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Roads
Roman Period


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Strade romane nella decima regio Venetia et Histria
di Giorgio Geromet

[Tratto da Giorgio Geromet, Aquileia. La grande metropoli romana. Fondazione Società Conservazione della Basilica di Aquileia (1996).]

Già al tempo di Augusto le strade ebbero per i Romani un ruolo speciale: difendere le Alpi dall'invasione dei barbari, che premevano sempre ai confini e rendere facili e rapide le comunicazioni tra Roma ed Aquileia, quest'ultima collocata a controllare la parte più estrema della penisola.

Colonna miliare in pietra, che posta ai margini delle strade maestre, segnava la distanza in miglia (il miglio antico equivaleva a Km. 1,481).

Di esse non rimane un ricordo sicuro del nome e del loro preciso itinerario, quindi mi limiterò ad elencarne quelle più importanti e a tracciarne il loro percorso sulla mappa qui presente, cercando di rimanere fedele il più possibile ai tracciati studiati precedentemente da valenti storici, quali il Quarina, lo Sticotti, il Gregorutti, il Corbanese e il Tagliaferri, anche se in più di un'occasione ho riscontrato pareri discordi.

Le strade romane si suddividevano in due categorie: le CONSOLARI e le VICINALI o SECONDARIE.

Le prime erano grandi vie aperte fatte costruire dai consoli romani dai quali presero il nome; le seconde, sicuramente più numerose, univano le diverse parti delle colonie alle vie consolari.

Le vie consolari che attraversavano l'odierno Friuli erano:

  • la VIA POSTUMIA iniziata pare nel 148 a.C. dal console P. Postumio Albino. Partiva da Genova, attraversava tutta l'Italia settentrionale e si immetteva a nord di Cervignano, nella Julia Augusta per giungere così ad Aquileia;
  • la VIA ANNIA realizzata nel 153 a.C. (forse nel 131 a.C.) dal pretore T. Annio Rufo, congiungeva Adria a Concordia, passando per Padova e Aitino, per poi raggiunge-re Aquileia. E la più importante via consolare di questa zona e metteva in comunicazione diretta Aquileia con Roma;
  • la VIA JULIA AUGUSTA era la strada che attraversava Aquileia in senso longitudinale da nord a sud. Realizzata su una preesistente pista etrusca, o nel 153 o nel 128 a.C, univa Aquileia a Gemona (Ad Silanos).

Successivamente fu realizzato un suo prolungamento, nel 27 a.C, che attraversando il corso del Tagliamento giungeva a Zuglio proseguendo poi per Monte Croce, questo tratto venne chiamato VIA CLAUDIA o CARNICA. In un terzo tempo, nel 18 d.C, la via fu completata giungendo fino ad Aguntum (Lienz).

Presso la valle della Fella, si apriva un ramo che portava, passando Tarvisio, aldilà delle Alpi fino a Virunum (l'attuale Zollfeld, nei pressi di Klagenfurt), questo tratto era chiamato VIA PONTEBBANA.

Verso il 50 d.C. la Julia Augusta fu portata al rango di strada imperiale da Tiberio Claudio.

  • Da Aquileia si snodava un breve tronco che scendeva al mare, passava per Belvedere e arrivava alle Acquae Gradatae (ora Grado). Il tratto era chiamato VIA MARITTIMA ed era la parte terminale della Julia Augusta;
  • la VIA GEMINA, battuta da innumerevoli eserciti romani e barbari, fu costruita nel 100 a.C. e i primi lavori di sistemazione furono effettuati dalla XIII Legione "Gemina". Partiva da Aquileia, passava per le attuali Villesse e Gradisca, oltrepassava il Pons Sontii (ponte romano sulla Mainizza), toccava Aidussina, Nauporto e arrivava ad Emona (ora Lubiana);
  • la VIA FLAVIA, tracciata su di un'antichissima strada univa Aquileia a Fiume toccando Trieste e Pola. Il primo tratto fino alle Terme romane del Lisert (Monfalcone) fu sistemato nel 178 a.C. dal console Aulo Manlio Vulsone; il prolungamento fino a Trieste fu effettuato sotto Augusto nel 33 a.C. Nel 78 d.C. sotto Vespasiano la strada raggiunse Pola e infine nell'80 d.C, all'epoca di Tito, arrivò a Fiume.
Tratto di un'antica strada romana nei pressi di Aquileia ancor ben conservato nonostante il passare dei secoli. Era una strada molto trafficata che partiva dal "decumano" e correva parallela alla Julia Augusta, visto che in quest'ultima, nel tratto del Foro, era vietato il transito dei carri. Sovrapposta alla fotografia vi è l'immagine che riproduce l'antico collettore dell'acquedotto romano, scoperto negli anni '70 a ponente del Foro e dell'essicatoio.

Questo grosso tubo era costruito in mattoni ed aveva un diametro di quasi un metro.

Altri tratti di strade romane sono visibili a ponente del Foro, a nord della Basilica, sul porto romano, nel tratto tra il Mausoleo e il Museo Archeologico e a ponente del Museo Paleocristiano di Monastero, ma compongono una minima parte dei tratti che in passato furono portati alla luce e poi ricoperti nuovamente dalla terra.

Di quest'ultimi, formati anche dagli incroci di più strade, esistono testimonianze nella zona compresa tra il Foro e l'attuale cimitero.

Nel passato, ai lati di queste vie si innalzavano ville, palazzi e negozi, dei quali rimangono solo poche fondamenta.

Al centro di alcune di queste principali strade cittadine, nel sottosuolo, correvano le grosse tubazioni dell'acquedotto, costruite in mattoni, mentre le tubazioni laterali erano di terracotta e di piombo e trasportavano l'acqua alle fontane cittadine.

Ai margini delle strade più importanti correvano pure le tubazioni della fognatura, tubi leggermente conici che venivano infilati l'uno nell'altro, lunghi circa un metro e con un diametro di circa venti centimetri.

Osservando meticolosamente la fotografia s'intravedono sul selciato due solchi, profondi più di dieci centimetri, scavati nel corso dei secoli dalle ruote delle bighe* e dei numerosi carri, che transitavano giornalmente su queste strade. Secondo il parere di alcuni studiosi venivano tracciati sin dalla costruzione della strada come percorso obbligatorio per i carri.

Ai lati del manto stradale venivano costruiti i marciapiedi o banchine per i pedoni, larghi da 0,50 a 2 metri e sopraelevati, rispetto al piano stradale, da 20 a 60 centimetri.

Delle grandi strade consolari che non toccavano la città di Aquileia si elencano:

  • la VIA APPIA (da non confondere con la consolare Appia a Roma) costruita probabilmente dal console Appio Claudio Pulcro nel 143 a.C. Partiva da Terzo d'Aquileia, toccava gli attuali Cormòns, Corno di Rosazzo, passava poco distante da Cividale, entrava nella valle del Natisone e toccando Caporetto, Plezzo, Tarvisio giungeva a Virunum.
  • Dalla città di Concordia, passando per Quadruvium (Codroipo) e Fagagna, partiva un'altra strada che nei pressi di Gemona, s'immetteva nella Julia Augusta; per alcuni studiosi si tratta della VIA AUGUSTA, fatta costruire come risulta dai cippi miliari dall'imperatore Augusto negli anni 2-1 a.C

A conclusione di questo lungo lavoro di ricerca si ritiene doveroso elencare brevemente alcune strade vicinali romane:

  • la VIA del TAGLIAMENTO che da Concordia andava al Norico;
  • la VIA STRADALTA, chiamata pure UNGARICA, che da Codroipo portava a Sevegliano, a sud di Palma;
  • la VIA CODROIPOCIVIDALE che collegava le due località;
  • la VIA CRESCENTIA che si svolgeva lungo la sponda sinistra del Tagliamento e univa la via Augusta alla Annia e al mare;
  • la VIA della MAURIA che partiva da un raccordo con la via Claudia Carnica, correva nella valle del Tagliamento e andava nel Bellunese;
  • la VIA GERMANICA che partiva da Concordia e correva alla destra del Tagliamento.

In questo enorme intreccio di vie di comunicazione esistevano anche altre strade dal percorso più breve, ma di uguale importanza.

Osservando l'allegata mappa sulle strade romane e anche quelle già esistenti risulta evidente la bravura dei costruttori romani, che seppero creare una rete stradale talmente fìtta e pratica da poter collegare le zone interessate, superando tutti quegli ostacoli naturali incontrati durante la realizzazione del progetto.

Una bravura che portò i Romani ad essere considerati i migliori costruttori di strade nel mondo.

Le strade consolari con sede su terreno ghiaioso e asciutto richiedevano solamente la costruzione del manto superficiale, selciato con grosse pietre squadrate e poste in opera perfettamente connesse tra loro. Il piano stradale, che solitamente misurava circa 4 metri di larghezza, doveva risultare sopraelevato rispetto al terreno circostante per far scorrere più facilmente le acque piovane e per rendere la strada più facile da sorvegliare, per evitare imboscate nemiche.

La via Annia e la via Augusta, che attraversavano zone argillose e melmose, ebbero bisogno di una sistemazione speciale che consisteva nel creare sotto il manto uno strato di grossi ciottoli, tenuti in sede con l'apporto di travi di rinforzo conficcati nel terreno verticalmente.

Le vicinali, invece, erano vie costruite per la maggior parte da terreno battuto o inghiaiato.

Le strade che invece solcavano la pianura friulana e collegavano le borgate rurali, erano dette "viae agrariae" ed erano semplicemente delle strade tracciate.

Tratto di strada principale romana est-ovest o decumano massimo, via che tagliava perpendicolarmente il cardine (cardo) massimo, lattuale via Giulia Augusta. Si collegava alla strada consolare Annia. Alla destra di questa strada nel 1978 fu scoperta la basilica forense (tribunale) biabsidale,

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Created: Thursday, December 04, 2008; Last Updated: Thursday, November 17, 2011  
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