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San Pietro e sua madre Fuochi venivano accesi sui campi e sui monti, con gli stessi fini di quelli di san Giovanni, anche la vigilia degli apostoli Pietro e Paolo, specie nell'Istria sopra il Quieto. A Capodistria li accendevano nei campi, alimentando le fiamme co la mare dei bisi [112], che i ragazzini questuavano cantando:
Ricevuto il necessario {mare de bisi, fascine, ecc.) ringraziavano e se ne andavano felici. Probabilmente con questi fuochi i contadini pensavano di salvaguardarsi dalle malefatte della mare de san Piero. Il quale san Pietro, a sentire le leggende, ha avuto molti dispiaceri e molto da patire a causa di sua madre, donna cattiva e senza cuore: non pensava egoisticamente che a sé. Mai che avesse dato a un povero che batteva alla sua porta, non dico un soldino, ma neppure un tozzo di pane vecchio. Quando morì, con gran vergogna di san Pietro, precipitò nell'inferno. Ci fu allora una riunione in paradiso per vedere se si poteva trovare il modo di tirarla su, fra gli angeli ed i santi, e fare una sorpresa a san Pietro per il suo onomastico. Gira e rigira il gran librane della vita, in fondo ad una pagina, con scrittura minuta, fu trovata una notieina: che la mare de san Piero, la ghe gaveva impresta una volta a una povera, cariga defioi e de miseria, una foieta de zivola. Era l'unico appiglio per salvarla. E alora i ga fato una corda de tante foie de zivola e i ga butà zo la zitna a la mare de san Piero, per tirarla su in paradiso. Vi abbiamo raccontato questa leggenda, a noi nota per tradizione familiare, perché la mare de san Piero riceve licenza, o se la prende, di uscire dall'inferno e dare sfogo alle sue bizze e cattiverie danneggiando gli umani o con piogge diluviali o con calori sahariani, sia prima che dopo la festa (28 giugno) del suo santo figliolo, giustificando così il proverbio:
suona un altro proverbio,
E di fronte a queste malefatte materne, a san Pietro non resta, come allora, che rammaricarsi, sospirando: oh mare, mare. |
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Tratto da:
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