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Pirano - Piran Chiese e Cimiteri |
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Il Duomo
Il Duomo, chiesa parrocchiale dedicata a S. Giorgio, patrono della città di Pirano è composto da tre costruzioni staccate e susseguenti, orientate ad occidente: la chiesa, il campanile ed il battistero. La chiesa, ad unica navata, iniziata nell’anno 1317 è stata rifatta e terminata nel 1637 ed ha assunto un aspetto barocco veneto. Collocata su un colle alto 36 mt. dal cui sagrato erboso cinto da un muro costruito nel 1696, si gode una vista fantastica che sovrasta l'abitato, presso la costa settentrionale della penisola e costituisce la nota distintiva del paesaggio dell'intera Pirano. |
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L’interno è fastoso ma necessita die restauri; a sinistra spicca un "S. Giorgio che uccide il drago", una scultura lignea policroma del secolo XVII, fra ottimi dipinti quali la "Madonna e Santi" e la „Crocifissione" di Paolo Veneziano, del 1354; Giuseppe Angeli ha dipinto invece la "Madonna del Rosario". In un locale sopra la sagrestia si trova la Biblioteca del Duomo e l'interessante "Armadio delle Reliquie" con porte dipinte del XV secolo che all'esterno mostrano 4 figure di santi in ricche cornici intagliate, all'interno S. Giorgio e S. Martino, un polittico che nella parte inferiore rappresenta figure di santi entro nicchie ed al centro la "Madonna col Bambino", pregevole opera veneziana del 1372. |
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Il bel campanile in pietra arenaria, con tre coronamenti in calcare e poggiolo,
ha un’alta cuspide ed è sormontato dalla statua di S. Michele; si
eleva staccto, fra l’abside rotonda della chiesa ed il battistero. È
stato costruito nel 1608 a somiglianza di quello veneziano di S. Marco.
Dietro al campanile c'è il Battistero, una capella ottangonale del IX secolo ma che potrebbe essere anche precedente, ovvero del V o VI secolo. All'esterno è stata rifatta, la facciata è trattata con marmorino bianco e sono stati ripuliti, non molto bene, il portale e le parti in calcare. Sulle facciate sono state murate due lastre in pietra traforata con ornamento ad intreccio dei secoli IX-XI. Questo edificio sorgeva, un tempo, dinanzi al Duomo così come lo ritraggono i due dipinti del Carpaccio, del 1518, che si trovavano nella chiesa di S. Francesco ed in quello attribuito a Domenico Tintoretto che sta nel palazzo comunale. Fu ricostruito nella parte posteriore della chiesa nel 1637, data confermata anche dal vescovo Naldini che disse tratarsi di un’ opera moderna. All'interno, al centro troneggia la fonte battesimale ricavata da "un’ara" sepolcrale romana, della prima metà del II secolo, posta sopra una triplice gradinata. Sulle pareti del sarcofago sono scolpiti geni piangenti: sui due fianchi sono scolpiti due delfini ruzzanti guidati da due briosi Amorini che ricordano tanto le monete tarantine di epoca greca. A destra c'è l’altare con la „Gloria della Vergine" :) buona pala di scuola veneziana del XVIII secolo. Nel battistero si doveva trovare il bel gruppo bronzeo del "Battesimo di Cristo" di Gian Lorenzo Bernini il cui bozzetto in terra cotta si trova a Roma. |
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Bibliografia:
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This page compliments of Michael Plass and Marisa Ciceran Created: Saturday, November 24,
2001; Last updated:
Monday, April 02, 2007
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