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Dopo
dieci anni di contenzioso con Zagabria, approvati i nuovi simboli della
Regione Istria
La capra
su stemma e vessillo
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PISINO - Disco
verde del Consiglio regionale allo stemma e al gonfalone della Regione
Istria. La capra, dunque, ce l'ha fatta. Dopo anni di anticamera la sua
effigie ufficiale comparirà sulle bandiere esposte dentro e fuori
i palazzi della Regione. Il «parlamentino» regionale, a maggioranza
Dieta democratica istriana, ha approvato la delibera statutaria a sette
anni dall'iniziativa delle autorità locali per l'avvio delle pratiche
sul loro utilizzo. La legittimazione era arrivata due mesi fa dal ministero
croato alla Pubblica amministrazione, dopo alcune lievi modifiche grafico-strutturali.
Serviva soltanto il relativo decreto di convalida del consiglio regionale.
Nella sua penultima seduta questi aveva però rimandato l'approvazione
dello stemma e della bandiera su indicazione del presidente del club dei
consiglieri dietini Dino Debeljuh, pare per colpa di contraddizioni e indecisioni
nella stessa maggioranza.
L'altra sera
invece, tutto è filato liscio. Unico astenuto il consigliere della
Dieta democratica Bozo Stifanic. Eccoli i nuovi (o meglio, i primi), simboli
ufficiali della Regione Istria nella loro veste definitiva, che recitano
così: lo stemma rispetta i criteri araldici e ricalca quello della
fine del diciannovesimo secolo, contenuto nell'archivio di Stato e in una
pubblicazione viennese del 1885. Sul gonfalone verde-azzurro (foto), in
uno scudo (anche questo azzurro) campeggia una capra giallo-dorata con
zoccoli e corna rossi, che guarda verso sinistra. Il presidente della giunta
regionale Ivan Nino Jakovcic ha precisato che i due simboli «non
hanno colorazione politica». «Dopo dieci anni di contenzioso
con il governo - ha dichiarato il deputato dietino Damir Kajin - l'Istria
ottiene finalmente i suoi simboli ufficiali». Chiuso il problema
dei simboli, ne rimane sempre aperto un altro, quello della proclamazione
della giornata della Regione e dell'Inno istriano.
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