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History


Udine - Galleria Marangoni - D. Samda - La calata dei barbari
Pittura antica che rappresenta l'arrivo di Attila, in groppa ad un destriero bianco

Aquileia, principale porta d'Italia assediata e distrutta dai barbari
Map - Roman Empire in the 5th Century AD

I Barbari padroni d'Europe

Fino al IV secolo d.C. le tribł germaniche cercarono di entrare nel territorio dell'Impero romana per conquistare terre fertili dai climi miti e per depredare le cittą delle loro ricchezze. A partire daI IV secolo a queste cause se ne aggiunsera altre. In Asia alcune tribł di Mongoli, dopo la conquista dell'Impero cinese, si erano mosse versa occidente. Una di queste tribł, quella degli Unni, aveva obbligato gli Slavi e altri popoli che abitavano la pianura russa a spingersi a catena vers o l'Europa centrale. 

Di conseguenza le tribł germaniche, che abitavano quelle zone, cercarono di fuggire penetrando nei territori dell'Impero romano. Alla morte dell' imperatore Teodosio I, Franchi, Alamanni e Burgundi passarono il fiume Reno e si stanziarono in Gallia, i Vandali passarono la Gallia ed invasero prima la Spagna poi l' Africa settentrionale.

In Italia giunsero i Visigoti nel 410 d.C.. Essi saccheggiarono Roma, si diressero in Calabria, risalirono nuovamente la penisola e, passando la Gallia, si stanziarono in Spagna. In seguito fu la volta degli Unni, guidati da un conquistatore, Attila, che per la sua feroci a prese l'appellativo di "flagello di Dio". Egli si era stanziato con il suo popolo in Pannonia e da Ii muoveva per le conquiste portando sempre morte e distruzione. Attila passo il Reno e occupo la Gallia, ma fu respinto daI generale romana Ezio (451 d.C.).

Nel 452 d.C. passo le Alpi e giunse ad Aquileia depredandola e distruggendola. Si diresse poi versa Roma, ma [prima di arrivare a Ravenna] papa Leone I gli andņ incontro e in una storico e misterio so colloquio lo convinse a tornare indietro.


Il simbolico incontro tra papa Leone I ed Attila.

Sotto il segno della croce il Santo Padre riuscģ a bloccare la marcia distruttrice del re unno.

Roma fu risparmiata da Attila, ma non dai Vandali che giunsero via mare e, dopo aver risalito il Tevere, saccheggiarono la capitale per alcuni giomi, nel 455 d.C.

Ormai l'lmpero d'occidente era sotto i barbari. L'esercito romana era costituito da truppe germaniche. Nel 476 d.C. Odoacre, capo degli Eruli, tolse dal trono occidentale l'imperatore Romolo Augustolo, affermando che era sufficiente un solo imperatore, quello d'oriente. Da questo istante l'lmpero romano d'occidente non esiste pił. Con la sua caduta finisce l'Era antica e inizia il Medioevo.

I profughi di Aquileia fuggono da Attila

Gią agli inizi del V secolo, nello scacchiere europeo, le legioni romane non riuscivano piu a trattenere le orde barbariche che dilagavano nell'lmpero.

Ma il momento piu tragic o della storia aquileiese doveva ancora arrivare con l'invasione degli Unni, un popolo nomade proveniente dalla Pannonia che sottomise varie tribu e, muovendo con un' enorme massa di uomini, cinse la citta in un lunga assedio costringendo la capitale della Decima Regio Italica alIa sconfitta per fame e perche protetta da esigue truppe.

Il pittore Morelli raffigura "I profughi d'Aquileia" in fuga dai barbari.

Non avendo a disposizione sufficienti barche per scappare, tagliarono molti pini marittimi che crescevano lunga tutto il litorale daI Carso a Ravenna (di essi oggi rimangono brevi tratti qua e la sulla costa) e costruirono zatteroni per attraversare la laguna. Nell'immagine sono visibili le lunghe aste adape rate dagli uomini per procedere data che, in quella zona, i fondali erano bassi.

La collera dei barbari sugli assediati fu terribile, si registro ogni sorta di scempio e di violenza e tutto fu data al fuoco (in alcune fondamenta sono state ritrovate le tracce lasciate dagli incendi). I fuggitivi trovarono scampo sugli isolotti della laguna gradese. Terminata l'ondata unnica ritornarono nella grande e splendida Aquileia, ma trovarono solo cumuli di pietre fumanti. Cercarono di ricostruire la citta e di riportarla all'antico splendore, ma il progetto non venne mai realizzato.

Ormai l'Europa era in mano ai barbari e, di conseguenza, il commercio decadde rapidamente, determinando la rovina di Aquileia che viveva con gli scambi commerciali, essendo stata per secoli un ricco e vasta emporio. L' unico spiraglio di sopravvivenza rimase il commercio marittimo con i Bizantini.


La medaglia in bronzo raffigura sul diritto il busto di Attila e sul rovescio una veduta della cittą di Aquileia. Gli storici e i numismatici danno parere discordo sulla datazione della medaglia e sul motivo per cui č stata realizzata. Il suo diametro misura mm. 47.

La cittą spopolata, risulto troppo grande, cosi venne innalzata una cinta che si ricongi unse con le mura gia esistenti dimezzando la vecchia cittą e lasciando fuori dal tracciato urbano le zone del Circo, del Foro e del Teatro, conglobando invece l'Anfiteatro, i mercati ed il complesso basilicale. Le tracce di questa cinta sono scarse e si basano su un'esigua parte del tracciato delle fondamenta e sui resti di una porta tardo-antica.

Causa le continue scorrerie barbariche l' importanza della ci tta comincio a venir meno. Nel 553, con il passaggio dai Goti all'lmpero bizantino, si ebbe qualche miglioramento delle condizioni economiche, seppur con interventi di sfruttamento da parte dell' amministrazione di Bisanzio.

Nel 568 calarono in Italia i Longobardi, un popolo di stirpe germanica abile nel guerreggiare e dedito soprattutto all'allevamento dei cavalli adoperati nei loro spostamenti. Essi oltrepassarono le Alpi orientali passando per Aquileia e occuparono molte citta dell'Italia del nord.

Aquileia venne nuovamente abbandonata dalla popolazione memore delI' invasione unnica e l'esodo massiccio segno la fine definitiva della citta. Gran parte degli abitanti, per mettersi sotto la protezione dei Bizantini, deci se di rifugiarsi nella laguna, territorio bizantino. Con in testa il patriarca Paolo gli Aquileiesi abbandonarono la citta e si portarono a Grado e versa gli altri isolotti della laguna con l'intenzione di edificare in quella zona la "Nuova Aquileia".

Aquileia intanto divenne gradatamente una zona paludosa e malsana ed una cava di pietre. Infatti i blocchi che costituivano i suoi imponenti manufatti vennero utilizzati per la costruzione di splendidi palazzi nelle localita del circondario. Del suo grande splendore, che ebbe l'apice nel IV secolo d.C., non rimaneva pił traccia.

Source:

  • Giorgio Geromet, AQUILEIA - La grande metropoli Romana, Fondazione Societą per la Conservazione della Basilica di Aquileia (Monfalcone, 1996)


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Created: Sunday, May 2, 2004; Updated Sunday, January 08, 2017
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