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Carro agricolo, Museo Etnografico d'Istria, Pisino / Pazin [Photographed by © Marisa Ciceran]

Carri agricoli

I carri agricoli tradizionali, parzialmente in uso ancora oggi, ma più spessc trainati da trattori piuttosto che da buoi, sono quasi esclusivamente a quattro ruote (il tipo a due ruote era scarsamente diffuso anche in passato). La lunghezza varia all'incirca da due metri e mezzo a quattro, la larghezza è di circa un metro e mezzo o due. La costruzione del carro nella forma più antica era interamente in legno, senza congiunture o rinforzi in ferro.

Roda / kolo (ruto) a doppia croceò id.  EMI Pisino. Provenienza: Lovrinici (Pisino).

Hacquet, che fu in Istria intorno al 1775, scrive a proposito dagli abitanti della Cicceria: «Il loro carro viene condotto da un tiro a due buoi, i carrelli sono senza alcuna guarnizione di ferro, non vengono neppure ingrassati, ma questa omissione non avviene perché, come presso i nomadi tartari, vi sia la credenza che chi non voglia commettere alcun furto debba farsi sentire da lontano, ma perché non hanno niente da ingrassare per l'attrito, e in modo da smorzare l'insopportabile cigolio» [tradotto dal tedesco].17 La struttura fondamentale del carro caro / voz è data dalle due partite o carrelli careto, brasadòura / prema, raccordati dal timone di collegamento sura / svora. Al carrello anteriore è innestato il timone di traino timòn / oje, timun. La ruota roda / kolo è costruita unendo il cerchio al mozzo muiòl, testa de la roda / glavina, mediante un certo numero di raggi (solitamente dieci). Il cerchio è formato da più sezioni di legno duro coverta, gravìa / platišća, rivestite esternamente da un cerchione di ferro.

Tipologicamente anteriore era la ruota a croce, che invece dei raggi aveva quattro pertiche connesse a doppia croce in modo da inquadrare nel centro il mozzo. In qualche caso questo tipo di ruota era ancora usata (ma non più costruita) ancora dopo la seconda guerra mondiale. L'arcaica ruota a disco non risulta sia stata più in uso nel Novecento. Yriarte (1875), riferendosi alla zona di Parenzo, scrive: «Le strade vedonsi solcate da carri tirati da buoi, carri bassissimi, con ruote piene, e col mozzo rattenuto da una copiglia».18 Nei mozzi si inseriscono gli assi delle ruote. Sull'assale anteriore è montata la struttura sterzante, su quella posteriore il freno šlàif / žaljf, che consiste in una traversa munita alle estremità di due blocchetti opportunamente sagomati che all'occorrenza stringono i cerchioni delle ruote.

Caro / voz (carro) a quattro ruote a doppia croce con sponde a scale scalèr / škalnica.
Barbana, 1900 c.

A seconda delle necessità, il carro può essere modificato con l'aggiunta di strutture accessorie. Il piano di fondo è in genere formato da vimini fittamente intrecciati o da alcune tavole longitudinali. Per il trasporto del fieno si innestano due sponde laterali simili a scale scalèr / skalnica, formate da due lunghe aste unite da sottili e radi pioli trasversali. Per caricare diversi generi di prodotti agricoli (come patate o granoturco), ma anche letame o ghiaia, si possono accostare alle sponde a scala delle fiancate di legno pieno, oppure si usa porre sulla struttura del carro una grande cesta zaia / koš, munita di apposite impugnature. Per portare pietre o legname si usa accorciare il carro avvicinando i due carrelli al timone di collegamento e montare un pianale robusto, o anche collocare direttamente i materiali sullo scheletro del carro. Per il trasporto dell'uva si pongono come piano di fondo due tavole sagomate in forma di arcate contrapposte, munite di alcuni blocchetti di legno che fungono da fermi per i tini e le botti.19

Caro / voz (carro) a due ruote a raggi con zaia / koš (cestone) Mune. Foto P. Opiglia, 1927.

Caro / voz (Carro) a quattro ruote a raggi con sponde a scalèr / škalnica (scale) Salvore. Foto U. Pellis, 1931.

Caro / voz (carro) a quattro ruote a raggi con sponde a scalèr / škalnica (scale) e fiancate aggunte. Valle

Carri con botti orizzontali castelana / kaštelana
Rovigno. Foto U. Pellis, 1934

Notes:

  1. HACQUET 1801, p. 58 (cfr.Breton 1815, p. 76)
  2. YRIARTE 1875, p. 74
  3. Sui carri cfr. VESNEVAR 1901, p. 152; RISMONDO 1937, p. 270-275; JARDAS 1957, p. 207-210 e foto 34 e 36-37; MIKAC 1963b, p. 395-400; CEROVAC 1977, p. 128-130; SCHEUERMEIER 1980 II, p.144-146 e foto 256; PANTELIC 1984, p. 12; DELBELLO 1992, p. 23-40.

Tratto da:

  • Testo e fotografie - Roberto Starec, Mondo Popolare in Istria, Collana degli Atti # 13, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno (Trieste-Rovigno, 1996), p.191-194 and 214.
  • Fotografie a colori - Marisa Ciceran.
  • Disegno - da Dario Alberti, Istria - storia, arte, cultura

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Created: Saturday, November 02, 2002; Last Updated: Wednesday, April 13, 2016
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