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Winter
Customs and Traditions
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Presepio nella chiesa di S. Giorgio, Pirano. Cortesia di Ondina Lusa

LA RAPPRESENTAZIONE DELLA NATIVITÀ ATTRAVERSO I SECOLI

Il presepe, una tradizione che si rinnova nel tempo

Sin da quando si è bambini, il periodo che precede la festa del Natale rappresenta un momento di grande emozione soprattutto per chi ama rappresentare la Natività in uno dei modi decisamente più ammirati e cioè attraverso il presepe.

La sua storia inizia con gli evangelisti Luca e Matteo, i primi a descrivere la Natività. Nei loro brani c'è già tutta la sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome latino di praesepium ovvero recinto chiuso, mangiatoia. Si narra infatti della umile nascita di Gesù "in una mangiatoia perché non c'era per essi posto nell'albergo", dell'annuncio dato ai pastori; dei magi venuti da oriente seguendo la stella per adorare il Bambino. Questo avvenimento così familiare e umano se da un lato colpisce la fantasia dei paleocristiani rendendo loro meno oscuro il mistero di un Dio che si fa uomo, dall'altro li sollecita a rimarcare gli aspetti trascendenti quali la divinità del Bambino e la verginità di Maria.

Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme, con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili tutti coinvolti nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223; episodio poi magistralmente dipinto da Giotto nell'affresco della Basilica Superiore di Assisi. Il primo esempio di presepe inanimato, è invece quello che Arnolfo di Cambio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti modellano statue di legno o terracotta che sistemano davanti a un fondale pitturato riproducente un paesaggio che fa da sfondo alla scena della Natività; il presepe è esposto all'interno delle chiese nel periodo natalizio. Ulteriore novità è la trasformazione delle statue in manichini di legno con arti in fil di ferro, per dare l'impressione del movimento, vestiti con indumenti propri dell'epoca e muniti degli strumenti di svago o di lavoro tipici dei mestieri esercitati e tutti riprodotti con esattezza anche nei minimi particolari. Sempre nel '700 si diffonde il presepio meccanico che ha un illustre predecessore in quello costruito da Hans Schlottheim nel 1588 per Cristiano I di Sassonia. La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nell'Ottocento, quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con statuine in gesso o terracotta, cartapesta e altro.

Viviana Ban

Sources:

  • Vivian Ban, "Il presepe, una tradizione che si rinnova col tempo", La voce del popolo, 24 dicembre 2005, EDIT publishers (Rijeka, 2005) - http://www.edit.hr/lavoce/051224/cfiumana.htm

  • Fotografia - cortesia di Ondina Lusa


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Created: Saturday, December 24, 2005; Last updated: Sunday, December 06, 2015
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