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L’OLIO BELCI DI DIGNANO
Paola Giagulli

Sentori di mela verde al naso, in bocca c’è la noce

Questa volta andiamo in Croazia, a Dignano, tra Rovigno e Pola, sulla costa sud-occidentale istriana. Siamo di fronte all'arcipelago delle Brioni (Brijuni), oggi parco naturale, in una zona ricca di reperti archeologici del periodo romano e bizantino, crocevia di civiltà e cultura. Qui è nata nel 1995 l'associazione "Agroturist" - centocinquanta associati ad oggi - che segna una netta svolta e la rinascita dell'olivicoltura, abbandonata nel secolo scorso. Quest'associazione promuove, a tutto tondo, l'olio, ma oltre all'aspetto agronomico è molto attenta anche alla promozione del territorio. Ho assaggiato l'olio "Meloto" - dal soprannome che era del nonno - dei fratelli Livio e Lorenzo Belci, da varietà Busa di Dignano in prevalenza (varietà autoctona della zona), Carbonera, Moraiolo, Bianchera Istriana, Rossignola. Il loro oliveto, che è da secoli di proprietà della famiglia (1700 piante, qualcuna di 250 anni) guarda il mare a circa 140 metri di altezza. Le olive vengono raccolte ad invaiatura appena incominciata e frante prima possibile, in un frantoio del paese che viene utilizzato dai vari soci. I fratelli Belci, con quest'olio, sono riusciti a dare il meglio di un'annata certo non ottimale, a causa della forte siccità che ha quasi compromesso il raccolto.

Alla vista l'olio si presenta limpido, particolarmente verde con lievi riflessi gialli. Questa nota caratteristica è data dalla cultivar "Busa di Dignano". Al naso emerge lieve e timido un sentore di mela verde e di clorofilla, in bocca si impone nettamente il piccante, seguito dall'amaro e da un persistente sentore di frutta secca, ed anche la noce che trovo molto piacevole. In azienda la bottiglia da 0,50 lt è in vendita a 17,00 euro.


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