| Apollonio
Capostipite Pellonius de Qualiça cioè Apollonio di Qualizza
(=Quaglietta o Quagliotta) documentato a Pirano l'1/12/1201 e il 4/3/1205 (CP I, p. 15 e p. 79),
in cui Qualizza può essere la madre oppure la moglie di Apollonio. Questi ebbe quattro
figli - Pietro, Anoe (Noè), Apollonio e Marquardo - tra i quali il primo a comparire nelle
carte è appunto il primogenito Pietro, detto Petro de Apolonio il
4/8/1228 (CP I, pp. 102-103), data in cui egli era uno dei due consoli di
Pirano.
Il detto Pietro Apollonio generò due figli di nome Anoe o Annoe (che fu vicedomino) e
Apollonio, di cui il primo ebbe con certezza un figlio chiamato Taidino (diminutivo di Taddeo),
mentre il secondo procreò tre figli, ossia Rizzotto, Pietro e Marquardo, tra i quali gli
ultimi due si fecero religiosi. Il fratello di Pietro - Annoe (che compare una sola volta nel
CP 1) -
non ebbe invece figli, diversamente dal terzo dei quattro fratelli - Apollonio - che generò
almeno due figli, e cioè Bonifacio e Pietro (che fu notaio e vicedomino), e una figlia
chiamata Istria. Infine, il quarto fratello Marquardo procreò tre figli, ovvero Mengosio
(che ebbe a sua volta Alirone), Pietro e Bonifacio. Quest'ultimo ebbe tre figli che furono
Mengosio detto Gosio (che generò Valengo o Gualengo), Apollonio e Giovanni.
Cosicché, la futura discendenza degli Apollonio piranesi venne ampiamente assicurata
tramite diversi successori maschi. Inoltre, a conferma che nel '200 gli Apollonio occupassero
per potenza, ricchezza e importanza, il primo posto assoluto tra le famiglie primarie di
Pirano, su dieci casate piranesi proprietarie di torri, ben due rami degli Apollonio - ossia
quello di Marquardo rappresentato dal figlio Mengosio e quello di Pietro impersonato dal
figlio Apollonio - possedevano ognuno, caso unico, una torre da combattimento il 10/11/1273
(CP I, p. 198, righe 13 e 6-7).
Ancora, nel documento del 5/7/1333 (CP II, p. 188) - fondamentale per inquadrare il fior fiore
della nobiltà piranese della prima metà del '300 - in cui compaiono 79 consiglieri
rappresentanti oltre i due terzi dell'intero Consiglio nobile di Pirano, notiamo 9 Dapretto,
7 Vidali, 5 Petronio, 4 Bonvino o Bonino (=Bonin), 4 Pettener, 3 Apollonio (Apollonio di
ser
Bonifacio Apollonio, Gualengo Apollonio e Bonifacio Apollonio), 3 Bonifacio, 3 Trani (chiamati
Stachina e Trami Stachina), 2 Endrigo, 2 Goina, 1 Amantini, 1 Lugnani, 1 Rosso, 1 Spinelli
(poi Spinel e Fonda-Spinel), e 1 Tamaro. I rimanenti 32 consiglieri appartengono a casate
piranesi che si sono poi estinte nel corso del tempo, quali ad esempio i già citati
Pitidona (che poi confluirono nei Dardi-Pitidona e questi nei Viezzoli-Dardi), i Tagliacozzo o
Tagliacozzi che nell'anno in parola avevano 2 loro consiglieri, e i Marchese (o Marchesi)
e i Negri, i quali a quel tempo erano addirittura rappresentati rispettivamente
da
3 membri.
Come si nota dunque dal prospetto dato, nel 1333 i Dapretto avevano ben
nove loro membri
nel Consiglio patrizio di Pirano, i Petronio cinque e gli Apollonio soltanto tre (al pari dei
Bonifacio). Queste proporzioni mutarono però ben presto, e verso la fine del '300
passarono ai primi posti i Petronio e gli Apollonio, seguiti peraltro dai Dapretto che rimasero
pur sempre numericamente forti. In modo che, già tra i 19 Sapienti che compilarono gli
statuti di Pirano nel 1384, reperiamo due Petronio e due Apollonio, ma un solo Dapretto
(Petronio 1606, p. 1). Mentre, nel 1561-62 tra i circa 120 consiglieri (pertinenti a 20 famiglie
nobili) che formavano il Consiglio di Pirano, 27 avevano il cognome Petronio inclusi 2
Petronio-Caldana del ramo laterale provenienti da complessivi 22 rami di famiglia, seguiti
da 22 consiglieri portanti il cognome Apollonio appartenenti a 9 rami cli famiglia, poscia da
11 Dapretto con 4 rami di famiglia, 7 Colomban, 7 Pettener, 7 Vidali, 6 Trani, 5 Della Torre
(poi Torre), 5 Pitidona, 5 Venier, 4 de Castro, 4 Del Senno, 4 Puregoni, 4 Goina, 4 Marchese,
e poi via via tutti gli altri (Pahor 1972, p. 31 e pp. 221-222, note 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31,
32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39).
Riguardo i suddetti 22 consiglieri Apollonio suddivisi in 9 rami, questi erano il ramo di Marco
comprendente Valengo e Nicolò, il ramo di Nicolò formato da Giovanni, Apollonio e
Domenico, il ramo di Almerico impersonato da Domenico e Nicolò col figlio Domenico,
ramo chiamato Volpe o Apollonio-Volpe, il ramo di Giovanni costituito
da Valengo,
Nicolò e Marquardo col figlio Francesco, il ramo di Francesco concernente Apollonio e
Sebastiano col figlio Francesco, il ramo di Sebastiano composto da Francesco e Antonio, il
ramo di Domenico includente Cristoforo col figlio Antonio, il ramo di Antonio riguardante
Enrico col figlio Almerico, e infine il ramo di Bonetto avente un solo componente di nome
Facio o Facino (Pahor 1972, p. 31 e p. 221, nota 26), cioè Bonifacio o
Bonifacino.
È evidente che il detto ramo degli Apollonio-Volpe del 1561-62 dovrebbe appunto
continuare con gli Apollonio detti Volpe dei nostri giorni (il quale soprannome storico Volpe
ci ricorda l'antico cognome Volpe documentato a Pirano dal
16/12/1337 con Henglerada uxor condam Henrici Vulpis - CP II, p. 260; come cognome
Volpe si è estinto a Pirano alla fine del `700). In realtà, a quanto risulta invece
dall'albero degli Apollonio (foglio 2), dal citato Domenico Apollonio-Volpe
del 1561-62, nato
verso il 1545, sposato prima con tale Caterina verso il 1580 e poi risposato con Giustina
Davanzo il 22/2/1594 (data in cui maestro Domenego Apollonio abita a Pirano in
Piazza Vecchia cioè in Piazza Portadomo) derivano quella parte degli Apollonio di
Pirano che pur essendo del ramo dei Volpe sono però soprannominati
Proti, in quanto fino al 1945 erano proprietari di uno degli squeri di Pirano
oltreché capimastri nello stesso squero. Loro antenato è quell'illustre signor
Zuanne Apollonio del fu illustre signor Marquardo che il 4/11/1603 possedeva
uno squero a Pirano (ADTS senza segnatura), il quale
Zuanne Apollonio era certamente
stretto parente del suddetto maestro Domenego Apollonio, ove maestro sta
per mastro d'ascia "artefice che lavora il legno nelle costruzioni navali".
Come appare ancora sempre dall'albero degli Apollonio (f. 2), la rimanenza degli Apollonio di
Pirano risalenti a Cristoforo nato intorno al 1550, unitosi nel 1585 con tale Bortola, sono
propriamente suddivisi nelle due ramificazioni storiche soprannominate Volpe - di cui
si è già detto - e Galina (o Galini, usando il vero plurale, mentre invece non
sono adoperati nella parlata piranese né il femminile plurale Galine né il
singolare maschile Galino; allo stesso modo diciamo Volpe e Volpi ma non
Volpo o Volpa), il quale soprannome Galina continua l'antico cognome
piranese Gallina, spentosi a cavallo tra il '600 e il '700, testimoniato fin dal 31/10/1305 con un Dominicus Gallina
(CP II, p. 51).
Dunque, riassumendo, gli Apollonio di Pirano sono una delle famiglie originarie facenti
parte del patriziato cittadino sin dal 4/8/1228, data in cui - come già visto - Petro
de Apolonio era console di Pirano assieme a Venerio de Topperga (capostipite
dei Venier di Pirano). Inoltre, gli Apollonio appartennero al patriziato sino alla fine della
Repubblica, per cui l'11/9/1792 la famiglia Apollonia era una delle 14 famiglie che
componevano ancora il Consiglio nobile della terra di Pirano, mentre le altre 13 casate
patrizie del Consiglio erano le famiglie Castra, Colombana, Da Preta (=Dapretto),
Furegona, Petronia, Pettenera, Sena, Torre, Trana, Veniera, Vidale, Vedorna e
Zarotta (Per li L.L. C.C.
popolari di Pirano, p. 101, Venezia 1792).
Quanto all'etimo, Apollonio è la cognominizzazione del personale oggi disusato
Apollonio (e femminile Apollonia - l'ultima piranese a chiamarsi così è la signora
Apollonia Zarotti nata a Pirano nel 1912, oggi vivente a Monfalcone), che continua il nome
latino di tarda età repubblicana Apollonius, che costituisce un incrocio tra
l'antico nomen (gentilizio ossia secondo elernento che designava l'appartenenza a
una gens cioè a un grande gruppo familiare) romano di origine etrusca
Aplonius (che è appunto un prestito dell'etrusco Apluni), e il nome greco
Apollonios diffuso a Roma dai greci e dalla cultura greca, derivato da Apollon il
nome del dio Apollo della mitologia greco-romana (cfr. il cognome Apollonio in
De Felice 1978, p. 58,
e il nome Apollonio in De Felice 1986, p.
70). De Felice 1978, p. 58,
afferma inoltre che il cognome Apollonio - con le varianti Appolloni, Appolloni,
D'Apollonio, e gli abbreviati Pollonio, Polloni, Polonio, Poloni, Polonia,
Polon,
Poloniato - mentre è presente in modo soltanto sporadico in Lombardia e nelle zone
adriatiche, esso è invece diffuso specialmente dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia,
con massima frequenza a Trieste, ignorando peraltro lo stesso De Felice che, eccetto
qualche Apollonio di origine friulana, in pratica tutti gli Apollonio della provincia di Trieste
provengono dall'Istria, e cioè perlopiù da Pirano, Capodistria, Rovigno,
Orsera, Parenzo e Pola.
Nel 1945 vi erano infatti in Istria 118 famiglie Apollonio, 20 delle quali vivevano nel comune
di Pirano (18 a Pirano-città, 1 a San Bernardino e 1 alla Casa Rossa), 2 a Bassania di
Umago, 2 a Isola, 17 a Capodistria, 23 nel contado capodistriano (8 a Prade, 2 ad Ariolo, 3 a
Bertocchi, 1 a Lazzaretto, 3 a San Tomà, 1 a Salara, 1 a Tribano, 4 a Sermino), e 14 nel
comune di Muggia (1 a Crevatini, 1 a Norbedi, 1 a Premanzano, 1 alle Noghere, 1 a Zaule, 2 ad
Ancarano, 1 a Scoffie, 4 a San Bartolomeo, 1 a San Floriano, 1 a San Nicolò). Tra le
citate famiglie Apollonio viventi fuori del comune di Pirano, quelle di Bassania e Isola erano
di recente derivazione piranese, mentre riguardo gli Apollonio di Capodistria e
del suo agro,
una piccola parte di essi erano di origine friulana (fine '700), analogamente ad alcuni
Apollonio della campagna di Muggia, ma la maggioranza erano invece di antica origine
piranese, come risulta da un testamento di Pirano del 15-2/1402 (ADTS senza segnatura),
con cui il piranese Valengo Apollonio del fu ser Marquardo destina che alla sua morte, le
sue case con una torre e una casetta situate a Pirano, vadano ai suoi tre nipoti abitanti a
Capodistria - Andrea, Marquardo e Giovanni - figli del di lui defunto figlio Apollonio Apollonio
morto a Capodistria. Da ciò se ne ricava che un ranno di Apollonio piranesi sia
emigrato a Capodistria nella seconda metà del '300, dando origine agli Apollonio
capodistriani, i quali furono aggregati al Maggior Consiglio di Capodistria nel 1450.
Oltre alle dette 78 famiglie Apollonio, nel 1945 esistevano pure altre 40 famiglie Apollonio
nell'Istria rneridionale, di cui i dimoravano nel comune di Parenzo (2 a Parenzo-città,
1 a Spada e 1 a Varvari), 15 a Orsera, 20 a Rovigno e 1 a Pola. Queste famiglie erano tutte
di provenienza più o meno antica da Rovigno (centro di irradiazione degli Apollonio
nella Bassa Istria), ossia erano ramificazioni degli Apollonio rovignesi, i quali a loro volta
traevano le loro radici dalle isole Brioni, dato che il capostipite degli Apollonio di Rovigno
è certo Francesco Maccaferro di Polonio da Brivoni (=Brioni), documentato a
Rovigno dal 1522 (Benussi 1888, p. 344).
Secondo De Felice 1980, p. 75, Apollonio era allora il 12° cognome di Trieste per
diffusione pari a 154 utenti, sottinteso esistenti nell'intera provincia triestina, mentre oggi a
distanza di quindici anni si riscontra un leggero calo, poiché gli utenti Apollonio sono
ora grossomodo 114 a Trieste e dintorni, incluse le località carsiche di Opicina,
Prosecco e Santa Croce, cui vanno aggiunti altri 27 utenti Apollonio a Muggia, 3 a Duino
Aurisina e 2 a San Dorligo della Valle, i quali 146 utenti sono per il 95% di ceppo istriano,
per due trezi del ramo di Pirano-Capodistria e per un terzo del ramo di Rovigno.
Tra le famiglie piranesi Apollonio viventi fuori Trieste, ne ricordiamo 1 a Monfalcone,
2 a Gorizia, 2 a Udine, 1 a Mestre, 1 a Padova, 1 a Trento, 4 a Milano, 1 a Pavia
(rappresentata dal dottor Almerigo Apollonio, noto studioso piranese), 1 a Firenze,
1 a Caserta
(del ramo dei Volpe), 1 a Reggio Calabria, 3 negli USA a Huntington nello stato di New York
(ramo dei Volpe), e 1 a Toronto nello stato canadese dell'Ontario.
Nel comune di Pirano non è rimasto invece alcun Apollonio , e l'odierno utente
Apollonio di Portorose proviene dall'area capodistriana, ove infatti notiamo al giorno d'oggi
1 famiglia Apollonio ad Ancarano, 2 famiglie Apollonio a Villa Decani e 9 famiglie Apollonio
a Capodistria, qualcuna delle quali può essere comunque di origine piranese recente,
mentre le altre hanno radici piranesi trecentesche e friulane settecentesche.
Come verifichiamo in Benedetti 1937, p. 3, e in
de Totto 1939, pp. 12-13, l'insegna araldica
degli Apollonio di Pirano e Capodistria, è "d'oro a tre bande d'azzurro". Essa si trova
sulla porta dell'ex fontego (fondaco dei grani) di Pirano, che è uno stemma in
pietra del 1638 con le iniziali D(omenico) AP(ollonio), quindi su una pietra tombale
nella chiesa di San Francesco di Pirano recante la data 1607, e infine su una lapide nel
Municipio di Pirano segnata con le iniziali AN(tonius) AP(ollonio).
Sigle ed
abbreviazioni
Origine:
Cognomi di Pirano
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