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Winter
Customs and Traditions
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Avvento 

Sul Natale esiste una ricca messe letteraria e non manca neppure quella folcloristica, che prende ardore dall'Incarnazione del Verbo, la cui venuta viene descritta poeticamente come un passaggio dalla tenebra alla luce.

Come tutte le solennità liturgiche, il Natale viene preparato con gradualità da un austero periodo di quattro settimane, l'avvento, che inizia la domenica più vicina alla festa di sant'Andrea (30 novembre). Nelle intenzioni della Chiesa questo periodo liturgico deve disporre gli spiriti dei credenti a un'accoglienza cosciente del Redentore, già atteso con tanta ansia dai patriarchi e dai profeti, le cui profezie e invocazioni sono rievocate nei testi dell 'ufficio: Veni, Domine, visitare nos in pace,. Ecce apparebit Dominus,' ecc, Tempo di penitenza sicuramente, ma più ancora di liete speranze, di cui la più evidente è la dolce umanità del Salvatore, non un Dio terribile, ma l'Emmanuele, l'Iddio con noi. Ecco perche nel piano della redenzione c'entra anche una nobile figura di donna, Maria Santissima, cooperatrice del grande avvenimento, sempre presente alla mente e al cuore della cristianità, che non sa immaginare il Bimbo divino senza la Madre accanto.

Tutto questo preambolo per dare una ragione al fatto che in Istria, parallelamente alla liturgia ufficiale, è fiorita la devota pratica di cantare, dopo la messa dell'aurora, una lauda narrativa con tema l'annunciazione, o altro canto mariano, cosicche tutto l'avvento assumeva una connotazione mariana.

Questa messa dell'aurora, con termine dotto chiamata «messa rorate» e in croato zomica, frequentatissima sia nelle parrocchie cittadine che in quelle rurali, veniva celebrata che faceva ancora buio, per dare modo sia agli operai (Gallesano, Dignano, Albona, ecc,), che agli agricoltori di prendervi parte prima di recarsi al posto di lavoro, Il clero ne approfittava per fare un po' di catechesi. Ed era uno spettacolo suggestivo l'animazione che veniva dalla gente, che con i fanalini ad olio rischiarava le fangose strade di campagna per evitare le pozzanghere, o anche le insidie del ghiaccio e della brusina.

Di Pola abbiamo il testo di una lauda, di sapore seicentesco [38]:

Rit.: Evviva Maria, Maria evviva
evviva Maria e chi la creò.

Negli orti celesti tra foglie pompose,
trafrondi vezzose ridente spuntò. Evviva...
n sole coi raggi dipinse il suo viso,
l'aurora col riso la chioma adornò. Evviva...

...

Sul gambo di rosa un'altra s'innesta,
di quella e di questa unfior siformò. Evviva
... ecc.

Tra i croati, invece, era molto diffusa una lunga lauda (25 strofe), Poslan bi andjel Gabrijel (L'angelo Gabriele fu inviato da Dio nella città di Nazareth, ad un'umile verginella, vera serva del Signore, ecc). Di questo canto a Cherso aveva preso piede, subito dopo la prima guerra, una versione italiana, opera del polesano P. Giacomo Gorlato, musica di P. Bernardino Rizzi. [39]

L'Angelo Gabriele
Dal ciel Dio manda a Nazareth,
a un umil Verginella,
di Dio nobile ancella.

Soltanto negli anni Venti nelle maggiori località della costa occidentale si andarono diffondendo sia la novena dell'Immacolata sia quella del Natale, che tuttavia non conobbero vasta partecipazione di popolo: cose per le elite delle associazioni giovanili cattoliche.


Note:

  1. Per il testo completo cfr. G. RADOLE, Canti populari istriani. Seconda racolta con bibliografia critica, Firenze 1968, 13 e 20.

  2. Testo e musica in M. FILLINI, A Cherso se cantava cussì..., Fossalta di Piave, 1982, 210-211.

Tratto da:

  • Giuseppe Radole, Folclore Istriano, MGS Press (Trieste, 1997), p. 59-60.

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Created: Monday, December 02, 2002; Last updated, Sunday, December 06, 2015
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