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Caves
Geology



La Società Speleologica «Estavela» di Castua è stata fondata nel 1997

Il Carso conserva pitture preistoriche?
Allo Stato non interessa finanziare la speleoavventura turistica

22 agosto 2003

Il carso quarnerino, con il rilievo di origine calcarea presenta una bellezza naturale difficilmente riscontrabile in altre parti dell’Europa o del mondo. Nella nostra regione sono presenti un grande numero di grotte e caverne, interessanti per l’esplorazione o per la visita, purtroppo poco conosciute dal pubblico. I monumenti in pietra calcarea lavorati dalle forze naturali, in queste caso dai fiume e torrenti sotterranei, sono l’occasione di far conoscere ai lettori le attività e l’operato della Società degli speleologi “Estavela” di Castua.

Innanzitutto è necessario spiegare cos’è la speleologia. Una scienza che studia il rilievo e la vita animale nelle cave sotterranee. Mentre l’attività degli speleologi è multidisciplinare, siccome è strettamente legata all’archeologia, paleontologia ed altre scienze che studiano la fauna.

La “Estavela” è stata fondata da un paio di giovani entusiasti, amanti dell'avventura nei sotterranei, nel 1997, tra i quali c’erano i nostri interlocutori, il presidente e il segretario della società, rispettivamente, Alen Kapidzic e Dalibor Res. Oggi la società conta 25 membri. I nostri due interlocutori hanno cercato di spiegare l’importanza della speleologia e cosa li ha indotto a praticare tale disciplina scientifico- sportiva. Res ha cercato di esporre una breve storia della speleologia nella nostra regione.

A sua detta i primi esploratori del mondo sotterraneo quarnerino iniziano ad avventurarsi nelle grotte negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, organizzandosi nel Club alpino fiumano (CAF), prendendo come esempio il Club triestino dello stesso profilo. Le attività degli alpini fiumani nel 1937 hanno fruttato la pubblicazione dell'opuscolo nel quale erano elencate addirittura settecento grotte della regione quarnerina da loro visitate. Una cifra considerevole se si prende in considerazione i mezzi a disposizione necessari per la discesa nelle grotte a volte profonde più di cento metri.

I mezzi usati all’epoca, come ad esempio la scala a pioli, non offrivano alcuna sicurezza e i rischi erano enormi ma lo era anche la ricompensa siccome gli speleologi per ogni grotta scoperta venivano pagati al metro esplorato, dallo Stato. Oggi purtroppo lo Stato non partecipa alle attività degli speleologi, l’unica ricompensa, usata per lo più per il mantenimento del costoso equipaggiamento, viene garantita dall'amministrazione cittadina e regionale, ma a volte anche i privati offrono aiuti finanziari sotto forma di sponsorizzazione.

I membri della ”Estavela” negli ultimi sei anni, sono riusciti ad esplorare più di 150 grotte, nella regione, spesso con l’aiuto delle pubblicazioni del CAF. L’altro grande successo dei castuani è la scoperta di due nuove specie animali, una dell’ordine degli aracnoidi l’altra di coleotteri, rifugiatisi nei sotterranei durante l’ultima età glaciale. Ogni scoperta del genere è importante per la tutela dell’ambiente siccome le rare specie animali sono soggette al contrabbando. Come lo sono le farfalle o gli uccelli lo sono anche i minuscoli organismi presenti nelle grotte. Le grotte non ospitano solamente organismi viventi ma pure i resti di grande valore paletnologico. Così nella regione in questione sono presenti i resti preistorici di orsi, leopardi, leoni, ippopotami e addirittura rinoceronti, riscontrati in una grotta nei pressi di Volosca. Simili scoperte ci fanno capire quali siano i motivi del grande entusiasmo degli interlocutori.

Al difficile lavoro che svolgono sottoterra, le temperature di solito variano tra gli otto e i dodici gradi centigradi, mentre ad altitudini più alte come ad esempio nel parco nazionale di Risnjak si aggirano intorno ai zero gradi centigradi, si aggiunge la permanenza nel buio assoluto e l’alto tasso d’umidità, 99 per cento. Indipendentemente da tali difficili condizione “climatiche” il loro soggiorno nei sotterranei può durare dalle cinque alla dodici ore in media.

Se l’esplorazione è più complessa la permanenza nella grotta può durare anche diversi giorni, il record croato è di otto giorni senza vedere la luce del sole. I membri della “Estavela” hanno presentato anche altre cifre mozzafiato. Si sono calati alla profondità di 320 metri nella grotta di "Lokvarka" in Gorski kotar. Alle estreme condizioni naturali spesso si aggiunge il problema dei rifiuti scaricati nelle grotte. Per esempio poco tempo addietro Res durante una spedizione speleologica, in una grotta conosciuta da prima ha ritrovato una montagna di vestiti abbandonati, tra i quali c’era pure uno spago, al quale era agganciata una bomba a mano; solo il miracolo ha salvato la sua vita siccome non si era staccata la sicura della granata. Spesso si verificano i ritrovamenti di materiale esplosivo originario dal periodo della Seconda guerra mondiale. Simili casi ma con munizioni della guerra patriottica, si verificano piuttosto nelle regioni carsiche della Lika e della catena montuosa del Velebit.

Come principale beneficio della loro attività mettono in rilievo lo sviluppo della personalità dei praticanti, siccome tutti i lavori svolti sotto terra devono essere svolti in assoluta collaborazione, cioè un lavoro d'équipe, che ovviamente dopo può essere praticato in altri aspetti della vita quotidiana. Le loro esperienze vogliono trasmetterle agli altri, specialmente ai giovani, perciò ogni anno, in primavera, organizzano la scuola di speleologia per principianti. Il corso non offre solo nozioni di speleologia, ma pone grande importanza sullo sviluppo della coscienza collettiva riguardante la tutela dell’ambiente. Gli interessati devono sapere che il corso non li farà diventare speleologi da oggi a domani.

Stando alle parole di Res gli amanti delle profondità diventano abilitati all’attività professionale appena dopo due anni di studio e pratica. Mentre coloro che sono solo curiosi di visitare qualche luogo nei sotterranei possono usufruire della cortesia della società “Estavela”, la quale ogni tanto organizza gite, denominate speleoavventure. Di solito il luogo dell’avventura è la grotta “Sparozina jama”, lunga più di cinquecento metri, con bellissime composizioni di stalattiti e stalagmiti, situata nei pressi del villaggio di Breza.

Alla fine dell’incontro Dalibor e Alen ci hanno svelato che forse tra poco potranno presentare al pubblico una scoperta sensazionale, i disegni preistorici. Grazie alla collaborazione con diverse istituzioni scientifiche croate ma anche quelle all’estero, sarà possibile verificare se la scoperta di pittura su roccia, in una grotta del Monte Maggiore, sia di origine preistorica o medievale. Una scoperta di grande valore perché simili ritrovamenti in Croazia non sono stati riscontrati. Ciò potrebbe inserire il nostro Paese nella lista dei siti di pittura preistorica che sono il patrimonio dell’umanità.

Le prove di accertamento saranno effettuate dagli scienziati e ricercatori dell’Università di Cambridge in collaborazione con l'Ente per la tutela dei monumenti storico-culturali di Fiume. Auguriamo agli speleologi castuani proficue ricerche siccome hanno da esplorare ancora "solo" 2.450 grotte dato che, secondo le stime nel territorio situato tra Trieste e l'isola di Veglia ci sono oltre 2.600 "corridoi sotterranei".

Aleksandar Kovacevic


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Created: Friday, August 22, 2003; Updated: Thursday, July 30, 2015
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