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mercoledì 5 giugno 2002


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PISINO È quasi giallo al Consiglio regionale che decide di rimandare l’approvazione dello stemma e del gonfalone dell’Istria

Questa capra non ci piace! Rinviata la delibera 

PISINO - La «capra» non ce l'ha ancora fatta! Nessun disco verde allo stemma e al gonfalone della Regione Istria. Almeno per ora.

Nella sua ultima seduta, il Consiglio regionale, a maggioranza Dieta democratica istriana, ha rinviato l'approvazione della delibera statutaria sui due simboli ufficiali della Regione e il loro utilizzo. Una vera e propria marcia indietro. La votazione della delibera, infatti, è stata cancellata dall'ordine del giorno. Decisiva, in questo senso, la proposta avanzata dal presidente del club dei consiglieri dietini Dino Debeljuh di rinviare il tutto alla prossima riunione assembleare, per «motivi di natura tecnica» (e non ha aggiunto altro), a quanto pare dovuti al ritardo con cui è stata consegnata la relativa documentazione.

Maggioranza e opposizione d'accordo con Debeljuh, peraltro senza un briciolo di dibattito, e quindi, sulla questione simboli, se ne riparlerà un'altra volta. Assente alla seduta pisinese il presidente del consiglio regionale Stevo Zufic. Come si ricorderà, circa un mese fa il ministero croato alla pubblica amministrazione aveva dato il suo benestare allo stemma e alla bandiera, così come proposti dalla Regione, a sette anni dall'iniziativa delle autorità istriane per l'avvio delle pratiche sull'uso ufficiale dei due simboli. Lo stemma rispetta i criteri araldici, e ricalca quello della fine del diciannovesimo secolo, contenuto nell'archivio di Stato e in un volume pubblicato a Vienna nel 1885. Sul gonfalone, in uno scudo azzurro, campeggia una capra gialla dorata voltata verso sinistra, con zoccoli e corna rossi. E secondo indiscrezioni di stampa sembra che a qualcuno nella Dieta democratica istriana non piaccia molto lo sguardo «troppo deciso» della capretta o forse che guardi a sinistra invece che a destra. Questi i motivi per cui è stata rinviata la votazione? Bocche cucite nella maggioranza.

Oltre ai simboli, rimane ancora aperto il problema della proclamazione della giornata della regione e dell'Inno istriano. La data proposta dalla giunta regionale è il 25 settembre, giorno in cui, nel 1943, gli antifascisti riuniti a Pisino decretarono l'annessione dell'Istria alla Croazia. La data non va giù nè all'opposizione, che preferirebbe il 9 settembre 1943 (insurrezione popolare in Croazia e caduta del fascismo), nè a una buona fetta della stessa Dieta istriana. Viene contestata anche la scelta della canzone «Krasna zemljo - Istro mila» quale inno ufficiale, da più parti ritenuto superato.

Italo Banco

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