Umag - Umago Churches and Cemeteries |

Santa Maria Maggiore e Santo Pellegrino
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La parrocchia esisteva giā intorno all'anno 1000. La chiesa principale di Umago era quella di S. Maria Maggiore di cui si hanno poche notizie. Si sa che esisteva nel 1426 e che nel 1651 un fortunale ne distrusse in parte il tetto e la facciata. Forse non molto lontano da questa prima chiesa, o nello stesso luogo, sorse la nuova collegiata, intitolata sempre a S. Maria Maggiore e a S. Pellegrino. Un'immagine di questo santo proveniente da un'antica porta, prima murata su un lato della chiesa verso il campanile, ora č all'interno, a destra dell'ingresso. Fabbricata ex-novo a partire dal 1730 ad opera di Filippo Dongetti, consacrata da Giuseppe Petazzi nel 1760 e restaurata nel 1981, ha la facciata in stile tardo rinascimentale incompiuta, come quelle di Pinguente e di Buie. Ad una navata, con sei nicchie e sette altari marmorei, tra le pių pregevoli creazioni artistiche che vi sono custodite va ricordato, oltre a varie tele tra cui una forse di Palma il Giovane ed un' altra di Bartolomeo Gianelli, un frammento di polittico in legno intagliato, attribuito ad un maestro friulano del '400, raffigurante in tre nicchie archia cute traforate i santi Pietro, Antonio Abate e Martino, con ricche dora re e tracce di policromie. Anche se alla base delle statuine sono incisi i nomi dei santi, forse aggiunti in epoca posteriore, l'identificazione iconografica non č certa per la mancanza di attributi. Gli affreschi sul soffitto sono forse opera di Giuseppe Bernardino Bisson. Il campanile quattrocentesco (33 m), molto simile a quello di S .Servolo di Buie, venne rifatto nel 1691. Sorge isolato a sinistra della facciata della chiesa, davanti alla monumentale fontana pubblica. Ha la cella campanaria con bifore e balaustrae e una cuspide impostata su un tamburo ottagonale. Sulla facciata ovest tre piccole finestrelle, l' orologio pubblico ed un rilie, vo con il leone marciano. |
This parish already existed around the year 1000. The main church of Umago was S. Maria Maggiore, of which little is now known. It was certainly still standing in 1426 and records reveal that in 1651 a storm destroyed part of the roof and the facade. Perhaps the new church of S. Maria Maggiore, or S. Pellegrino, rose near, or even on the site of this earlier building. An image of S. Pellegrino, taken from an old walled-in door on the side of the church facing the steeple, is now inside, to the right of the entrance. The church was built from scratch in 1730 by Filippo Dongetti, consencrated by Giuseppe Petazzi in 1760, and restored in 1981. The facade is in the late-Renaissance style and is unfėnished, lėke those of Pėnguente and Buie. It has a sėngle nave, wėth sėx niches and seven marble altars, and among the finest works preserved in the church are several paintings, including one possibly by Palma il Giovane and another by Bartolomeo Gianelli, and a fragment of a polyptych in carved wood, attributed to a 15th-century wood carver from Friuli, depicting St. Peter, St. Anthony the Abbot and St. Martin in three niches with pointed arches decorated with fretwork, rich gilding and traces of colour. Although the names of the saints are engraved on the bases, they may have been added at a later date and the absence of iconographic details makes their identification uncertain. The frescos on the ceiling are perhaps the work of Giuseppe Bernardino Bisson. The 15th-century steeple (33 m), similar to that of S. Servolo in Buie, was rebuilt in 1691. The stone is bare throughout, since the plaster has all flaked off, and stands some metres to the left of the church facade, in front of the monumental public fountain. Teh belfry has double-arched openings with a balustrade and a spire supported by an octagonal drum. On the west face there are three little windows, the public clock and a relief with the lion of St. Mark. |
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Nello stesso luogo dove sorgeva l'antica chiesa collegiata di S. Maria Maggiore č stato eretto l'edificio che vediamo, la cui costruzione settecentesca č avvenuta ad opera di quello stesso architetto Filippo Dongetti a cui vanno ascritti il duomo di Buie e la chiesa di Pinguente. La facciata, spartita da sei lesene e con una bella "conchiglia" sul portale, č rimasta perō incompiuta e la parte superiore che attendeva un rivestimento lapideo e una finestra quadrilobata, č stata invece intonacata.
Il campanile a fianco č del Quattrocento, ristrutturato due secoli dopo; con alta cuspide su tamburo ottagonale, porta un orologio e un grande rilievo col leone marciano: vi č stata tolta la lapide che ricordava il ritomo di Umago all'Italia dopo la prima guerra mondiale.
L'altare dell'Addolorala contiene la statua lignea - ridipinta con colori forse un po' chiassosi - che era nell'antica chiesa ad essa dedicata; ai suoi lati ci sono due grandi angeli con gli strumenti della Passione di Cristo, sempre di legno, che hanno mantenuto, invece, decoro ed espressivitā; sullo stesso altare trovano posto anche le venerate relėquie dė S. Niceforo. Notevole, sulla parete di destra, l'antico trittico ligneo con resti di dorature e policromėe, rappresentante forse, nelle nicchie gotiche, i santi Pietro, Antonio Abate e Martino (le scritte sono posteriori e l'assenza di attributi rende incerta l'identificazione delle figure). Esso č tutto ciō che rimane dell'altar maggiore della chiesa precedente. Altri dipinti settecenteschi ed arredi sacri recuperati da chiesette non pių esistenti (notevole l'acquasantiera a destra, proveniente essa pure dalla chiesa dell'Addolorala), contribuiscono a rendere accogliente ed affascinante il pių importante edificio sacro di Umago. Statue marmoree dei SS. Pellegrino e Niceforo, opera dello
scultore canoviano Antonio Bosa (1780-1845). La legenda di S. Niceforo, presunto
primo vescovo di Pedena, narra che egli č morto a Umago, di cui č divenuto
compatrono, nel 546, di ritorno da un viaggio ad Aquileia dove era stato
ingiustamente accusato. Nell'altare dell'Addolorata ne sono conservate le
reliquie, insieme con quelle del suo diacono Massimiliano, martirizzato nella
stessa circostanza. |
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Bibliografia:
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This page compliments of Marisa Ciceran and Guido Villa
Created: Saturday, April 05, 2003; Last updated:
Thursday February 07, 2008 |