Fruit and Nuts
Flora


Il lodogno o boboler

Celtis autralis L.: bagolaro (Italian), hackberry (English)

Fusto diritto e scanalato alla base, corteccia grigia e lucente anche in età avanzata, ampia chioma rotondeggiante con rami flessibili, spesso ricadenti.

Così si presenta a prima vista il bagolaro (Celtis australis L.), albero presente in gran parte dell'Istria, chiamato in dialetto lodogno o boboler. Lo troviamo presente davanti alle chiese, nelle piazze e nei viali, nei luoghi di ritrovo dove i capovillaggio prendevano decisioni importanti, nei giardini delle vecchie osterie, in qualche casolare e anche in mezzo ai campi dove dimostra maggiormente; con la sua possente architettura, quella forza vitale e quello spirito protettivo che I 'uomo ha sempre ricercato in un albero.

Il bagolaro è diffuso in tutta la zona della macchia mediterranea; non sopporta le basse temperature, ma si dimostra resistentissimo alla siccità. Si adatta a vegetare nei terreni più poveri, rocciosi, superficiali e predilige quelli calcarei dove le sue radici si insinuano con forza rompendoli, tanto che l'albero è conosciuto anche con il nome di spaccasassi. Le foglie sono di forma ovaIe, allungate, finemente appuntite agli apici e producevano un buon foraggio. Il frutto è una drupa sferica, che ricorda una piccola ciliegia: da biancastra diventa nerastra e matura alla fine di settembre, quando veniva raccolta per la produzione casalinga di marmellata o di un buon astringente. Con i semi spremuti si ricavava un olio che assomigliava molto a quello delle mandorle dolci e con la Il lodogno di Corridico (foto Fabio Fabris) corteccia invece si preparava una tintura dal colore giallastro. Ma è il legno la parte più preziosa del bagolaro: non è molto pesante, ma in compenso è dotato di un 'elasticità, flessibilità e tenacità sorprendenti, dura a lungo, si lascia tagliare con facilità ed è un buon combustibile. Per queste caratteristiche veniva impiegato in Istria nei lavori di carrozzeria, nella fabbricazione di sedie, di piccolo mobilio e di forme per scarpe, ma soprattutto, grazie all 'eccezionale flessibilità (è possibile piegarlo quasi ad angolo retto senza che si rompa) nella produzione di manici per fruste (D. M).

Vedete anche:

Tratto da:

  • La foresta di Leme e la Draga, itinerario storico-naturalistici a piedi e in montain-bike sulla direttrice Orsera - Antignana, Italo Svevo (Trieste, 1999)

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Created: Thursday, October 19, 2000. Last updated:Friday August 03, 2007
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