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S. Giorgio Alla fine del paese, dove inizia l'antica strada per Lupogliano, che nell'Ottocento era Tunica via di transito, discendendo dall'Istria settentrionale, si trova l'ampia chiesa matrice di Bogliuno, dedicata a S. Giorgio martire venne edificate nel 1640 nel luogo di una più antica, ricordata da due iscrizioni glagolitiche del 1590 e 1641. Restaurata nel 1895 e nel 1969, è ad una sola navata con due cappelle e due sacrestie e un bel presbiterio gotico poligonale con volta a costoloni. Ha tre altari lìgnei con molte statue tra cui S.Giorgio che uccìde il drago, la Madonna col Bambino e S.Antonio.
La chiesa, volta ad occidente, è a pianta rettangolare, a navata unica; dinanzi alla chiesa il grande sagrato erboso, ornato di fiorenti ippocastani, si proietta sul versante meridionale del colle con un'ampia veduta della valle del torrente Bogliuno. Nel sagrato è situato anche il cimitero posto su un piano rialzato e sostenuto da un alto muro. La parrocchia plebanale di Bogliuno fece parte dell'arcidiaconato di Albona, sottomesso alla diocesi di Pola.
Il grande campanile in arenaria (25 m). di stile romanico, è addossato alla facciata ed ha alla base un'apertura a fornice da cui si entra in chiesa. La volta di questo passaggio conserva elementi architettonici gotici. Immediatamente sopra l'orologio è situata la cella campanaria con bifore, sormontata nel 1640 da un tamburo ottagonale con un'alta cuspide caratterizzato dalla classica linea aquileiese.
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Giungendo sotto i bastioni della rocca, sulla destra, su un piccolo poggetto si vede la minuscola chiesetta di S.Vito, una costruzione antica, in arenaria intonacata, con il campaniletto a vela sprovvisto di campana. Volge le spalle alla valle, essendo rivolta ad occidente. Un grosso muro racchiude il piccolissimo sagrato. La chiesa è abbandonata, vuota, con l'altare nel presbiterio ricavato nella piccola aula rettangolare mediante una nicchia ad arco molto profonda. Il pavimento è ricoperto da pietre irregolari ed è un vero peccato che questo gioiellino non possa essere restaurato prima della sua totale decadenza. Da qui la vista è bellissima e spazia su tutto l'arco occidentale dei monti Caldiera. |
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Alla destra si vede costruita, sopra i bastioni, l'antica chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Quella che ora si vede è dovuta alla successiva ricostruzione della più antica chiesetta che risale al XII secolo. Il nuovo ampliamento con l'allungamento dell'abside, eseguito tra il 1698 ed il 1705, ha incorporato nella nuova costruzione parte della vecchia di cui si vedono ancora alcuni elementi. Uno di questi è la piccola, bellissima bifora in pietra, di stile italo-bizantino, con una colonna centrale a sostegno degli archetti semicircolari i cui contorni sono scolpiti a cordone.
La chiesa ora ha il tetto e la volta a botte crollate, l'interno è occupato da alte piante di fico. Nonostante ciò il pregiato altare in marmo, di stile barocco, impreziosito da due colonne che sostengono il ciborio, pur parzialmente crollato, è integro nelle sue parti essenziali e senza alcun problema potrebbe essere risanato. Ai fianchi dell'altare situato nel presbiterio, diviso dall'aula da un grande arco in pietra a tutto sesto, vi sono due nicchie contornate dagli stessi marmi dell'altare che probabilmente contenevano le immagini dei due santi. Furono scoperti, tempo addietro, alcuni pezzi degli antichi affreschi riferiti alla prima chiesa ed esistenti sul muro settentrionale (il bacio di Giuda, la Crocifissione, la Madonna con il sepolcro vuoto di Gesù). Purtroppo le intemperie li logoreranno senza rimedio, se non si provvederà a proteggerli adeguatamente.... |
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Da qui un ripido sentiero scende verso il torrente di Bogliuno che scorre ad occidente del borgo. A mezza costa si trovano i resti della cappella di S. Pietro, ad una navata, a pianta quadrangolare con abside inscritta e volta cuspidata a botte. Fu eretta sul posto dove un tempo sorgeva un'altra chiesa più vecchia. Lo testimoniano due pezzi di cornice con nastri ondulati che si intrecciano e che risalgono al IX secolo. Attorno al paese esistono ancora tratti dell'antica cinta muraria, tratti ricoperti d'edera ma che fanno capire la forma e le linee sulle quali scorreva la cinta. |
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Poco oltre la chiesa dei SS. Cosma e Damiano si trova la chiesetta dei SS. Fabiano e Sebastiano, restaurata recentemente. |
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Sources:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Tuesday,
April 26, 2005; Last updated:
Wednesday, June 04, 2008
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