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Customs and Traditions
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Usi nuziali di Pirano d'Istria

[Dall'Archivio per lo studio delle tradizioni popolari, Volume 16, Diretta da Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone-Marino. Carlo Clausen (Palermo-Torino, 1897), p. 288-9.]

Nulla di particolare riguardo alle costumanze funerarie e battesimali — nulla che ci distingua dalle altre provincie italiane, per quello che io sappia.

Nelle solennità matrimoniali, all'incontro, abbiamo qualcosa che merita tutta l'attenzione, che ci qualifica per quello che siamo e vogliamo essere: italiani della più pura acqua.

Durante i banchetti nuziali — e precisamente il giorno dei matrimonio — che durano dal mezzogiorno alla mezzanotte, ora in cui si comincia a cenare coi tradizionale «pan in brodo», negli intermezzi delle portate si canta.

Quasi tutti devono fare la cantina — giovani e vecchi — come vien viene, o bene o male.

La Gerusalemme del Tasso è il gran cavallo di battaglia: non più di una strofa alla volta, terminando l'ottava con un lungo verso rimato per compii mentare la sposa e «tutta la compagnia », parenti e invitati.

Talvolta, fra l'uno e l'altro dei cantori succedono delle sfide, seguendosi uno dopo l'altro senza fermarsi, finchè non interrompa un terzo.

Le stesse sfide succedono nell'autunno, alla raccolta delle olive, sugli alberi fra vicini.

Il Tasso — dicono — se lo canta sul mare, mai per le vie; — forse perchè non venga profanato dai suoni delle altre canzonacce solite a cantarsi da pochi anni a questa parte. — La costumanza non morrà: — cantano i giovani, nelle feste nuziali, con sentimento religioso.

La sposa che si presenta all'altare come si deve — così si esprimono qui — può mettersi il manto della Madonna — velo bianco che dal capo le scenda fino a terra. Al ritorno, dalle finestre, i conoscenti le gettano ghirlande di fiori finti — bianche e verdi, che il compare o lo sposo deve prendere con destrezza, infilandole nel braccio. Confetti, poi, da ammazzare la sposa e tutta la processione della compagnia.

Alla porta di casa la suocera aspetta con un bello e buon sorriso (per quel giorno almeno!) e il bacio.

Dopo il pranzo, prima della tavola bianca, la benedizione della camera nuziale. La sposa, tanto nell'andare che nel ritorno dalla chiesa, deve salutare sorridente tutti i conoscenti, altrimenti non è una sposa di buon genio o geniale. (1)

Nota:

  1. Dalle Pagine Friulane, an. IX, no. 10. (?) Udine, 1897.

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Created: Tuesday, October 11, 2011; Last updated: Tuesday, October 11, 2011
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