LA LIBURNIA 

Gallovici - Golovik

L'antica strada medioevale che congiunge Bersezio a Moschiena e Valsantamarina è più disagevole, ma molto più interessante della nuova litoranea, la quale, pur offrendo panorami meravigliosi, non tocca nessuna borgata. La vecchia strada, deviando verso monte, passa per un piccolo altipiano, dove si incontrano vari villaggi, abitati da secoli. Con una leggera salita, dai 153 m di Bersezio si arriva a quota 220 di Mattina, una piccola borgata ben ristrutturata e dedita al turismo, aggrappata alle pietre carsiche della costa liburnica, in pieno sole e con la vista che spazia sul magnifico mare blu del Quarnero. Sul vicino monte Gradez si sono trovate tracce di un castelliere preistorico. La strada passa qui fra campi e sterpaglie con strette curve, ognuna delle quali invita a spaziare con lo sguardo sul bellissimo scenario del Quarnero. Poco dopo si incontra il paese di Gallovici fra le cui vecchie case contadine, sparse alle falde del monte Cucco, si staglia, bianca sul tricolore dell'erba, del calcare e della terra rossa, la chiesetta di S. Nicolo. Situata in posizione preminente, fra campicelli e piccoli vigneti, la chiesa si presenta, con il suo appuntito campaniletto a vela sulla facciata, in tutta la sua semplice architettura campestre. Da Gallovici parte il sentiero che, verso ovest, porta a passo Prodol dal quale si può scendere in Val d'Arsa arrivando alla chiesetta di Santa Croce. Dal paese la strada continua a salire leggermente in direzione di Moschiena fra la vegetazione liburnica composta da roverelle, carpini e castagni, intercalati da sempreverdi che vivacizzano i piccoli tratti coltivati e circondati da muriccioli.

A quota 320 m si raggiunge il paese di S. Elena, ora notevolmente ampliato da villette e case rimesse a nuovo; a monte della strada sono rimaste le vecchie case contadine fra le quali, isolata in un boschetto di roveri e ginepri, si trova la chiesetta campestre di S. Martino. Per raggiungerla, dal centro del paese, in prossimità della fermata dell'autobus, si imbocca una stretta stradina sterrata che si inerpica sul monte. Campaniletto a vela con bifora e una piccola abside circolare, l'interno è ben tenuto con il suo modesto altare.

Da S. Elena una carrareccia sale verso il monte Cremeniacco dalla quale, a Rosici, si dipartono due sentieri: quello che porta a nord arriva alla cima del Bodai o Brgud, l'altro sale dietro le falde meridionali del Cremeniacco sino alla dorsale dei Caldiera per scendere poi in Val d'Arsa. Il paese di S. Elena, sotto le pendici del Cremeniacco, è il punto massimo raggiunto in quota dalla strada e da qui scende, con strette curve e superando canaloni e burroni fino a quell'entusiasmante spettacolo che offre Moschiena, in basso, con le sue mura fortificate che circondano il paese. Circa all'altezza del bivio che sale al Cremegnacco, sul lato inferiore della strada, verso il mare, si trova la chiesetta di S. Elena, filiale della chiesa di Bersezio. Superata Moschiena la strada continua a scendere con curve strette e tornanti fino a Valsantamarina.

Tratto da:

  • Dario Alberi. Istria - storia, arte, cultura. Edizioni LINT (Trieste, 1997), p. 276-277. All copyrights reserved by the author and publisher. This book is generally available at Italian bookstores.


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Created: Wednesday, September 06, 2006; Last updated: Friday, June 20, 2008
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