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Flora
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Il basilico
(Ocimum basilicum L.)

I1 basilico è originario dell'India. Resti di questa pianta furono trovati nelle tombe dei faraoni, le piramidi egizie risalenti a 3.500 anni a.C. Ai tempi di Caio Giulio Cesare, il noto condottiero e statista romano, il basilico era assai in auge come pianta medicinale, aromatica e ornamentale.

Nel Xll sec., nel Medio Evo, i sacerdoti lo diffusero in tutta l'Europa, dove si acclimatò rapidamente. Oggi è presente negli orti e giardini di tutto il mondo. In alcuni paesi viene coltivato in apposite piantagioni per le necessità dell'industria farmaceutica che ne ricava olio etereo.

Sulla popolarità di cui gode in Dalmazia fa fede il fatto che non c'è praticamente casa, specie nelle campagne, che non esponga, alle finestre o sui balconi, un vaso con questa pianta. Al posto del profumo, in passato, i giovanotti dei villaggi della Zagora dalmata usavano recarsi all'appuntamento con le ragazze con un rametto di basilico infilato dietro all'orecchio.

Nella vicina Italia come pianta aromatica il basilico si vende fresco, come piantone da coltivarsi in vaso, essiccato e tritato oppure confezionato sottoforma di salsa, assieme ad altri ingredienti. La cucina italiana è praticamente inimmaginabile senza il profumo del basilico. E' una pianta annuale che può raggiungere dai 40 ai 60 centimetri di altezza. Le foglie ovali, lisce o leggermente dentellate, sono sostenute da lunghi picciuoli. I fiori sono bianchi, rosati o rossi. Tutta la pianta, ma in particolare le foglie, emana un profumo intenso e gradevole, specialmente prima e durante la fioritura.

Per la sua coltivazione è meglio scegliere terreni ricchi di humus, ben concimati e riparati dal vento. Il basilico è infatti sensibile alle basse temperature, e risente perfino delle innaffiature con acqua fredda. E 'quindi consigliabile innaffiarlo con acqua a temperatura ambiente.

In marzo il basilico può venir seminato in semenzai coperti, nelle serre, in vasi o cassette posti su balconi o finestre riparati. A metà maggio le piantine novelle si trapiantano all'aperto, negli orti e giardini. Il basilico è una pianta piuttosto delicata, che richiede attenzione. Fiorisce da giugno ad agosto.

Si raccoglie (tutta la pianta o solo le foglie) in luglio e anche, ma nelle ore più calde della giornata, in settembre. Comunque se raccolto in luglio, in piena fioritura, mantiene meglio le sue proprietà farmacologiche.

La pianta o le foglie vanno essiccate in ombra, in luogo ben areato. Una volta che sia perfettamente essiccato si sminuzza e conserva in contenitori di vetro scuro o in scatole di legno che non lascino penetrare ne la luce ne l'aria. Se viene conservato in sacchetti di tela o di carta, oppure in contenitori che lasciano passare l'aria, perderà ben presto le sue proprietà medicinali e aromatiche.

Si raccomanda di non tagliare il basilico con il coltello, bensì di sminuzzarlo con le dita o di pestarlo in un mortaio di legno con un pestello dello stesso materiale. Finora si è potuto stabilire che il basilico contiene olioetereo, tannino, saponina e sostanze amare. N elI' olio etereo ci sono componenti ad effetto batteriostatico e battericida.

Le foglie di basilico si usano per combattere la f1atulenza, come tonificante dello stomaco e dell'appetito, contro le neurosi, gli stati di inquietudine psichica e rinsonnia. Questa pianta straordinaria è efficace anche contro il catarro gastrico, le infiammazioni intestinali, l'intossicazione gastrica e intestinale, i crampi allo stomaco, il vomito, i gonfiori e la costipazione intestinale ossia l'intestino pigro. Il basilico si è rivelato utile anche nelle malattie polmonari, in particolare nei primi stadi della turbercolosi. Trova efficace applicazione pure nella cura di molte affezioni urinarie, nelle infiammazioni renali e della vescica urinaria e nei casi di minzione dolorosa. lldecotto di basilico fa aumentare lalattazione nelle nutrici. Una terapia a base di basilico è molto utile anche per curare le perdite vaginali ( dismenorrea).

Il succo ricavato dalla spremi tura di foglie fresche, instillato nell'orecchio, serve a curare le otiti, mentre le foglie fresche stesse inserite nelle narici sono lenitive delle riniti.

I semi di basilico macinati fino a risultare polverizzati vengono impiegati nella cura delle malattie degli organi della minzione, specie nelle infiammazioni della vescica urinaria. E' sufficiente assumerne la quantità che sta sulla punta di un coltello con un decilitro di acqua tiepida, due o tre volte al giorno. n basilico cura anche il fegato affaticato, 1 'idropisia e la gotta.

PREPARAZIONE DELLA TISANA Dl BASILlCO

Versare due decilitri e mezzo di acqua bollente su uno o due cucchiaini di foglie secche di basilico. Lasciar macerare per 15 minuti in recipiente coperto, equindifiltrare. Sorseggiarneuna tazza, senza aggiunta di zucchero, due-tre volte al giorno. Si può dolcificare con il miele in caso di malattie polmonari o tosse. NOTA: la tisana di basilico va assunta soltanto per otto giorni, dopo di che si fa una pausa di due settimane. Quindi si può riprendere la cura per altri otto giorni.

CONTRO LA FEBBRE

Nel caso di febbre alta si prende ogni ora un grande cucchiaio di tisana fredda. Serve a ritemprare il malato e contribuisce a far scendere la temperatura.

DIFFICOLTA' DIGESTIVE

Mettere a macerare per 10 ore in un litro di vino bianco una manciata di basilico (la pianta intera senza le radici). n vino al basilico, che si assume tre volte al giorno dopo i pasti, in quantità di un bicchierino (0,5 d cI) alla volta, serve a regolare la defecazione. Lo stesso vino è utile anche per aumentare la lattazione delle madri che allattano al seno.

PER DORMIRE BENE

Far bollire per dieci minuti in due decilitri e mezzo di acqua un cucchiaio di foglie fresche di basilico. Tolto il recipiente dal fuoco lasciar riposare per dieci minuti e quindi filtrare. Si beve a sorsi, senza zuccherare, prima di coricarsi.

IL BASILICO COME AFRODISIACO

La medicina popolare raccomanda la tisana di basilico per risvegliare l'istinto sessuale. Sembra che il basilico sia afrodisiaco, che stimoli la potenza sessuale. Oltre che sottoformadi tisana, allo stesso scopo il basilico si può assumere come aromatizzante dei cibi, ossia come ingrediente da aggiungere ad insalate, carni, pesci, sia fresco che essiccato. Secondo la credenza popolare, quanto piu un uomo ne consumerà tanto migliori saranno le sue prestazioni amatorie.

IL BASILICO IN CUCINA

Oltre che come pianta officinale, il basilico è largamente impiegato in cucina come aromatizzante. Fresco o secco si aggiunge, verso la fine della cottura, ai fagioli, al pomodoro, agli arrosti di carne, al pesce fritto o lessato, alle pizze, alle salse e ai sughi e all'insalata cruda.

Assieme al rosmarino e alla salvia, il basilico conferisce al pesce arrostito o lessato un gusto particolare.

E' bene aggiungerlo alle conserve di verdure (cetrioli, peperoni, ecc. ) poiche contiene delle sostanze che bloccano la proliferazione dei microorganismi.

IL PESTO, SALSA AL BASILICO

Il pesto alla genovese è una specialità della cucina italiana e entra come ingrediente nella prepazione di pietanze varie oppure per condire la pastasciutta.

Come si prepara?

Mettere in un mortaio (o recipiente simile) un mazzetto di basilico (2-4 decagrammi) con quattro spicchi di aglio e pestare bene. La massa così ottenuta va quindi passata nel frullatore assieme a 2,5 decilitri di olio extravergine di oliva, sale e pepe macinato a piacimento, finche non si ottiene una crema verde. Aggiungere ancora un etto di parmigiano grattugiato e frullare nuovamente. La ricetta originale prevede anche l'aggiunta di pinoli (o mandorle).

Il pesto così ottenuto può essere conservato in frigo per alcune settimane. Si aggiunge alla pasta, al riso, alla carne e ai pesci alla griglia.

ATTENZIONE: siate prudenti con tutte le erbe curative e medicinali! (NdR)

Tratto da:

  • Borislav Ostojic, "Le nostre painte medicinali: Il basilico", Jurina i Franina, rivista di varia cultura istriana/ No. 60, Inverno 1996, p. 82-83.

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Created: Saturday, August 10, 2002; Last Updated: Wednesday, December 20, 2006
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