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Apis melifera
Insecta
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Il miele
[Da Parenzo al Lago Bottonega]

In Istria, di apicoltori ce ne sono parecchi. Disseminati un po' dappertutto, riforniscono un mercato di amici e conoscenti, senza troppi clamori anche laddove la produzione dura da diversi decenni. A Canfanaro, tuttavia, è stato avviato un esperimento interessante: nella casa del Signor Gabriele Modesto, a pochi chilometri dalla bella Rovigno, il miele «sgorga» dalla roccia... Colore oro antico, profumo inconfondibile, giusta consistenza: un prodotto di ottima qualità. 

Il personaggio 

La casa del signor Modesto si trova proprio di fronte alla stazione ferroviaria, di austriaca memoria, di Canfanaro. Il lavoro da sbrigare è tanto. Prima che arrivi l'inverno bisogna preparare le arnie per assicurare alle comunità di api che dovranno superare la stagione fredda, le condizioni necessarie alla sopravvivenza. L'apiario è sistemato in un raggio di cinquanta metri dalla casa, tra cespugli di rosmarino ed altre piante aromatiche. Dietro alla casa, una sorpresa: nella pietra bianca si scorge una porticina, sembra quella di un forno. Si tratta di un esperimento del signor Modesto. Nei boschi si trovano spesso sciami d'api che vanno a costruire il proprio nido tra le pietre. Il signor Modesto ha così voluto riprodurre qui un'arnia particolare. Ha scavato nella pietra fino ad ottenere lo spazio necessario a sistemarvi i favi, sia la parte superiore con favi a telaio per la produzione del miele, sia la camera d'incubazione. A lato, ha lasciato libero un condotto dell'aria, la porta d'entrata e d'uscita delle api ed il banco d'involo. A dimostrazione che, volendo, si può avviare I'apicoltura ricorrendo alle risorse naturali. E Canfanaro è la zona giusta per questi esperimenti, essendo il territorio delle cave del giallo d'Istria, una pietra che viene usata con grande successo nell'edilizia. 

Ma le invenzioni del signor Modesto non finiscono qui. A pochi metri di distanza dall'arnia «originale», si trova un altro accorgimento interessante. Una parete di roccia ricoperta di muschio sul quale, da un tubo, viene fatta scorrere l'acqua. È l'abbeveratoio delle api. 

L'apicoltura in queste zone si basa su una produzione discontinua: massima in certi anni, minima in altri, legata com'è ai cicli di vita degli sciami. Il pascolo delle api sono gli alberi di acacia, ma c'è anche tanta melassa con eccezionali qualità terapeutiche. Nel laboratorio, tra i vari strumenti usati dall'apicoltura, i contenitori, i vasetti e la biblioteca, regna un profumo di miele e lavanda. 

La località di Canfanaro venne fondata nel 1700 per accogliere ciò che restava della popolazione di Duecastelli, la città turrita che, sfinita dalle guerre, dalle pesti e dalla malaria, venne abbandonata nel primo decennio del XVIII secolo. Alle spalle di Duecastelli, nota anche come la «città morta», si staglia prepotente la pietra bianca istriana, sulle cui pareti il famoso Manolo, rocciatore e free-climber eccezionale, ha tracciato alcune vie di salita. Una di queste l'ha chiamata «Malvasia»: un omaggio al vino corposo di questa terra rossa.

Il miele in Istria non ha corrispondenze nella gastronomia tipica, salvo un caso che ci preme segnalare perché curioso ed interessante. Nelle trattorie istriane, infatti, vi può capitare che, a fine pranzo, l'oste vi offra una grappa al miele. Si tratta, in realtà, di un semplicissimo miscuglio fatto con la grappa di vinacce alla quale è stato aggiunto, nella giusta quantità, del miele. Questa grappa viene servita molto fredda per eliminare l'impatto immediato col sapore dolce del miele mantenendo comunque inalterato il profumo che I'abbinamento produce. 

Api senza confini 

Esistono dei progetti transfrontalieri che riguardano l'Istria e le sue risorse. Uno di questi, proposto dal «Circolo Istria» di Trieste, consiste nella creazione di un Parco naturale dal Carso a Cherso. Un Parco di queste dimensioni preannunzia un progetto di integrazione di tutela ambientale attraverso il quale mobilitare l'attenzione delle popolazioni verso un nuovo modo di vivere l'ambiente. Una prima iniziativa meritevole di considerazione potrebbe essere rappresentata da un Convegno internazionale, italo-sloveno-croato, sulla lotta contro le malattie delle api e la commercializzazione dei loro prodotti, in primo luogo il miele. 

Perche proprio le api? Perche è l'unica specie animale, domestica, che nel corso della sua attività non può essere assoggettata a regimi di scambi tra stati confinanti, e perché i suoi prodotti, fino alla commercializzazione, sono il frutto più genuino di tutto il territorio.

Tratto da:

  • Rosanna T. Giuricin & Stefano De Franceschi, Mangiamoci L'Istria, MGS Press (Trieste, 1996), p. 64-65.
  • Photograph of Krsan bee keeper - Eduard Strenja

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Monday, October 28, 2002; Last updated: Tuesday, June 26, 2007
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