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PISINO
È quasi giallo al Consiglio regionale che decide di rimandare l’approvazione
dello stemma e del gonfalone dell’Istria
Questa capra non ci piace! Rinviata la delibera
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PISINO - La «capra» non ce l'ha ancora fatta! Nessun disco
verde allo stemma e al gonfalone della Regione Istria. Almeno per ora.
Nella sua ultima seduta, il Consiglio regionale, a maggioranza
Dieta democratica istriana, ha rinviato l'approvazione della delibera statutaria
sui due simboli ufficiali della Regione e il loro utilizzo. Una vera e propria
marcia indietro. La votazione della delibera, infatti, è stata cancellata
dall'ordine del giorno. Decisiva, in questo senso, la proposta avanzata dal
presidente del club dei consiglieri dietini Dino Debeljuh di rinviare il tutto
alla prossima riunione assembleare, per «motivi di natura tecnica» (e non ha
aggiunto altro), a quanto pare dovuti al ritardo con cui è stata consegnata la
relativa documentazione.
Maggioranza e opposizione d'accordo con Debeljuh, peraltro
senza un briciolo di dibattito, e quindi, sulla questione simboli, se ne
riparlerà un'altra volta. Assente alla seduta pisinese il presidente del
consiglio regionale Stevo Zufic. Come si ricorderà, circa un mese fa il
ministero croato alla pubblica amministrazione aveva dato il suo benestare allo
stemma e alla bandiera, così come proposti dalla Regione, a sette anni
dall'iniziativa delle autorità istriane per l'avvio delle pratiche sull'uso
ufficiale dei due simboli. Lo stemma rispetta i criteri araldici, e ricalca
quello della fine del diciannovesimo secolo, contenuto nell'archivio di Stato e
in un volume pubblicato a Vienna nel 1885. Sul gonfalone, in uno scudo azzurro,
campeggia una capra gialla dorata voltata verso sinistra, con zoccoli e corna
rossi. E secondo indiscrezioni di stampa sembra che a qualcuno nella Dieta
democratica istriana non piaccia molto lo sguardo «troppo deciso» della
capretta o forse che guardi a sinistra invece che a destra. Questi i motivi per
cui è stata rinviata la votazione? Bocche cucite nella maggioranza.
Oltre ai simboli, rimane ancora aperto il problema della
proclamazione della giornata della regione e dell'Inno istriano. La data
proposta dalla giunta regionale è il 25 settembre, giorno in cui, nel 1943, gli
antifascisti riuniti a Pisino decretarono l'annessione dell'Istria alla Croazia.
La data non va giù nè all'opposizione, che preferirebbe il 9 settembre 1943
(insurrezione popolare in Croazia e caduta del fascismo), nè a una buona fetta
della stessa Dieta istriana. Viene contestata anche la scelta della canzone
«Krasna zemljo - Istro mila» quale inno ufficiale, da più parti ritenuto
superato.
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