line_gbg70.gif (2214 bytes)
istrians.gif (1498 bytes)
Aves
Fauna
line_gbg70.gif (2214 bytes)

 

Ornitologi impegnati sui pendii del Monte Maggiore

Un anello per conoscerli meglio marchiati quasi 2.000 uccelli

È ormai da cinque anni che l’ente Parco naturale del Monte Maggiore segue sistematicamente – quest’anno tra il 17 agosto e l’11 ottobre – la migrazione autunnale degli uccelli, procedendo parallelamente, ma in subordine, all’inanellamento degli esemplari che rimangono intrappolati nelle speciali reti ornitologiche.

La stazione di inanellamento è stata organizzata anche quest’anno nella zona dello stagno Rovozna, nei pressi di Sant’Elena, sopra Moschiena, dove l’ente del Parco naturale ha predisposto una grande tenda per gli ornitologi impegnati in questa operazione, guidati da Ivan Budinski della “BIOM”, il quale ci ha spiegato che attorno allo stagno sono state collocate complessivamente 20 reti, le cosiddette “mist nets”, ciascuna delle quali lunga 12 e alta 3 metri, con le quali gli uccelli più piccoli vengono catturati senza il rischio di ferirli. Per sistemare l’anello, ci vogliono apposite tenaglie e, naturalmente, una mano abile ed esperta.

La ricostruzione dei viaggi

Ogni anello ha un numero di serie per cui, ovunque venga ricatturato, sarà sempre possibile sapere il punto in cui è stato inanellato, grazie alla banca dati dell’EURING, l’Unione Europea per l’Inanellamento. Ciascuna ripresa di un uccello inanellato, attraverso la ricattura e il successivo rilascio, o quando l’animale viene trovato morto, può dire molto della sua vita, e in particolare dei suoi spostamenti. La ricostruzione a ritroso dei viaggi degli uccelli consente di definirne le rotte di migrazione e di identificarne le aree di sosta, fornendo informazioni cruciali per la pianificazione di sistemi integrati di aree protette utili a varie specie.

L’inanellatura degli uccelli viene eseguita in collaborazione con gli esperti dell’Associazione per le ricerche biologiche “BIOM” e dell’Istituto di ornitologia dell’Accademia croata delle scienze e delle arti, coordinatore a livello nazionale dell’inanellamento.

Da Moschiena al Golfo di Napoli

Finora, come ci ha precisato Ivan Budinski, sono stati catturati quasi 2.000 uccelli, che finiscono nelle reti prevalentemente nelle prime ore del mattino. Lo scorso anno avevamo assistito alla cattura di un bellissimo esemplare di fiorrancino – il più piccolo uccello in questa zona d’Europa –, che dopo essere stato inanellato sul Monte Maggiore era stato ricatturato addirittura a Nidingen, in Svezia, ossia a 1352 chilometri di distanza in linea d’aria. Quest’anno, invece, una segnalazione è giunta dall’isola di Ventotene, di fronte a Napoli, dove è stato catturato un pettirosso inanellato dagli ornitologi della “BIOM”. Questo uccello, peraltro molto diffuso, si è fatto un viaggio di quasi 500 chilometri per giungere da quelle parti.

Oltre a pettirossi, capinere, cinciallegre, lui verdi, canapini maggiori, quest’anno è stato marchiato un Pigliamosche pettirosso (Ficedula parva), piuttosto raro da queste parti, come pure un Luì forestiero (Phylloscopus inornatus), diffuso particolarmente in Siberia e che durante la stagione delle migrazioni scende verso l’Indocina o la Thailandia. È stato catturato anche un Picchio cinerino (Picus canus), un Verdone comune (Carduelis chloris), una Passera scopaiola (Prunella modularis) e, cosa quanto mai inconsueta, un giovane esemplare di gufo reale (Bubo Bubo), rimasto impigliato poco dopo il “decollo” perché altrimenti avrebbe strappato le reti.

Un'azione «a sforzo costante»

L’ornitologo Ivan Budinski ha voluto precisare che si tratta di un’azione di inanellamento “a sforzo costante”, il che significa che il numero di reti, il periodo e il luogo sono sempre gli stessi, di modo che i dati sono più attendibili. “Quello che mi fa piacere – ha concluso – è che di anno in anno aumenta il numero di volontari e appassionati della natura che si aggregano ai nostri esperti, compiendo poi al ritorno a casa un’importante opera di sensibilizzazione. Per loro si tratta di un mondo nuovo, affascinante, che va tutelato”.

Considerato l’interesse crescente per queste azioni, sarebbe bello se l’ente Parco naturale del Monte Maggiore riuscisse a realizzare l’idea di costruire nella zona dello stagno Rovozna una casetta rurale in legno e pietra, che possa ospitare periodicamente gli ornitologi e gli appassionati del bird-watching, costretti per adesso a vivere in tenda e dormire in sacchi a pelo.

Ivo Vidotto

Tratto da:

  • La Voce del Popolo - http://edit.hr/lavoce/2009/091010/cfiumana.htm


Main Menu


Created: Saturday, October 10, 2009; Last updated: Sunday, July 26, 2015
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA