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Flora


Erba articioco de muro
(sempervivum tectorum)

Sciopetini
(Selene vulgaris)

Erbe mate: Qualche particolaritā linguistica della designazione di alcuni vegatali nel dialetto veneto-giuliano e istrioto in Istria

Salvādago, salvādego, salvādeigo, salvādigo, selvādego, selvādigo, salvāgo o come?

"Selvādigo de mulo!" mi diceva infastidito mio padre, quando veniva confrontato con la mia testardaggine. "Selvādighe" o "māte" erano per lui anche le erbe spontanee di cui non conosceva il nome. "Selvādigo" purtroppo son rimasto, forse, con in pių, la curiositā di conoscere le "erbe mate". A Rovigno "salvadago" o "salvāgo", a Capodistria e Parenzo "salvādego", a Dignano "salvādeigo" e "salvādigo" ad Albona "salvādigo" e "selvādego", a Montona, Portole e Pirano "selvādego", a Muggia e Pola "selvādigo". Nel mio manoscritto "I Fiori dell'Istria", in possesso del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, ho segnalato, per quanto mi sia stato possibile, accanto al nome scientifico latino che fa da filo conduttore, i nomi dialettali delle piante e quelli italiani, croati, sloveni, francesi, inglesi e tedeschi. Inoltre ho aggiunto le proprietā curative, sia quelle medicinali in senso stretto che quelle omeopatiche e aromatiche e il grado di tossicitā per quelle velenose. Nelle specie commestibili ho specificato la parte alimentare della pianta. Il tutto corredato da note aggiuntive con qualche curiositā locale o "meraviglia". In questa mia breve esposizione vorrei ricordare alcune particolaritā dei dialetti romanzi parlati in Istria e precisamente del veneto-giuliano (veneto-istriano, istroveneto) e l'istrioto (istro-romanzo) per ricordare quanto avevano giā scoperto gli abitanti dell'Istria sulla virtų dei fiori e delle piante per la salute e la cucina e che costituiscono una delle tante testimonianze dell'antica civiltā  italica della nostra gente.

Se ascoltiamo la gente in Istria e in particolare lungo la costa occidentale dove possiamo trovare ancora una minoranza italiana, ci accorgiamo che le varianti sopra accennate di "selvādigo" appartengono in prevalenza al tipo veneto-giuliano e nella parte settentrionale invece prevalgono le parlate slovene (barchino e savrino) e nel rimanente territorio i dialetti slavi: caicavo-ciacavo, icavo-ciacavo, stocavo-ciacavo e iecavo-stocavo con poche "isole" attorno al Monte Maggiore dove si parla l'istro-rumeno. Nella mia ricerca mi son giovato di vocabolari, periodici, giornali, e soprattutto vi ho aggiunto quanto mi č stato possibile cogliere dalla viva voce del popolo sulla conoscenza dei nomi delle piante e il loro uso. Ho trovato un patrimonio culturale di notevole valore linguistico e folcloristico, variabile da posto a posto, e basato su storia, cultura e superstizione. Questa cultura popolare viene tramandata sempre pių debolmente da padre in figlio ed e quindi una realtā che sta ormai disperdendosi.

Con ogni generazione che scompare, scompaiono purtroppo anche le nostre conoscenze sulle piante dell'Istria e, di pari passo, scompare anche il rispetto per la natura. Un rispetto che dovrebbe esser santo, come la stessa voce "sanare" ce lo suggerisce, dove la radice della parola "san" o "santo" ci indica lo stretto rapporto con il divino, come se fossero stati gli dei ad indicare agli uomini le proprietā curative delle piante: quelle che ci restituiscono la salute. Le stesse analogie si trovano anche in altre lingue, ad esempio nel tedesco, dove "hellig" č santo e "hellend" č curativo. Non a caso molte piante si riferiscono a Gesų e a nomi di santi e in particolare alIa Madonna. A Pirano "Spin del Signor" e la "Gleditsia triacanthos" per similitudine alle spine della pianta con quelle della corona di Gesų č "Fior de la pasion" e la "Passifiora caerulea" perchč la forma del fiore ricorda la crocifissione. A Parenzo e a Pirano le foglie fragranti della "Balsamita maior" sono chiamate "Foie de la Madona" e "Scarpete de la Madona" sono a Pola le varie specie di "Ophris" rassomiglianti a leggiadri e graziose babbuccine di velluto. A Parenzo e Capodistria "Lagrime de la Madona" č la "Convallaria majalis" non perchč attira i maiali ma perchč fiorisce in maggio con fiorellini candidi e profumati rivolti pudicamente verso il basso, fiorellini visti dalla fantasia popolare come le lacrime della Madonna. A Buie la stessa pianta e detta "Lagrime d'ltalia!".

Dietro a questi nomi dialettali c'e sempre un ricco humus  folcloristico-semantico. Se osserviamo per esempio alcune voci di "erba", non con l'appellativo di "mata", ma giā con un suo proprio nome locale, troveremo fantasie e credenze popolari che hanno contribuito alla sua denominazione.

Apparenze e similitudini:

  • Erba recela, Pirano (Sedum maximam) da racimolo o grappolo, probabilmente per la disposizione delle foglie in verticilli.
  • Erba de la crose, Pirano (Verbena officinalis), verosimilmente per le forma delle foglie tripartite a forma di croce.
  • Erba grassa, Pola (Portulaca oleracea), per le foglie camose che vengono aggiunte lesse o crude alle insalate per illoro gradevole sapore.

Proprieta attive:

  • Erba de bruschi, Albona (Plantago major) usata contro i foruncoli, per le sue qualitā antiinfiammatorie e cicatrizzanti.
  • Erba de la smilza, Portole (Verbena officinalis), poichč aiuta a curare le infiammazioni della milza e della cistifellea.
  • Erba imbariāga, Isola e Erba mata, Pirano (Lollum temulentum), per i sintomi di avvelenamento accompagnati da vertigini e giramenti di testa che i frutti possono provocare.
  • Erba contro i pori, Buie (Chelidonfum malus), per l'efficacia con cui illattice fresco della pianta elimina le verruche.
  • Erba de tai, Buie (Symphytum officinale), per le sue virtų analgetiche, antiinfiammatorie e cicatrizzanti nei casi di ferite, contusioni e fratture.
  • Erba de zanto tai, Pirano o Erba poi tai, Parenzo (Achillea millefolium), per le sue proprietā emostatiche.

Usi locali:

  • Erba de impaiar, Cittanova (Typha latifolia), usata per l'impagliatura di vari utensili.
  • Erba vetriola, Pola (Parietaria officinalis): le sue foglie ruvide sono un ottimo detergente per pulire le bottiglie, inoltre con tutta la pianta si prepara un te "che fa andar a pissar".

Rapporti tra animali o piante:

  • Erba dei pessi, Pirano (Euphorbia characias), usata nella pesca fraudolenta per l'azione paralizzante del lattice sui pesci.
  • Erba lava, Pirano (Cuscuta epithymum), paragonata al lupo per i danni che arreca alle colture.
  • Erba articioco de muro, Pirano (Sempervivum tectorum), per la forma della pianta simile a un carciofo.

Provenienza:

  • Erba de saline, Pirano (Salicornia europaea), poichč cresce lungo la costa in particolare attorno alle saline; veniva usata come verdura dai salinaroli che una volta vi lavoravano.
  • Erbaspāgna, Capodistria; Ičrba spagna, Valle; Gičrba spāgna, Dignano, Rovigno (Medicago sativa), per esser stata importata dalla Spagna.

Santi del calendario:

  • Erba de S. Zvane, Portole (Hypericum perforatum) dato che fiorisce per la festa di San Giovanni e viene benedetta in questa occasione per proteggere la casa dal malocchio.

La posizione geografica dell'Istria, il suo clima mite con una piovositā non eccessiva ed il suolo fertile hanno dato possibilitā di crescita e di rifugio a una grande varietā di piante che i nostri avi hanno imparato ad usare o evitare secondo un'esperienza accumulata ed affinata nei secoli.

Se attingiamo qualche informazione da questa "farmacia della natura" incontriamo il "Sedum maximum" ovverossia 1"'Erba recela" a Parenzo e il "Sempervivum tectorum" con il nome di "Erba articioco de muro" a Pirano, entrambe usate per lenire le scottature, far cicatrizzare le piaghe ed eliminare le callositā. Per far sparire le verruche invece si prendeva, e personalmente consiglio di prendere ancora, il succo della "Chelidonium majus", "Zelidonia" a Pirano e "Zilidoligna" a Rovigno.

L"'Achillea millefolium", "Erba de zento tai" Pirano, "Erba pei tai" a Parenzo, "Milefiori" a Pola, rimedio di grandissima importanza per arrestare le emorragie e calmare il dolore e l'infiammazione delle ferite. Conosciuta per le sue proprietā cicatrizzanti, emostatiche, sedative, antibatteriche fin dall'antichitā, dicono che possieda pių qualitā medicamentose che non il "Ginseng" asiatico. Non per niente vanta il nome latino dall'eroe omerico. Da non dimenticare inoltre che č un ottimo linimento per le punture d'insetti. Viene pure usata dai contadini contro l'arresto della ruminazione nei bovini e ovini.

Altra pianta usata dalle nostre genti per la proprietā di arrestare le emorragie e la "Plantago major", "Erbade braschi" ad Albona, "Mčoselvadigo" a Pola, "Piantāgine mās'cia" a Parenzo, "Piantan" o "Lingua de can" a Dignano, "Piantčlemo" a Pirano. Proprietā simili possiede anche la "Plantago lanceolata", "Piantāgine femina" a Parenzo, "Piantčlemo" a Pirano, "Piantāgine de monte" a Levade.

Per le ferite c'era il "Symphytum officinale", "Confčrbia o Erba de tai" a Buie. Nel Rosamani trovo "che la conferbia la xe tanto cognossuda in Istria, de quando iera ancora l'Istria romana, che la nostra tera se podaria ciamar el paese de la conferbia". Mi chiedo se c'č ancora qualcuno che la conosce! "La cressi nei loghi ųmidi e la ga una radisa nera de fora e bianca de dentro, che se la pesta e unissi allardo la fa ben co se se ferrisi". A Pirano dicono "cu l'erba conferbia i ōmeni se consetta, per conservā le done ghe vol quatro colone".

"El tč de camamila xe calmante, bon per i nervi e per i dolori de pansa". Per il mal di testa, per alleviare gli stati febbrili, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali e infiammazioni di ogni genere, c'era la "Chamomilla recutita", "Camamila" a Pirano, Portole, Pola, "Camomčila" a Dignano, "Camumeėla" a Rovigno, "Camomila" a Muggia e Parenzo, "Maldecāo" a Valle. [Vedi camommila.]

"La malva xe bona per tuti i mali, bone le faie, boni i fiori e boni anca i decoti" e mia madre ne faceva largo uso per ogni mal di denti, e per di pių con i resti smacchiava i vestiti. Oggi si usa anche contro la tosse. La "Malva sylvestris" e, "Malva" a Pola e Portole, "Nalba" a Dignano, Fasana, Rovigno, Parenzo e Valle.

L'aromaterapia che oggi si presenta alIa ribalta con tutte le carte in regola, veniva praticata anche dei nostri nonni nelle camere degli ammalati per purificare l'aria con l'olio ottenuto assieme alI'acquavite dalIa distillazione delle bacche dal nostro "Juniperus communis" e "Juniperus oxycedrus", "Zenčvro" ad Albona, Antignana, Portole, Pinguente, "Zenčvera" a Parenzo, "Zenevere" a Pirano, "Zanevero" a S. Lucia di Portole, "Zenčvor e Zenčor" a ValIe, "Zenčvero e Zenivero" a Dignano, "Zanėvaro e Zanėvare" a Rovigno, "Zenčvro e Zeničvro" a Capodistria. Lo stesso olio veniva adoperato anche come vermifugo. Mi č stato assicurato che l'olio del "Juniperus oxycedrus", "Zanivaro russo" a Rovigno, č superiore a quello del " Juniperus communis".

Sempre contro le parassitosi intestinali da ossiuri ed altri elminti, fmo a non molti anni or sono diffusissime tra i bambini, particolarmente efficace era ed l"'Artemisia caerulescens", Santončgo ad Albona, Buie, Capodistria, Montona, Parenzo, Pirano, Pola, Valle, Santonico ancora ad Albona, Santuonico a Rovigno. Sempre con il Rosamani trovo nel purtroppo ormai scomparso dialetto muglisano "El santonic i lo ordena j do~tur par che la fri~va no se buti verrnenausa; par /a fričva verrnenausa no xe piai medizin". Le proprietā di questa interessante pianta non fmiscono qui, chi la usa ancora ben sa che ha un effetto benefico sui disturbi cronici dello stomaco e della cistifellea e non per ultimo stimola l'appetito.

Per fortuna ci sono ancora persone che si occupano "della farrmacia della natura", e recentemente ho letto che degli scienziati inglesi hanno accertato che l'estratto del frutto del Punica granatum, Pomogranā a Capodistria, Parenzo, Pola, Pomo ingranā a Buie, Pomo ingamā e Pumozgrana a Dignano, Pomo'ngama a Valle, Pumo ingamā a Rovigno, riesce ad aver ragione del virus dell'Aids ed altri molteplici virus. La scoperta e stata suggerita da una rilettura del Corano, dove si dice che la pianta cura varie malattie.

Per concludere ecco a voi un assaggio di "missiansa" di erbe della nostra cucina, un tempo uno dei principali alimenti delle classi pių umili accompagnato da una fetta di polenta con o senza quatro fasci.

La missiansa ad Albona, Canfanaro, Capodistria, Parenzo, Pola e certamente una delle pių consuete insalate sia crude che cotte che troviamo sulla tavola della famiglia istriana. E' un insieme di erbe novelle, le prime a spuntare nei campi alIa fine dell'inverno, ai primi tiepidi raggi di sole. Non vi č regola suI numero delle erbe se non quella chi pų ne trova pių ne mette. In primavera mia madre considerava obbligatorio pių volte alIa settimana cibarsi della "missiansa" che lei stessa andava raccogliendo e diceva "a nčta el sangue e i badči".

Ecco le principali componenti della "missiansa":

  • Radicio de campagna - Radeicio de porcoBorago officinalis, Borāsego, Borāsena, Burāsana a Capodistria, Burān a Dignano, Purdsene a Pirano;
  • Capsella bursa-pastoris, Scarselčta a Capodistria, Dignano, Momiano, Portole;
  • Cichoriurn intybus, Radicio de campagna a Pola, Radčicio de porco a Dignano, Radeicio de campagna a Rovigno;
  • Diplotaxis muralis e Diplotaxis tenuifolia, Rųcola ad Albona, Capodistria, Dignano, Parenzo, Pirano, Rovigno, S. Lucia di Portole, Valle;
  • Papaver rhoess, Bčche o Bčche del s'ciaco, Pavōn, S'ciauco, S'ciųra Dignano, Papavero Selvadego, Pavōro a Pirano, Bachičr, Panpāvero, Pavuōr, Pavar a Rovigno, Bechč, Bechčr a Valle;
  • Rumex acetosella, Lingua de vaca a Villanova, Verteneglio;
  • Silene vulgaris, Sciopetini, a S. Lucia di Portole;
  • Sonchus arvensis e Sonchus asper, Latemadōna, Grandussči a Buie, Gradonzčl a Capodistria, Momiano, Pirano, Portole, Latiziōl, Sisčrbola a Dignano, Drapasičl, Sizičrbuk a Rovigno, Grandonzaitia radicio, Latčzin e Latizioi a Pirano, Sisdrabole a Pola, Darandonsčl a S. Lucia di Portole, Drapųnsei a Valle;
  • Taraxacum officinale, Castracāni e Radicio salvādego a Buie, Pisacān, Radicio de mus, Surōn, Zaliti a Dignano, Randonsčl a Capodistria, Pisacāni a Isola, Camamōra, Dente de can, Dente de leon a Pirano, Sųfieti a Pola, Castracān, Radicio cul butōn, Sufion a Rovigno, Camamōra, Forųncola, Pizdōncola, Radicio de cordne, Badicio salvādego a S. Lucia di Portole, Ferai a Valle;
  • Tragopogon prateresis, Radicio de caval a Capodistria.

Concludendo vorrei ripetere che questi frammenti dialettali di voci e conoscenze veneto-giuliane e istriote attorno alle piante che ho raccolto vogliono essere un'esortazione, al mondo della cultura italiana specialmente veneta, di preservare questo patrimonio linguistico dalla sua crescente dimenticanza. Sono momenti di storia e cultura di gente civilissima che affrontava la vita di ogni giorno nella lotta quotidiana per l'esistenza appunto non solo con le braccia. Sono le nostre radici. Dobbiamo rammentare che il futuro della nostra identita culturale dipende dalla "salute" delle nostre radici.

Note:

Fonti per il veneto-giuliano:

  • Baissero B. (1977): Piccolo Dizionario della terrninologia dialettale usata particolarmente a Buie d'Istria. Edizioni a cura del Circolo Buiese "Donato Ragosa-, Trieste
  • Crevatin F., Russi L.41973): 1nterferenze Linguistiche Slavo-Venete nella Terrninologia Botanica in Istria. Aree lessicali. Atti del X Convegno per gli Studi Dialettali Italiani, 193-205. Pacini editore, Pisa
  • Manzini G., Rocchi L. (1995): Dizionario Storico Fraseologico Etimologico del Dialetto di Capodistria. Collana Degli Atti - Centro Ric. Stor., Rovigno. Trieste - Rovigno
  • Pellizzer A., Pellizzer G. (1992): Vocabolario del Dialetto di Rovigno d'Istria (2 vol.). Collana Degli Atti - Centro Ric. Stor., Rovigno. Trieste - Rovigno
  • Penzig 0.11924): Flora Popolare Italiana (2 vol.). Genova
  • 6. Stefani A. (1895): La flora di Pirano. Atti I. R. Acc. Agiati, Vol.XII {Affl acc. 1894, Serie III; Vol. l, 1895),84-280. Rovereto
  • Rosamani E. (1990): Vocabolario Giuliano. Edizioni Lint, Trieste

Fonti per l'istrioto:

  • Benacchio N. (1939): Flora di Rovigno d'Istria. Thalassia, Vo1.lV,  No. 4. Arti Grafiche Friulane, Udine.
  • Cemecca D. (1986): Dizionario del Dialetto di Vall d'Istria. Collana degli Atti Centro di Ricerche Storiche - Rovigno. Unione degli Italiani dell'lstria e di Fiume, Universitā Popolare di Trieste.
  • Dalla Zonca G.A. (1978): Vocabolario Dignanese - Italiano, a cura di M. Dedeliuh. Collana degli Atti Centro di Ricerche Storiche - Rovigno. Unione degli Italiani dell'lstria e di Fiume, Universitā Popolare di Trieste.
  • Deanovic M. (1954): Nomi di piante nell'istrioto. Archivio Glottologico Italiano, vol. XXXIX, 188-205, Casa Editrice Felice Le Monnier, Firenze.
  • Forlani F. (1988~: Par Tere e Vedurni. Saggio di terminologia botanica dignanese. Biblioteca Istriana. Unione degli Italiani dell'Istria e di Fiume Universitā Popolare di Trieste. Italo Svevo, Trieste.
  • Rosamani E. (1990): Vocabolario Giuliano. Edizioni Lint, Trieste
  • Vascotto A. (1987): Voci della parlata isolana nella prima meta di guesto secolo. Stampe Grafiche Galeati, Imola

Tratto da:

  • Claudio Pericin, "Erbe mate: qualche particolaritā linguistica della designazione di alcuni vegetali nel dialetto veneto-giuliano e istrioto in Istria", La Ricerca, Bolletino del Centro di Ricerche Storiche Rovigno, anno VII, n. 19 (Rovigno, 1997). Š 1997 Proprietā letteraria secondo le leggi vigenti (all rights reserved).

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Thursday, September 08, 2000; Last updated: Monday, October 15, 2012
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