Fruit and Nuts
Flora


Sorbus - Sorbo

Di questo genere in Istria ne abbiamo quattro specie selvatiche importanti, con caratteristiche diverse ma tutte con il frutto commestibile più o meno saporito. Sono delle piante arborescenti o arboree di lenta crescita e si adattano bene su qualsiasi terreno. Vediamole un po' da vicino.

Sorbo montano o farinaccio (Sorbus aria), bell'albero che troviamo nell'Istria montana, che si distingue per le foglie semplici di colore verde lucente nella pagina superiore e tomentose di sotto. Fiorisce in aprile-maggio e fruttifica in settembre. Il suo frutto non è molto apprezzato per la polpa insipida e farinosa, ma agli uccelli è molto gradito. In Germania preparano marmellate con l'aggiunta di altri frutti, in particolare mele. Per le sue qualità astringenti viene utilizzato sotto forma di sciroppo e come pianta ornamentale piantato nei viali e nei parchi, ma io in Istria non l'ho ancora scoperto. 

Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), il cui nome deriva dal latino aucupium (uccellagione) per il fatto che veniva utilizzato per la cattura degli uccelli, ghiotti dei suoifrutti. Nei paesi nordici viene considerato un albero di grande valore decorativo, per le sue foglie composte da tredici a quindici foglioline, peri suoi radiosi grappoli di fiori bianchi e in particolare per le sue splendide bacche rosse, che sembrano braci infuocate tenute sospese nell'aria da lunghi e flessuosi rami. In Istria lo troviamo abbastanza ben rappresentato sull' Alpe Grande (Planik) e singolo qua e là sugli altri monti della Ciceria. I suoi frutti che maturano in settembre, acidulie poco saporiti, sono commestibili solo dopo cottura. Nelle regioni scandinave se ne ricavano marmellate e gelatine. Fermentati e distillati danno un'acquavite simile al Kirsch. Il tè preparato con i frutti essiccati aiuta a risolvere diarree ostinate.

Sorbo comune o Sorbolo, albero con chioma grande e vigorosa, dal latino "domestico" perche si trova vicino alle case e ben conosciuto fin dall 'antichità. Anche mio nipote Luciano conosce bene tutti i sorboli dell'agro polese e anche oltre, dove li accompagna dal fiore al frutto per poi farne delle gustose scorpacciate. Recentemente era molto amareggiato poiche molti dei "suoi" sorboli erano stati tagliati, spariti all'improvviso senza che lui potesse capirne la ragione. Il sorbolo ha anche i suoi nomi dialettali, così nel veneto-giuliano è detto sarbalèr, a Pirano sarbèr o sorvèr, il frutto sarbole osorvi, in istrioto a Dignano surbulèr, a Valle sarbèr, a Rovigno surbièr, il frutto a Dignano sòrbule, a Rovigno suòrbe, a Valle sòrbe; in dialetto croato luskorsva. n sorbolo amai luoghi caldi, e dalla costa si spinge fino sulle colline in posizione soleggiata. Le sorbole si possono mangiare come le nespole, cioè dopo che hanno subito una decomposizione che ne cambia il colore. Ricordo ancora il piacere quando da piccolo mi regalavano una manciata di sorbe che io mettevo a maturare in una tazza con sotto il grano. Mi sembrava una cosa eccezionale.

Provate voi oggi a regalare sorbole! Si possono utilizzare per marmlellate e gelatine anche in compagnia di altra frutta. In seguito a fermentazione se ne può ottenere anche una buona bevanda simile al sidro. Le sue proprietà astringenti vengono usate nella medicina popolare, inoltre può trovare impiego nel settore ornamentale per arricchire parchi e giardini.

Baccarello o Ciavardello [sorbus torminalis], si riconosce per le foglie profondamente lobate e per i frutti dal bel colore marron-rossastro con qualche punteggiatura chiara. I frutti maturano a settembre ma prendono un sapore dolce-acidulo molto gradevole solo dopo l'ammezzimento. Crescono nell'Istria centrale nella zona di Pisino, nella Draga di Leme, nell' albonese spingendosi fino ai mille metri d' altezza. Il baccarello nel dialetto veneto-giuliano viene chiamato a Parenzo sorbolèr salvadego, a Pirano brincolèr, i frutti brincole; in croato brkulje. Fiorisce in aprile -maggio e i frutti si raccolgono in settembre (importante prima del primò gelo), ricchi di zuccheri e acidi organici e un po' meno di vitamina C. Si consumano freschi e si prestano per preparare delle marmellate originali e insolitamente gustose. Hanno forti qualità astringenti usate già nei tempi antichi per fermare la diarrea, da cui il suo nome latino tormina che significa colica. N on sono neanche da disprezzare le sue qualità ornamentali che potrebbero arrichire i nostri giardini.

Tratto da:

  • Claudio Pericin, "Frutti selvatici 2 - Piccole delizie di bosco". Jurina i Franina, Rivista di varia cultura istriana, No. 59, inverno 1995, Libar od Grozda - Pola, p. 62-70.

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Created: Tuesday, March 27, 2001; Last updated: Thursday, October 11, 2012
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