Infrastruttura
Architettura


Come nacque l'Acquedotto istriano

(Materiali dell'archivio privato dell'ingener Muzi, direttore del Consorzio per la trasformazione fondiaria in Istria dal 1932)

Nei programmi di raccolta di documentazione e di ricerca del Centro di ricerche storiche di Rovigno, figurano diversi contenuti relativi ai vari aspetti della storia istriana. In una linea di recupero di tali documenti e su invito della signora Giulia Muzi in Bottai di Orvieto, figlia dell'ingegnere Giuseppe Muzi (Orvieto 1881-1957), direttore del Consorzio per la trasformazione fondiaria dell'Istria dal 1932 all'inizio della seconda guerra mondiale, si è effettuata recentemente una ricognizione, seguita dallo spoglio e dalla raccolta di materiali relativi alla costruzione dell'acquedotto istriano, presso l'archivio privato dell'ing. Muzi.

Piano generale (cliccare per  vedere ingrandimento)

Tra gli interventi infrastrutturali dello stato italiano negli anni Trenta, notevole rilevanza, soprattutto in prospettiva, assunse la costruzione dell'acquedotto, mirante a risolvere uno dei problemi di fondo dello sviluppo agricolo dell'Istria e ad eliminare le pessime condizioni igienico-sanitarie della popolazione. In questo senso, la soluzione dell'approvvigionamento idrico del territorio istriano fu affidata nel 1928, in base alla legge sulla bonifica integrale, al Consorzio per la trasformazione fondiaria dell'Istria, con sede a Capodistria.l

I primi studi per la soluzione del problema del rifornimento idrico dell'Istria risalivano alla fine del XIX secolo, allorche su iniziativa della Dieta provinciale di Parenzo furono avviate delle parziali ricerche. I risultati degli studi realizzati dagli ìngegneri Uberst (1899) e Schwarz (1904) non ebbero seguito. Anche il progetto a cui lavorò l'ing. Schiavoni non ebbe un risultato migliore, causa lo scoppio della prima guerra mondiale. Nemmeno lo studio dell'ing. Possa diede una diversa soluzione. Seguirono studi e ricerche approfondite da parte di una commissione composta da geologi ed igienisti, quali i professori Casagrandi, Dal Piaz e Veronese, che nel 1927 formularono un'altra proposta di soluzione del problema. Incaricato di preparare un progetto di massima per l'approvvigionamennto idrico della regione fu l'ing. Veronese, che l'anno seguente lo presentò apportando alcune aggiunte e modificazioni. In base al progetto esecutivo, nel 1930 il Consorzio ottenne la concessione di un primo lotto di lavori, che iniziarono il 28 ottobre nella conca di Pinguente. Già nel corso del 1931, quando gli effetti della crisi mondiale si ripercossero anche in Italia, si ebbe un ridimensionamento del progetto originario.2

Nel 1932, la direzione del comprensorio consorziale fu affidata all'ing. Muzi, incarico che rivestì dopo un' intensa e brillante attività di studi, progetti ed esecuzioni di lavori, nonche di attività accademica.

Sotto la direzione del professor De Marchi del Politecnico di Milano e con la collaborazione degli ingegneri Contessini, Serafini, Depangher-Manzini, l'ing. Muzi procedette alla revisione dei piani preparati ed all'esecuzione, nel corso degli anni, dei vari tronchi dell'acquedotto istriano.

La soluzione definitivamente adottata prevedeva il rifornimento idrico della penisola istriana con varie reti alimentate da distinte sorgenti, sicche l'acquedotto veniva a rappresentare un piano regolatore di acquedotti razionalmente adeguati alle diverse esigenze e caratteristiche della zona da approvvigionare. In questo modo, tre furono le reti di distribuzione progettate, e precisamente la rete del Quieto, che doveva servire i comuni di Montona, Visinada, Visignano, Parenzo e Pisino; la rete del Risano, che avrebbe rifornito i comuni di Villa Decani, Capodistria, Isola, Pirano e la rete dell'Arsa, che avrebbe servito i comuni di Albona, Arsa e Fianona.

E' da rilevare che l'alimentazione del capoluogo dell'Istria, Pola, non venne presa in considerazione in un primo tempo, in quanto, data la caratteristica di acquedotto rurale dell'acquedotto istriano, non poteva essere ammesso, in base alle leggi vigenti che avevano consentito il finanziamento dell'opera, che questa provvedesse al rifornimento di tale centro urbano; inoltre, Pola era stata esclusa dal comprensorio consorziale. Già nel 1934 il Consorzio aveva cominciato, tramite il suo direttore, a studiareil problema dell'alimentazione idrica di Pola, ma solo nel 1938 venne inquadrato nel piano organico, come VI lotto, dell'acquedotto istriano.

I lavori di captiazione delle polle di S. Giovanni di Pinguente, e quelle alla condotta principale a bassa pressione (1932)

Dal 1933 il costo dell'opera era sostenuto per il 92% dallo stato e per 1'8% dalla provincia e dagli enti locali, mentre in precedenza lo stato l'aveva finanziato per il 95%. Nel 1935 furono completati due dei tre sistemi previsti nella costruzione dell'acquedotto, quello del Quieto e quello del Risano, che coprivano il fabbisogno d'acqua di un terzo della popolazione delle campagne.3

Albona (Labin)

Nel 1937 venne inaugurato il tronco Albona-Arsia, ma l'inizio della guerra impedì il completamento del progetto complessivo. Il materiale dell'archivio privato dell'ing. Muzi comprende la documentazione relativa ai progetti e all'esecuzione di alcuni lotti di lavori dell'acquedotto, precisamente del II e III lotto, eseguiti nel biennio 1934-1935; il progetto del V lotto dei lavori del febbraio 1939; a cui vanno aggiunte le carte relative alla corrispondenza tra il direttore ed il presidente del Consorzio, Cesare Mori(4) , tra il direttore ed i suoi collaboratori, così come quella con la Prefettura di Pola, prevalentemente tra il 1934-1935. Altro materiale è rappresentato da una serie di album fotografici che documentano lo stato dei lavori dalla fase iniziale fino al completamento degli impianti del II e III lotto.

Concludono la documentazione alcune pubblicazioni dei vari progetti precedenti, vale a dire M. GIOSEFFI, L'approvvigionamento idrico in Istria, Industria Tipografica Romana, 1921; GIUNTA PROVINCIALE ESECUTIVA DELL'ISTRIA, Il provvedimento d'acqua dell'Istria, Parenzo, 1930; A. MANZINI, Gli acquedotti della città e delle frazioni di Fola, Trieste, 1932; CONSORZIO DI BONIFICA DEL SISTEMA DELL'ARSA, Relazione, Trieste, 1934; G. VERONESE, Il lago di Vrana, Milano 1934; IDEM, Appunti per la storia del grande Acquedotto Istriano, (estratto dalla rivista "L'acqua"), 1936.

Va rilevato che gran parte di quella che era stata la documentazione complessiva relativa alla costruzione dell'acquedotto non si trova più nell'archivio dell'ing. Muzi, in quanto negli anni Cinquanta fu trasferita a Roma per essere esposta in una mostra, che non fu mai allestita.

I progetti esecutivi del II e III lotto di lavori dell'acquedotto, rispettivamente della zona di Buie e quella di Capodistria, Isola, Pirano sono raccolti in quattro fascicoli, ciascuno dei quali contiene una ventina di documenti relativi alle relazioni, atti amministrativi, computi metrici, stime parziali, planimetrie sia generali che di ogni singolo particolare degli impianti. Il materiale del progetto di variante III:1ira:- stralcio del V lotto dei lavori, compilato nel febbraio 1939, riguardante la zona di Pisino, comprende le relazioni del progetto originale e della variante.

Visignano (Višnjan)

Tra il materiale reperito ad Orvieto vi è inoltre la pratica relativa all'approvvigionamento idrico di Pola e lo scambio di corrispondenza tra il Consorzio e la Prefettura di Pola riguardante l'incarico assegnato all'ing. Muzi della consulenza per il riordino e l'ampliamento dell'acquedotto del capoluogo istriano. La corrispondenza tra l'ing. Muzi, i suoi collaboratori ed il presidente Mori nel biennio 1934-1935 risulta molto interessante in quanto tocca vari problemi, quali lo stato dei lavori, i rapporti professionali tra i vari componenti del Consorzio, il rapporto tra carica politica e competenza professionale.

Complessivamente, si tratta di un materiale frammentario, ma utile per affrontare alcuni aspetti articolati dell'economia istriana fra le due guerre.

Note:

  1. Sulla situazione economica dell'lstria tra le due guerra l'unico studio organico disponibile è rappresentato da AA.VV. L'Istria tra le due guerre, Istituto per la storia del movimento di liberazione del Friuli-Venezia Giulia, 1985;
  2. CONSORZIO PER LA TRASFORMAZIONE FONDIARIA DELL'ISTRIA, L'Acquedotto istriano. Piano generale dell'acquedotto e stato dei lavori al 24 maggio 1935, XIll, Capodistria, 1935, pp.29-35;
  3. Ibidem, pp.73-125; 4. Sulla figura di Cesare Mori, già prefetto di Palermo con poteri speciali per la lotta contro la mafia, vedi A. petacco, Il prefetto di Ferro, Milano, 1975. Ricerca n° 20 Dicembre 1997 11

Ristampato da:

  • Orietta Moscarda, "Come nacque l'Acquedotto istriano", Ricerca, Bolletino del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno (1997), p. 9-11. © 1997 Proprietà letteraria riservata second la legge vigenti (all rights reserved).
  • Fotografie - courtesia di Marisa Ciceran

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Saturday, October 07, 2000; Last Updated: Saturday, February 02, 2008
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