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Una razza millenaria nei boschi istriani Il Presidio del Bue Gigante Istriano
Gli obiettivi del progetto: Per salvare questa reliquia genetica occorre favorirne l'uso come animale da carne: una carne sapida, marezzata, sana e gustosa. Ma, ovviamente, un uso in tal senso richiede prima un congruo ripopolamento e un prezzo remunerativo per gli animali. Un progetto di recupero varato dalla Regione Istria garantirà aiuti economici agli allevatori disponibili a incrementare le mandrie di Bue Gigante Istriano. Nel frattempo saranno organizzate lezioni e corsi sull'alimentazione del bue, sulla macellazione e sulla presentazione e valorizzazione dei diversi tagli per allevatori, macellai e ristoratori. Il bue gigante Istriano, nel dialetto locale "Boscarin", appartiene alla grande famiglia delle razze Podoliche. L'antenato era quel "Bos taurus macroceros" che popolava migliaia di anni fa le selve dell'Europa orientale e dell'Asia, da cui discese appunto la razza della steppa o razza podolica, che prende il nome dalle alte terre granitiche dell'Ucraina, la Podolia. E, che il bue istriano sia una razza millenaria, lo si intuisce semplicemente osservandone la mole (può arrivare alla tonnellata) e l'incedere, possente e maestoso, con le grandi corna a lira ed il manto bianco-grigio che spicca nel verde dei boschi in cui vive. Animale dalla triplice attitudine, era già utilizzato per il lavoro nei campi dai romani e successivamente, in modo massiccio, dalla Repubblica Veneta. Ogni anno quasi ventimila buoi venivano requisiti dalla Serenissima per trascinare al piano i fusti di rovere che dovevano servire per allestire le imbarcazioni da guerra. Era la famosa "carrettada": fra Montona e Portole, nel bosco di San Marco, demanio della Serenissima, Venezia faceva crescere le piante di rovere con la cima legata verso il suolo in modo che i tronchi crescessero ricurvi. Così, al momento della bisogna, i mastri d'ascia dell'Arsenale avevano già il fasciame curvato per la ostruzione delle galee. Ma il problema era il trasporto giacché, a causa della forma arcuata, non potevano scendere via fiume. Così si ricorreva alla trazione animale. E proprio la forza straordinaria dei buoi istriani ne garantì la sopravvivenza sino all'avvento dei trattori. Oggi sempre più raramente i manzi, sono castrati per ottenere il Bue Gigante: il mercato per animali da lavoro ormai è scomparso e quello della carne di bue ancora non esiste. Dai cinquantamila capi esistenti prima della Seconda Guerra Mondiale, si è arrivati quasi all'estinzione: oggi sono duecento i buoi che ancora pascolano nell'entroterra istriano. Update - February 16, 2007: Giant Istrian Ox PresentationOn February 16 the first phase of a project dedicated to the ‘Permanent protection of the Istrian Ox through commercial exploitation within the Istrian rural development system’ was presented. The project is promoted by the Istria Regional Authority and AZZRI, the Istria Rural Development Agency, in collaboration with the Faculty of Agriculture of the University of Zagreb, the Istrian Ox Breeders’ Association and the Slow Food Foundation for Biodiversity. After following a training course on livestock slaughtering and meat cutting techniques at the Associazione La Granda, the association of Piedmontese ox breeders, in Italy, the Giant Istrian Ox breeders butchered animals of different categories and, working with the Istrian Culinary Union, identified the best methods for maturing and using their meat in traditional local dishes. The results of this work and a ‘farm-to-plate’ meat traceability system were presented to the public at the Štefanić farm, which rounded off the occasion by serving a rich tasting menu of dishes made with Istrian ox-meat. Altre notizie dal sito:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Thursday, March 24, 2005; Last updated:
Tuesday, September 04, 2007
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