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Forno esterno
- Peć Accanto a diverse case ancora si puo' vedere il forno esterno per il pane forno / peć, di solito separato nel cortile, ma talvolta accostato alla base del balidor o al corpo del focolare sporgente. Ha in genere l'aspetto di una minuscola casetta in pietra a pianta rettangolare, col tetto a due spioventi, ma anche ad uno spiovente solo. Sul lato anteriore si apre la bocca della cella, che durante la cottura veniva chiusa da una lastra di pietra o da una lamiera. Il piano e la cupola della cella sono di mattoni, talvolta la cupola e di frammenti di tegole. Spesso ai lati della bocca vi sono due uncini di pietra, sui quali si agganciava un bastone per tenere ferma la chiusura, e sotto la bocca una mensola di pietra dove si appoggiava il pane sfornato. Alcuni forni presentano una o piu' aperture per la ventilazione, altri hanno un camino che si poteva chiudere quando il fuoco cessava di ardere, per mantenere il calore. Venivano usati anche forni di piu' grandi dimensioni che servivano gruppi di famiglie o talvolta interi villaggi. La maggior parte di essi non e piu' in funzione, neppure occasionalmente. In genere si usava cuocere grandi quantita di pane che dovevano durare per tutta una settimana e anche piu' a lungo. Nelle cittadine maggiori le donne preparavano il pane in casa, ma lo portavano a cuocere dai fornai, i quali si trattenevano in pagamento una certa quota. Nelle successive redazioni di diversi statuti comunali si incontrano disposizioni in materia. In genere era espressamente previsto che al fornaio spettasse un pane su venti, venticinque o trenta. Nel caso che il pane si guastasse nella cottura, il fornaio era tenuto a risarcime il proprietario. |
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Bibliografia:
Vedete anche: This page compliments of Marisa Ciceran Created: Saturday, November
2, 2002; Last updated:
Wednesday, March 07, 2007
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