni fa) per capire in che modo sono sopravvissuti i cacciatatori-raccoglitori negli ultimi secoli del paleolitico. Per i ragazzi sono state tante informazioni nuove su di un mondo vecchissimo, popolarizzato dal cinema in “Era Glaciale – Ice Age” che in effetti rispecchia una situazione ancora più antecedente di quella trattata al museo ma la celluloide ha comunque aiutato a comprendere ed a trarre paragoni.

Reperti delle grotte di S.Daniele e Romualdo

I reperti studiati alla scuola museo sono stati quelli più significativi, databili alla fine dell’ultima glaciazione in Istria, recuperati dai siti nelle grotte di San Daniele presso Pola e di Romualdo nel Canale di Leme. Se gli studiosi antropologi hanno scoperto l’animale celato dietro ricostruzione dei resti ossei, i ragazzi si sono dati da fare a ritrarre, ispirandosi e imitando lo stile dell’arte rupestre, i primi abitanti delle caverne:URSUS SPAELEUS, PANTHERA SPELAEA, CANIS LUPUS, MELES MELES, RUPICAPRA RUPICAPRA, CAPRA IBEX OSSIA, traducendo orsi e leoni delle caverne, lupi, tassi, camosci, stambecchi più meno gli antenati dell’odierno animale simbolo, la capra istriana. Si è appreso che la maggior parte di questi animali aveva utilizzato la grotta di Romualdo come rifugio durante l’ultima glaciazione mentre i resti ossei di cavalli, asini e buoi selvatici sono rinvenimenti tipici della grotta di San Daniele che ha dato alla luce persino resti attribuibili al bisonte delle steppe. Nell’elenco degli animali vissuti nei dintorni di Pola durante l’ultima glaciazione si annoverano oltre all’orso ed il leone, proprio la volpe polare ma anche il megacero (cervo gigantesco) e la iena delle caverne. Una bella fauna ancestrale da polo nord e da continente africano, densamente concentrata in un unico ridottissimo habitat, insomma, tutt’altro che quadretto di calma punta di penisola, dal mite clima mediterraneo…

Arletta Fonio Grubiša


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Created: Saturday, May 24, 2008; Last updated: Wednesday, February 11, 2015
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