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Winter
Customs and Traditions
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San Nicolò di Bari
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San Nicolò di Bari

Il 6 dicembre è la festa di san Nicolò di Bari, un santo molto popolare in Istria. Una popolarità che gli veniva dalla umana bontà che traspare dai prodigi operati in vita e in morte a pro dei tribolati dalla avversa sorte, e in difesa dell'innocenza. In Istria tutto ciò è provato dalle molte chiese, cappelle ed altari che la pietà di una popolazione marinara gli ha dedicato nel corso dei secoli. Pisino e Barbana, che non sono sul mare, lo venerano come santo patrono. C'è infine la testimonianza degli antichi affreschi di Raccotole (Visignano), che in una ventina di riquadri del sec. XIV illustrano la vita del Santo, ivi compreso l'episodio di portare aiuto, nottetempo ed in incognito, a tre figliole, facendo loro arrivare quanto bastava per la dote ed il corredo. Da qui è sorta la tradizione che, nella notte fra il 5 e il 6 dicembre, fa discendere dal cielo san Nicolò in carne ed ossa, per rinnovare senza fine la distribuzione dei suoi doni a tutti i bimbi del mondo. Ai quali si diceva che, per meritarsi la benevolenza del Santo, bisognava essere buoni e obbedienti, La sera dunque della vigilia, sistemati gli stivaletti e la calza sotto la cappa, o un piatto ben capace sul davanzale della finestra, i figlioli venivano mandati a letto, invitati a chiudere ben bene gli occhi, perché san Nicolò non doveva essere visto. Addormentandosi sognavano l' arrivo del buon vescovo che, curvo sotto il peso dell' enorme sacco e appoggiato al bastone, entrava silenzioso nelle case, accompagnato dagli angeli del paradiso [43]. In tempi di abbondanza era un asinello che portava i sacchi e le bisacce, alleggerendo così la fatica del santo vescovo. Ma allora era buona regola preparare in un angolo del cortile un po' di fieno per la povera bestia stanca. Ultimamente san Nicolò si è modernizzato ed arriva in pieno giorno in macchina. La civiltà del consumismo ha così rotto l'incanto che ne avvolgeva la figura. Anche i regali si sono fatti più lussuosi e forse meno appetibili, dove una volta, nella loro povertà francescana, erano più desiderati ed apprezzati.

A Valdoltra di Capodistria, nota per il monastero benedettino di San Nicolò, compagnie di ragazzi questuavano cantando:

Benedeto san Nicola,
protetor de Vale d'oltra
che ne varda e ne conforta,
e ne varda duti quanti,
lode in cielo a duti i santi.

Se le occasioni per questuare erano anche altre, per fare regali ai bambini non si concedevano i bis: l'lstria era una terra povera ed in quanto a regali non si esagerava mai. Questo una volta, che oggi, anche se san Nicolò mantiene un certo primato, le occasioni buone per lo scambio delle strenne si sono moltiplicate: santa Lucia, Natale, Capodanno, Epifania (Befana), ecc.

  1. T. GAVARDO, cit., «San Nicolò», 40-43. Mentre per san Nicolò protettore dei marinai cfr. FR. BABUDRI, Fonti... cit., 287, «... San Nicolò ghe vol ben ai nostri marineri, perché rente tera el ghe mostra co se pol navigar sicuri impizzando una candela sul campanil. E anca su la zima dei alberi dei batei el se mostra in forma de do candele...». Queste luminescenze vengono chiamate anche fuochi di sant'Elmo. Troviamo, però, in I. CAVALLI, cit., 65, che venivano chiamati anche fuochi di san Zuan, uno dei protettori di Muggia. Cfr. A. MAILLY, Sagen aus Friaul und den lulischen Alpen, Lipsia 1922.86, in trad. it. di K. HENSEL, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, ed. critica di M. Maticetov, Pasian di Prato (UD) 1986, 146; R. BATTAGLIA, La festa di S. Nicolò, «PO», XV, 1945,1-23.

Tratto da:

  • Giuseppe Radole, Folclore Istriano, MGS Press (Trieste, 1997), p. 63-64.
  • Images of St. Nicholas - engraved copies from etchings of the town's patron saints preserved in the 19th century volumes of Veli Losinj / Lussingrande's (Roman Catholic) parish records; courtesy of William Giacofci[ch].

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Created: Sunday, November 03, 2002; Last updated, Sunday, December 06, 2015
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