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Reprinted from: http://www.papagenonline.it/ed_mess1.asp?id=584 |
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MOSCATO DI MOMIANO DELIZIA DA SCOPRIRE Dall antichissimo e raro vin de rose alle piacevolezze del moscato secco
Un tempo popoloso borgo con tanto di castello, negli anni Cinquanta il paesino ospitava solo otto famiglie. E nel cortile abbandonato della villa della contessa di Momiano cresceva, in un angolo, una vite ormai dimenticata... Era l'ultima vite di moscato rosa - racconta Libero Sinkovic, che proprio sul colle di San Mauro, dietro la chiesetta, ha restaurato un cascinale trasformandolo in agriturismo - e per tornare a produrlo mi misi, con pazienza, a ricavare barbatelle dai suoi tralci. Da quella ultima vite, anno dopo anno, oggi ho ricavato un vigneto intero: lo assaggi, sembra di avere in bocca petali di rosa.... Ed ecco scendere nella flute un liquido denso, limpido, dai riflessi del rubino: il vin de rosa, da dessertà ovviamente, ma anche da meditazione, magari su qualche formaggio, come un nobile Porto o Marsala, anche se meno alcolico (dai 13 ai 15 gradi). Il figlio Patrik, diplomato in enologia in Italia (anche i viticultori istriani, finalmente, si stanno mettendo al passo coi tempi) cura la produzione: un misto di tecnologia moderna e tradizione antica: l'uva viene ancora raccolta a mano, disposta su graticci e fatta appassire in soffitta fino a Natale. Poi i piccoli grappoli (il moscato, vitigno autoctono, d graspi che superano di poco letto di peso) vengono sgranati uno a uno e gli acini, piccoli e dalla buccia grossa come tutte le uve antiche, vengono pigiati. Fermentazione sulle bucce per arricchire il vino di tannino ed ecco il moscato rosa, mentre il passito bianco, di pari gradazione, viene fermentato senza le bucce. Se ne ricava un vino dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, bouquet fruttato-floreale e con un più spiccato aroma di moscato. C'è poi il moscato bianco non passito, più leggero (12 gradi), da aperitivo. Libero Sinkovic mesce i suoi moscati a tavola, ma come tutti i produttori di un certo spessore sarà ben lieto di vendere anche qualche bottiglia: dieci euro (70 kune) il prezzo. I produttori. Fino a dieci anni fa nel momianese se ne contavano ancora una quarantina. Ma non citateli tutti, perchè tanti ormai fanno il moscato lassù... racconta Marino Markezic alzando con rispetto gli occhi al cielo. Lui invece sta con i piedi ben per terra, nei suoi vigneti e soprattutto nella splendida cantina-enoteca che ha ricavato in un cascinale restaurato alle porte di Kremenje, dove gestisce la trattoria di famiglia, famosa per i tartufi. La cantina aprirà fra un paio di mesi al pubblico con salette degustazione e vendita al dettaglio. Appassionato enologo, Marino produce un moscato secco di grande spessore, ricco di profumi, ottenuto facendo maturare le uve il più possibile sulle viti e bloccando poi la fermentazione in tino quando il vino contiene ancora una bassa percentuale zuccherina per conservare un fondo amabile. Un buon moscato per, anche se demi-sec, deve riempire il naso di profumi ma lasciare la bocca asciutta, con un fondo quasi amarotico, come il suo lontano cugino friulano, il picoltà. Vuole la tradizione infatti che il moscato sia stato portato a Momiano da contadini friulani attorno al 1200. Certo che lo bevevano alla corte di Francesco Giuseppe e infatti nella sua cantina Libero Sinkovic mostra ancora orgoglioso la speciale cassa di legno che partiva da Momiano alla volta di Vienna: Una chiave la gaveva el mio trisnonno, l'altra la gaveva el cantinier de Ceco Bepe. Nella guerra di cimeli, Marino Markezic replica con un altro pezzo da novanta: alcune bottiglie di moscato datate 1893, quando vinse un premio a Vienna. Attenzione infine: il moscato di Momiano fermo, la spumantizzazione non appartiene alla tradizione. Al massimo qualcuno usa imbottigliare il vino prima della seconda fermentazione di primavera, perchè si muova un po in bottiglia. Un ottimo moscato secco appena un po mosso si beve nella cantina di Rino Prelac, gestore dell'omonima trattoria in centro. Non vi resta che far visita anche alla cantina di Armando Kozlovic e avrete trovato i quattro moschettieri raccomandati dalla Guida vinaria istriana dell'Ente per il turismo della Regione istriana (Parenzo, tel. + 385 (0) 52-452797). |