NEL CANTIERE
VICINO ALLA POSTA L'ARCHEOLOGIA "SCOPRE"
Ritrovata una macina tardo
antica
L’impegno degli
archeologi non si placa, e fa riaffiorare dalla terra nuovi reperti.
Gli scavi sono quelli di via Flaccio. Ieri, nel cantiere aperto un
mese fa nei pressi della Posta per lavori alla canalizzazione,
l’archeologo responsabile dello scavo, nonché operatore del MAI,
Željko Ujčić, ha convocato conferenza stampa assieme alla
conservatrice Martina Barada.
"Abbiamo fatto un’interessante scoperta, quella di una macina per
l’olio d’oliva, di collocazione tardo antica – ha spiegato Ujčić -
Ci troviamo lungo la cinta muraria di quella che era stata la parte
meridionale del nucleo storico cittadino. Qui era stato innalzato
uno sperone, costruito molto probabilmente per rinforzare la
muratura, perché è proprio qui che collochiamo il delta del torrente
di Pragrande”.
Parlando della macina, che è non è la prima di questa epoca, poiché
altre sono state ritrovate a Pola ed in altre località dell’Istria,
l’esperto ha ribadito il concetto già noto, dell’olivicoltura e
della viticoltura, basi dell’agricoltura antica dell’Istria. Tanto
che, distese di olivi avrebbero potuto trovarsi proprio nelle
vicinanze del ritrovamento, entro le mura del vicino cantiere
navale. Le due lastre di sasso massicio sono larghe 2 metri e lunghe
dai 3 metri e mezzo ai 4 metri. Riconoscibili anche i canali della
macina, che “avrà lavorato” intensamente, all’epoca, sempre in
considerazione del fatto che le piantagioni erano numerose.
“In
epoca tardo antica la popolazione migrava per i forti venti di
guerra; politicamente, la situazione era instabile, e la gente
abbandonava le ville rustiche, per venire in città. Nell’urbe,
infatti, aveva fatto capolino l’economia rurale”.
Sempre in zona sono venuti recentemente alla luce altri due
scheletri di epoca medievale (i primi due erano stati scoperti ai
primi del mese), di cui si occuperanno ora gli studiosi per le
analisi del caso.
Interrogata su dei possibili ritardi dei lavori infrastrutturali, in
conseguenza agli scavi, Martina Barada ha negato tale possibilità,
spiegando che è possibile procedere parallelamente con le due
operazioni.
Rosanna Mandossi Benčić