Rovigno - Rovinj
Chiese e Cimiteri


 

Le chiese demolite di Rovigno


S. Antonio di Padova

Isolata al centro dello slargo, che venne denominato piazza del Ponte, e dove convergono tutte le strade soprannominate [list them here] , fino al 1939, esisteva, la chiesetta di Sant'Antonio da Padova detta anche di Sant'Antonio del Ponte. Questa sorse nel 1654, oltre il ponte in pietra che scavalcava il canale, accanto ad un enorme noce; fu eretta per volontà e grazie al denaro di Domenico Lorenzetto da Brioni che qui costruì la sua tomba di famiglia la cui lapide era murata nel pavimento. Successivamente divennero patrone della chiesa due famiglie Rocco, chiamate 1'una Gongola, l'altra Ambube. Una profezia del fondatore si è avverata, in quanto questi previde che la chiesetta sarebbe diventata il centro di una popolosa città e che quel sito campestre sarebbe diventato area urbana. Questa chiesa fu dedicata dal Lorenzetto a S. Antonio da Padova perché sua moglie, ammalata, tornò in salute dopo essersi operata in quella città.

Nella cartolina in cima a questa pagina, come su un palcoscenico, gli abitanti di Rovigno sono esibiti nella Piazza del Ponte, la cui bellezza e' particolarmente evidenziata dalla Cappella di Sant' Antonio di Padova (demolita nel 1933), e le vedute barocche delle facciate tra Carrera, San Zuane (ora via E. de Amicis), e San Martin (via V. Gortan).

La pavimentazione e' perfetta in Piazza Sant'Antonio. La chiesetta era dedicata al santo da Padova, e la piazza esibiva pure un bel edificiio barocco al congiungimento della vie San Zuane e San Martin.


S. Giovanni Battista

Salendo il colle di San Pietro, all'inizio della via E. de Amicis si trovava la chiesa di San Giovanni Battista, dai Rovignesi chiamato San Zuanne, che dette il nome alla contrada. Fu di origine antica e di epoca sconosciuta, ma durante un restauro fu trovata una pergamena che, tra l'altro, riportava l'anno 1439, presumibilmente l'anno della sua edificazione. La chiesa fu restaurata nel 1779 ma nel 1839 crollò il tetto e nel 1840 fu definitivamente abbattuta. Aveva una bella pala greca, pregiata, che fu recuperata e restaurata nel 1846 dal Tonegutti da Belluno e [1532] poi posta nella sacrestia del Duomo.


S. Antonio Abate

A metà della via de Amicis c'è un piazzale alberato dove in un angolo sorgeva la chiesa di S. Antonio Abate; lo stesso piazzale era dedicato a tale Santo. La costruzione aveva tre corpi congiunti: una loggia seguita dall'aula e dal presbiterio con gli stalli del coro. Portava un campanile a vela sulla facciata ed era illuminata all'interne da due alte finestre a lunetta. È stata costruita nel 1660. All'interno mostrava un bel quadro della Crocifissione di Cristo, probabile opera del rovignese Pergolis. La chiesetta veniva officiata dai frati di S. Francesco ed annessa ad essa c'era la scuola laica degliAratori. Fu demolita nel 1951 ed una sua statua pregiata fu portata nella chiesa di s. Tommaso, in città.


S.S. Cosma e Damiano / S. Damian

Isolata in mezzo a piazza Matteotti, circondata da bei palazzotti barocchi e rinascimentali, c'era la chiesetta dei S.S. Cosma e Damiano che però i Rovignesi chiamavano S. Damian. Venne costruita entro un edificio battesimale ettagonale del X secolo; sorse nel 1456 sotto il podestà Lodovico Morosini e fu fatta demolire nel 1810 dalle autorità francesi. La costruzione era molto armonica ed aveva tre porte d'ingresso, di cui naturalmente, due laterali; all'interno c'era una pala con la Madonna, opera del XVIII secolo.


S. Barnaba

Tra la porta di S. Benedetto e quella di S. Croce c'è un piccolo piazzale a monte della strada dedicata alla Marina: faceva parte della contrada di S. Barnaba. In questo campiello fu eretta la chiesa di S. Barnaba. Oggi non esiste più, fu demolita nel 1938. C'è discordanza tra l'Angelini e il canonico Caenazzo sulla data di costruzione: il primo indica il 1592, il secondo propone il 1492. La piccola chiesetta, con finestra a lunetta, un campaniletto a vela ed abside semicircolare, non presentava nulla di notevole da ricordare. Fu luogo di sepoltura del pescatore Matteo Cherin detto Costiera il quale fu a capo della sommossa popolare del 1809 contro i Francesi e per questo fatto ebbe dagli Austriaci la medaglia d'oro con occhiello e nastro.


S. Pietro in Fòntera

In calle della Croce, ora via Dobrilla, ex vescovo di Trieste e grande fautore del nazionalismo croato, non lontano dal convento dei Francescani, in cima alla collina verso levante, c'era un tempo la chiesa di S. Pietro in Fòntera. Aveva sul davanti una loggia e rovinò per incuria già nel XIX secolo. Nel 1849 non esisteva più. In questa chiesa, di cui non si conosce l'anno di fondazione, si riunivano annualmente i componenti della Confraternità dei Battisti. Il 29 giugno del 1779, festività dell'apostolo San Pietro, celebrò messa in questa chiesetta il vescovo di Cittanova mons. Stratico. A perpetua memoria il fatto ebbe l'onore di un rogito notarile. In questo luogo, nel 1979, furono rinvenuti casualmente resti di plutei, un pulvino e parte di architrave di una finestra, il tutto appartenente a questa chiesetta. I reperti mostranò una lavorazione preromanica, dell'VIII o del IX secolo; furono scoperte anche tombe, forse preesistenti alla chiesa, ma già devastate da ignoti. I reperti archeologici recuperati hanno trovato un'adeguata sistemazione nella nota cappella della SS. Trinità, in piazzale del Laco. Nel 1746 venne costruito in via S. Francesco, in un luogo chiamato Motta, un caseggiato dove venivano raccolte le decime ecclesiastiche. Nel 1856 la casa fu acquistata dal Comune e diroccata per allargare la contrada S. Francesco.


Madonna della Neve

Superata la chiesa di San Carlo, si apre il piazzale in Carrera, ora dedicato a M. Capitelli mentre un tempo si chiamava piazzale Fabris, dalla famiglia che abitava in Pian di Milossa, la strada che dal piazzale va verso nord. Qui, nel piazzale, ma forse è più esatto dire che si trovava nel piazzale Milossa, c'era la bella chiesetta della Madonna della Neve, di pianta ettagonale, come il tempio della SS. Trinità e la chiesa dei SS. Cosma e Damiano. Mentre non è noto l'anno della sua costruzione, certàmente anteriore al 1589, si conosce quella della sua demolizione: il 1810, durante l'occupazione francese; fu restaurata nel 1770. Esiste una tradizione popolare che riporta l'anno 1177, periodo nel quale papa Alessandro III, in viaggio verso Venezia, passò per Rovigno proveniente da Valle e pare abbia visitato questa chiesa campestre.


S. Giacomo Apostolo

Proseguendo lungo la Carrera, sulla destra si interseca la via R. Daveggia, un tempo contrada San Giacomo. Sull'incrocio delle due strade, era ubicata la chiesa di San Giacomo Apostolo, fino al 1933 anno in cui venne demolita. Era un'antica chiesetta antecedente il XVI secolo e conteneva la tomba fatta scavare nel 1744 da Nicolò Quarantotto. Ora in quel luogo si vede un trasformatore d'energia.


SS. Vito e Modesto

Scendendo a sud lungo questa vietta esisteva la diroccata chiesetta dei SS. Vìto e Modesto che i Rovignesi conoscevano con il nome di San Vìdo. Costruita probabilmente nel XIV o XV secolo, nel 1850 si presentava derelitta e la famiglia Gianelli avrebbe voluto ricostruirla ma, a causa di una disputa con il canonico Rocco, il progetto fu accantonato e nel 1853 il tempio fu completamente demolito.


S. Lorenzo

La contrada Carrera termina nel piazzale del Laco; qui la strada continua a sud con il nome di Riva Vladimir Nazor. Questa era la Riva della Fabbrica Tabacchi che esiste tuttora nella parte più interna. Dove si incrociano le due rive, la Negri e la Nazor, e dove termina anche la via Quarantotto o degli Squeri, terminava anche la Valle del Lago. Qui un tempo, prima del 1883, si vedevano le rovine dell'antica chiesetta di San Lorenzo. Quest'ultima, che fu sostenuta, già prima del 1781, dalla scuola laica dell'omonima Confraternità, detta anche degli Squeraroli, era già stata abbandonata. Risorse in questa circostanza, nel 1781. La pala di S. Lorenzo venne posta nella chiesetta di San Carlo quando la Confraternità fu sciolta sotto il governo francese, nel 1810, e l'edifico sacro fu lasciato andare in rovina. Nel 1883 le rovine furono vendute alla nascente fabbrica di confezionamento di sardine. Oggi in questo sito sorge un'officina meccanica.


Spirito Santo

Nella parte settentrionale della cittadina, fuori dal borgo medioevale, dopo la via de Amicis, l'antica contrada San Giovanni, verso nord-est inizia la via Ferri, un tempo contrada di Santo Spirito. Qui, all'incrocio con la via Pisino, esisteva la chiesa dello Spirito Santo. Era antichissima e coperta da lastre di pietra; esisteva già nel XIII secolo e fu restaurata nel XIX secolo a spese del canonico Marco Dapas. Venne abbattuta, perché pericolante, nel 1948.


S. Salvatore

Nel 1843 la bella Torre del Ponte fu abbattuta. Contigua ad essa, verso la piazza della Riva, c'era una chiesetta piccola, costruita nel 1547 e dedicata a San Salvatore od alla lrasfigurazione, dalla pala che vi era contenuta. Il suo ufficio cessò nel 1717 e fu demolita nel 1820. La chiesetta conteneva dal 1622 la tomba di famiglia del Capitano di terra Nicolò Calucci. Per ragioni igieniche, nel 1763, fu deciso l'abbattimento del ponte di pietra e l'interramento del canale. Si formarono così due nuove piazze sulla terraferma, di fronte all'antemurale: verso Valdibora, dove ora si prospetta la facciata orientale del teatro, il largo fu chiamato Piazza della legna perché qui per decenni si svolse il mercato della legname, mentre verso il porto di Santa Caterina, dietro la piazza della Riva, dove il canale era chiamato Fosso spuzzoso, la nuova area venutasi a creare si chiamò Piazza delle Erbe perché qui venivano esposti i prodotti della campagna. Ora è dedicata a G. Pignaton mentre fra le due guerre ebbe il nome di G. Mazzini. Dallo slargo che si presenta dove un tempo c'era la torre con il ponte levatoio, ora si diramano a raggera alcune strade.

Bibliografia:

  • Testo e disegni - Dario Alberi. ISTRIA - storia, arte, cultura. LINT (Trieste, 1997), p. 1500-40. All copyrights reserved
  • Cartonline vecchie - D. Načinović & M. Budicin, Rovinj - Old Postcards, Zavičajna Naklada "Žakan Juri", Center for Historical Research (Rovinj, 1998) 

Vedete anche:

  • San Eufemia di Rovigno di Gianclaudio de Angelini (Italiano) - http://digilander.libero.it/arup/sfemia.html
  • The Parish Church at Rovinj, Photo Gallery - http://www.gradrovinj.com/zupa/it/foto.asp

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Sunday, September 15, 2002; Last updated: Wednesday, August 28, 2013
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