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Winter
Customs and Traditions
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Tra ricorrenze religiose e proverbi popolari
La Candelora e San Biagio

Il 2 febbraio la chiesa celebra la Presentazione di Gesù bambino al tempio e la purificazione della vergine Maria, "Purificatio sanctae Mariae", una festa introdotta nell’VIII secolo e derivante da una tradizione del IV secolo. Nel suo cantico, San Simeone definisce il Bambino Gesù luce delle genti, da cui la chiesa ha tratto il motivo per celebrare la luce con le candele benedette. Un gesto per ringraziare Dio del dono della fede e per affermare la pienezza della luce come dono dello Spirito Santo.

Nel popolo la festa è comunemente nota come la Madonna Candelora e prende appunto il nome dalla benedizione delle candele portate in processione. La saggezza antica recita: “ Madona Candelora, se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora, se la vien con piova e vento, de l’inverno semo drento”.La Madonna Candelora è protettrice dell’arcaica cittadina di Lubenizze, sull’isola di Cherso.

Il giorno dopo, 3 febbraio, ricorre la festa di San Biagio, celebre patrono della più celebre Ragusa (Dubrovnik) e, dalle nostre parti, di Dignano. Biagio, vissuto nel IV secolo, era un medico di origine armena; divenne vescovo della città di Sebaste dove operò numerosi miracoli. Durante le persecuzioni ordinate da Licinio fu imprigionato e sospeso a un legno dove, con pettini di ferro, gli fu scorticata la pelle e lacerate le carni. Solo in seguito fu decapitato.

È stato innalzato alla dignità di santo e viene invocato contro i mali di gola perché, durante la sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea. La madre del bambino, grata del miracolo, lo assistette durante la prigionia portandogli cibo e candele. San Biagio viene celebrato con la benedizione della gola tramite l’applicazione di due candele incrociate alla parte malata. Anche al bestiame viene fatta bere acqua benedetta in onore del Santo. Straziato, dicevamo, con i cardi di lana, che sono il suo simbolo iconografico, San Biagio è il protettore dei cardatori.
San Biagio è patrono di Predoscica, sull’isola di Cherso.

L’omaggio al Santo dalla CI di Dignano

San Biagio è particolarmente venerato a Dignano di cui è patrono e alla cui memoria è consacrato l’imponente Duomo palladiano, la più grande chiesa in Istria con il più alto campanile (60 metri) simile a quello di San Marco in Venezia. Quest’anno, nella ricorrenza di San Biagio, il Coro misto della Comunità degli Italiani di Dignano, diretto dalla prof. Orietta Šverko, canterà messa nel Duomo alle ore 17. Oggi, sabato, 31 gennaio, nella sede della CI dovrebbe svolgersi una serata sociale in onore del santo patrono e dedicata ai connazionali. Una serata musicale incentrata su canti popolari dignanesi eseguiti dai Minicantanti e da quelli più grandicelli.

Tratto da:

  • Rosi Gasparini, "La calendora e San Biagio", © La Voce del Popolo, 31 gennaio 2004 - courtesy of Furio Percovich.


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Created: Sunday, January 31, 2004; Last updated: Sunday December 06, 2015
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