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La strage degli innocenti e la fuga in Egitto La strage degli innocenti (28 dicembre) da parte della soldataglia di Erode e la fuga in Egitto della sacra famiglia erano profondamente sentite e comprese nella loro drammaticità dal sentimento popolare. Tiranni e guerre che uccidono innocenti; povera gente che, lasciando tutto, deve scappare per salvarsi, erano tragedie vive nella coscienza storica popolare, che in diverse ondate, ripetutesi nei secoli, trovò scampo in Istria, fuggendo il turco smantellatore dei domini veneti. E si visse relativamente in pace, finché un novello Erode non mise in fuga gli antichi abitatori.
D'altra parte, venerandi affreschi di molte chiese istriane mettevano sotto gli occhi di tutti l'eccidio dei bambini betlemmiti, fatti uccidere da Erode con inaudita e bestiale crudeltà, nonché la successiva fuga della Vergine, che montando un asinello guidato da Giuseppe, stringe a se il Bambino e scappa. Ci sono anche due leggende che si ispirano alla fuga in Egitto: alla prima è legata l'inquietudine degli zingari, sempre in movimento come se scontassero una maledizione, e la seconda che dà ragione dello scarso valore nutritivo dellupino (la faveta). Ma in tutte e due c'è l'angoscia del sentirsi braccati, che mozza il respiro e accelera il battito del cuore, del nascondersi e del voltarsi se si era superato il nodo del pericolo incombente52. Vedi: Note: Tratto da:
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November 03, 2002; Last updated,
Wednesday, March 05, 2008
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