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Chi ha visto la Salamandra nera? Il Parco naturale del Monte Maggiore promuove un'azione di tutela ABBAZIA – La direzione di due parchi naturali della Croazia, Monte Maggiore e Žumberak, hanno avviato un'azione comune di tutela di una specie animale minacciata: la Salamandra nera (Salamandra atra, che non supera i 16 centimetri di lunghezza e possiede un'inconfondibile livrea nero lucente. Organizzando contemporaneamente la presentazione del progetto, i due parchi hanno voluto anche e specialmente coinvolgere le persone che amano la natura e trascorrono il loro tempo in natura. Nela sede del Parco naturale del Monte Maggiore, a Liganj, sopra Laurana, il progetto è stato esposto dalla direttrice Suzi Petric(ic' e dal biologo Marin Grgurev, promotore dell'azione. Per questo motivo sono stati stampati dei manifesti e dei depliant con il motto "Ricerchiamo le specie rare" e che verranno distribuiti nelle scuole delle regioni litoraneo-montana e istriana. Allo stesso tempo vengono invitati escursionisti, alpinisti e altri di segnalare ogni avvistamento allo scopo di consentire uno studio più approfondito della salamandra nera. A causa della sua ridottissima distribuzione geografica e degli adattamenti riproduttivi, la protezione di questo anfibio particolare riveste un notevole interesse, sancito peraltro anche dalla Convenzione internazionale di Berna del 6 dicembre 1991 sulla fauna selvatica. La salamandra nera vive sulle Alpi e sui monti della penisola Balcanica – sulle Alpi può raggiungere i 3000 metri di altitudine –, e in Croazia soltanto in pochissimi posti, come ad esempio i due parchi summenzionati e il Gorski kotar. Questa specie presenta adattamenti fisiologici e comportamentali alla vita in quota, tra cui il più peculiare è la viviparità: infatti a differenza della quasi totalità delle altre 400 specie di anfibi, che depongono uova in acqua o comunque piccole larve acquatiche, essa partorisce alcuni piccoli terrestri già perfettamente sviluppati. Risale all’epoca glaciale ed è l’unico anfibio europeo che partorisce piccoli, soltanto due, già formati – dopo una gestazione di 2-3 anni – senza deporre uova. Si rinviene di giorno soltanto nel breve periodo riproduttivo primaverile o durante intense piogge, mentre la sua vita attiva è abbastanza limitata (da maggio a ottobre). Gli accoppiamenti avvengono al primo sciogliersi della neve, con parate prenuziali e piccoli raduni di individui dei due sessi in pochi metri quadrati. In pratica è l'unico anfibio urodelo viviparo (le femmine sono in grado di riprodursi in media ogni 3-4 anni). Delle uova mature soltanto due o tre si sviluppano fino alla schiusa di embrioni che compiranno il resto dello sviluppo nel corpo materno, venendo partoriti nella primavera del terzo o quarto anno, all'asciutto e quali miniature complete dell'adulto subito indipendenti. Le salamandre alpine predano piccoli invertebrati, senza particolari preferenze. Le salamandre trascorrono i primi tre mesi della loro vita nell’acqua; compiuta la metamorfosi, cioè il passaggio da larva a individuo adulto, che prevede tra l’altro la scomparsa delle branchie e la trasformazione della respirazione da branchiale a polmonare, si trasferiscono sulla terraferma. Non torneranno mai più nell’acqua (in cui non potrebbero sopravvivere) tranne le femmine per deporvi le uova, ma senza immergersi completamente. Le salamandre sono specie dalle abitudini riservate, essenzialmente terrestri, che vivono in luoghi umidi e ombrosi prossimi a torrenti, pozze o fontanili dove si recano nel periodo riproduttivo per deporre uova o, come la Salamandra pezzata appenninica, dare alla luce larve già formate. Questa talvolta, come accade di regola per la Salamandra nera, partorisce direttamente un paio di giovani già metamorfosati. Il comportamento riproduttivo è variabile da specie a specie; la loro dieta, anche allo stadio larvale, è carnivora ed è costituita principalmente di piccoli invertebrati. Nonostante la secrezione tossica prodotta da alcune ghiandole cutanee – comunque assolutamente innocue per l’uomo – vengono predate da un gran numero di vertebrati, motivo per cui rappresentano un’importante componente della catena alimentare di molti ecosistemi. È una tipica specie alpina, diffusa soprattutto oltre il limite della vegetazione arborea, ma si incontra anche più in basso, nei boschi di conifere o di latifoglie. Le principali minacce di estinzione di questa specie sono legate alla distruzione dell’habitat (disboscamento, captazione delle sorgenti e introduzione di specie ittiche per scopi ricreativi) e alla raccolta indiscriminata di esemplari per il collezionismo e la terraristica. Per queste specie, la cui protezione è affidata in Europa alla poche regioni che hanno legiferato in materia, risulta ormai decisiva la definizione di apposite leggi in grado di garantirne la protezione anche attraverso severe sanzioni. Andrebbero promossi alcuni interventi locali come il divieto di introduzione di specie ittiche e l’istituzione di aree protette nelle stazioni di presenza reali o potenziali. Insomma, senza una "direttiva habitat" le sorti della Salamandra atra potrebbero seguire quelle di tante altre specie estinte. Source:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Wednesday,
September
29, 2004; Last updated:
Thursday, March 15, 2007
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