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Una serata triestina per l’acquedotto istriano

Giovedì, 24 Aprile 2014 16:30

[Tratto da: http://www.editfiume.com/lavoce/fvg/6067-una-serata-triestina-per-l-acquedotto-istriano.]

Il 5 novembre del 1933, con l’inaugurazione del primo segmento dell’acquedotto istriano, da San Giovanni di Pinguente a Buie, si apriva una nuova stagione per l’Istria. Dopo secoli, anzi millenni di disagi dovuti alla perenne penuria d’acqua, la Regione finalmente poteva godere di un adeguato sistema di approvvigionamento idrico. L’acqua finalmente zampillava dalle fontane pubbliche e, anche se in misura minore, dai rubinetti. Si chiudeva un’era: quella del risparmio, della privazione, della »fatica« di raggiungere l’acqua dei pozzi, delle cisterne, delle centinaia di »lachi« disseminati sul territorio. Di questa »rivoluzione« che ha segnato il »prima« e il »dopo« della vita quotidiana in Istria si è parlato martedì sera a Trieste nell’ambito della serata dedicata alla presentazione della monografia bilingue »Alle fonti dell’Acquedotto istriano« pubblicata, in occasione dell’Ottantesimo anniversario dell’inaugurazione della struttura, dall’Agenzia culturale istriana di Pola in collaborazione con l’Acquedotto istriano di Pinguente. Una serata promossa dall’Associazione ambientalista Marevivo, assieme al Gruppo/Skupina 85 e al quotidiano Primorski Dnevnik, nell’ambito del progetto »Adriatico, una storia scritta sull’acqua«, alla quale sono intervenuti, introdotti da Marino Vocci, Dean Krmac, della Societa’ umanistica Histria di Capodistria, curatore della monografia, Daniela Doblanović dell’Università di Pola e Rino Cigui, ricercatore del CRS di Rovigno, autori di alcuni importanti contributi, Tajana Ujčić, direttrice dell’Agenzia culturale istriana e Sergio Dolce, già direttore dei Musei scientifici di Trieste.

I protagonisti dell’incontro hanno offerto una presentazione corale dei contenuti della monografia, ma soprattutto un’occasione di approfondimento e di riflessione su quello che è stata l’Istria prima dell’inaugurazione delle tre grandi reti di approvvigionamento idrico, ovvero degli acquedotti di Pinguente, del Risano e dell’Arsa e su come fossero cambiate la vita, le abitudini, le condizioni sociali, igienico- sanitarie e soprattutto economiche, dopo la messa in opera di quest’importante infrastruttura, concepita dall’ingegnere Gino Veronese, sviluppata e conclusa da un’altra grande mente ingegneristica, quella di Giuseppe Muzi, che subentrò a Veronese nel 1932 alla guida del Consorzio per la trasformazione fondiaria in Istria. Nel 1935 furono completati due dei tre sistemi previsti nella costruzione dell’acquedotto, che sopperivano al fabbisogno d’acqua di un terzo della popolazione delle campagne. Nel 1937 venne inaugurato il tronco Albona-Arsia, ma l’inizio della guerra impedì il completamento del progetto complessivo. Alcune delle strutture e le pompe della stazione di captazione di San Giovanni di Pinguente, dopo avere pompato ininterrottamente per ottant’anni, oggi sono ancora perfettamente funzionanti. Il suo costo totale, oggi, fatte le debite rivalutazioni, sarebbbe – è stato calcolato – di circa 136 milioni di euro.

Rino Cigui, del Centro di ricerche storiche di Rovigno, si e’ soffermato sugli aspetti igienico- sanitari in Istria prima delle grandi bonifiche e della costruzione dell’acquedotto, parlando soprattutto della plaga endemica della malaria, mentre Sergio Dolce ha tratteggiato le caratteristiche geologiche dell’area istriana, che proprio per il suo precoce incarsimento è diventata tradizionalmente avara d’acqua, almeno in superficie.

Una storia tutta da raccontare, quella dell’acquedotto istriano, che richiama - ha ribadito in conclusione Marino Vocci – con le vicissitudini e l’identità di una regione, il valore, oggi, dell’acqua, un bene esauribile, una grande risorsa da rispettare. Fra gli autori della pubblicazione, riccamente illustrata (con foto, piantine e documenti d’epoca forniti dal Centro di ricerche storiche di Rovigno, dagli Archivi di Stato di Pisino e Fiume, dall’archivio della famiglia Muzi Bottai di Orvieto e da altre istituzioni), figurano Kristjan Knez, Gaetano Benčić, Marcello Benedini, Jugo Jakovčić, Danijela Doblanović e Rino Cigui. (eg)


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Created: Monday, August 17, 2015; Updated: Monday, August 17, 2015
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