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Santa Lucia e le Calende La festa di santa Lucia, che, dalla interpretazione letterale del nome, è chiamata madona dei oci (mentre è assai fantastica e macabra la standardizzata rappresentazione pittorica della martire, che si sarebbe strappata gli occhi, inviandoli al suo pretendente in una bacinella, per fargli capire di cavarsela dalla testa) veniva celebrata in tutte le parrocchie (e si capisce: gli occhi sono cari a tutti), con tridui di preparazione e messe solenni. Incominciava pure, per quella naturale curiosità di conoscere l' avvenire, il calcolo delle prime calende (da114 al 25 dicembre), cui faceva seguito un secondo calcolo di verifica (dal 26 dicembre all'Epifania). Ogni giorno corrispondeva ad un mese, secondo la seguente tavola44:
Se combinava che il 14 ed il 26 dicembre piovesse, gennaio sarebbe stato piovoso; e se il 19 ed il 31 dicembre fosse stato tempo soleggiato, il prossimo giugno sarebbe stato sereno. Così calcolavano a Portole. Bastava però attraversare la Valle del Quieto, ed ecco che a Montona incominciavano la conta già il 13 dicembre, stravolgendo i calcoli di Portole. E come se non bastasse, sulla costa da Capodistria a Parenzo, le calende venivano calcolate sui primi 24 giorni di gennaio: i primi dodici si riferivano ai mesi da gennaio a dicembre e dal 13 al 24 in ordine inverso, da dicembre a gennaio. Calcoli quindi assai problematici, più per creare con la loro varietà confusioni, che non per fornire previsioni certe. Da qui il proverbio che liquidava tutti: De le calende no me ne incuro, basta che san Paolo (25 gennaio) no vegna scuro. Note:
Tratto da:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Sunday,
November 03, 2002; Last updated,
Wednesday, March 05, 2008
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