Fruit and Nuts
Flora


Ciliegio susino, amolo o mirabolano
(Prunus cerasifera

Ciliegio susino, amolo o mirabolano, albero con la chioma rotonda e frutti di sapore dolce, leggermente acidulo attorno al nocciolo. Cresce un po'dappertutto, vicino agli orti, in riva al mare, presso le case, tra i rifiuti. Un mio vicino di casa mi assicurò che a Bagnole si trovano gli esemplari più rigogliosi con i frutti più saporiti. N el dialetto veneto- giuliano l'albero è chiamato amolèr; i frutti àmoli e in istrioto àmuli, in dialetto croato cibuli.

Quest'albero, introdotto già al tempo dei Romani, con il tempo fu sorpassato da altre specie più interessanti per i consumatori, diventando così un albero spontaneamente selvatico. Spesso osservo che molti agricoltori se l'amolèr spunta su loro terreno, al posto di eliminarlo lo innestano, altri ancora lo lasciano crescere come faccio io e il compenso non manca mai. Fiorisce da marzo ad aprile con una fioritura bianca e abbondantissima. I frutti, gialli o rossi, maturano a fine giugno-inizio luglio. Si possono consumare freschi o in composte, si preparano succhi, sciroppi e marmellate da soli o in combinazione con altra frutta. Per chi ama l' asprigno, posso consigliare la marmellata di amoli, che è deliziosissima, e al mercato se qualche volta capita di trovarli sono sempre i più, come prezzo, abbordabili.

Al contrario il Ciliegio selvatico (Prunus avium), albero dello stesso genere dell'amolo, si trova raramente e sporadicamente nell 'lstria centrale, sull'alti piano della Ciceria, sul Monte Maggiore, nei boschi misti, nelle faggete, nei prati abbandonati o presso i bordi dei sentieri. I fiori appaiono in aprile-maggio bianchi e vistosi. Sono riuniti in caratteristici mazzetti, portando una nota di purezza nei boschi ancora spogli. Nelle "haiku", brevi composizioni poetiche, i fiori del ciliegio sono il motivo preferito dai giapponesi, dove con poche e scarne parole riescono ad esprimere sensazioni da capogiro di fronte alla loro bellezza. Il 4 di dicembre, giorno di S. Barbara, si usava mettere rami di ciliegio in acqua: se questi fiorivano per Natale, l'anno seguente sarebbe stato un anno fortunato. I frutti dal sapore dolce aromatico maturano tra luglio e agosto acquistando un bel color rosso intenso quasi nero. Si mangiano freschi come si prestano molto bene per la trasformazione in vari tipi di sciroppi, marmellate e in liquoreria ci danno il noto Kirsch. Noi ci accontenteremo di metterli nella grappa se abbiamo la fortuna di trovarli, non gettando via neanche i gambi che possono venir usati a scopi curativi, essendo diuretici e rinfrescanti.

Tratto da:

  • Claudio Pericin, "Frutti selvatici 2 - Piccole delizie di bosco". Jurina i Franina, Rivista di varia cultura istriana, No. 59, inverno 1995, Libar od Grozda - Pola, p. 62-70.

Main Menu


This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Tuesday, March 27, 2001; Last updated: Thursday, October 11, 2012
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA