IL CARSO DI UMAGO E DI SALVORE 

S. Lorenzo di Daila - Lovrecica 

[1034] Tra Punta Saltarella, nome che da solo si qualifica per zona pescosa adatta all'uso di "saltarelli", ossia un sistema di reti da pesca, e punta Molino, così chiamata per l'antico mulino a vento che qui muoveva le sue pale alla brezza del "maistro", nell'ambito del territorio di Umago, si trova la valle di San Lorenzo sulle cui rive si erge l'omonimo villaggio. Questo abitato, in riva al mare, con le spiagge formate da lastre levigate di calcare, inclinate verso le acque, è formato da case tutte in pietra bianca calcarea con tetti rossi e persiane verdi; in mezzo a queste si staglia l'alto campanile con base quadrata rinforzata da un barbacane e la cui cuspide serve da punto di riferimento per le barche che transitano nei paraggi. Il suo porto fu il vicino S. Giovanni della Corneta. 

La storia di questo paese si perde nei millenni. Luogo romano per eccellenza, confermato dai numerosi ritrovamenti musivi delle ville patrizie, nel 1028 fu assegnato alla chiesa di Aquileia dall'imperatore Corrado II di Franconia. Per aiutare la povera diocesi di Cittanova, il patriarca Poppone, nel 1037 , restituì il feudo assieme a quello di Daila, all'imperatore Corrado II affinché li donasse al vescovo di questa cittadina. Da allora S. Lorenzo, assieme a Daila, che in quel tempo si chiamava S. Giovanni di Daila, fu feudo della mensa vescovile di Cittanova, i cui prelati si chiamarono "conti di San Lorenzo". Questi ebbero la piena giurisdizione ma, poi, cedettero l'amministrazione civile al podestà di Umago, nel 1519. 

Nei primi anni del XII secolo, la famiglia Verzi di Capodistria fu infeudata del castello e della ricca tenuta dal patriarca Ulrico de' Eppenstein,  [1035] riconoscendo Ia dipendenza dalla diocesi di Cittanova. I Verzi tennero Ia Signorìa per secoli pur con varie dispute e contrasti con i vescovi emoniensi. La famiglia Verzi si estinse nel 1738, dopo che il feudo passò ai Grisoni di Capodistria, loro eredi.

S. Lorenzo venne in possesso dei Veneziani con Umago, con la pace di Trevoso del 1291, allorché Venezia conservò i diritti e la giurisdizione sulle terre conquistate in terra istriana. Massimo, vescovo di Cittanova, nel 1366 dette il feudo in consegna a suo fratello Simone. Nel 1416 la baronia ritornò in beneficio al vescovo emoniense, dopo essere stata Signoria di vari laici. II presule, che possedeva Ia piena giurisdizione sulla vilIa di S. Lorenzo in Daila, rinuncio a questo suo diritto, nel XVI secolo, a favore del podesta di Umago.

A San Lorenzo, in riva al mare, c'era una torre rotonda di avvistamento, che veniva usata anche dal vescovo di Cittanova per giudicare le varie cause civili e giudiziarie. La chiesa, il campanile ed il cimitero erano nei pressi della torre, mentre le case dei contadini si trovavano per la maggior parte nelle campagne adiacenti, piu salubri. Causa lo spopolamento generale del territorio dovuto alla malaria, alla pestilenza del 1527 ed alle continue guerre, nel 1581, il Senato veneziano insediò nel territorio di Umago, nel cui comune era compreso San Lorenzo, numerose famiglie dalmate, che si inserirono bene, apprendendo usi e costumi della popolazione. Gli abitanti di San Lorenzo furono nuovamente decimati dalla terribile pestilenza del 1630. [1036]

La chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo è antichissima. Fu ristrutturata radicalmente nel 1877 in stile barocco e riaperta al culto due anni dopo. All'interno ci sono i quattro altari dedicati al Rosario, a S. Caterina, allo Spirito Santo ed al Crocifisso. Possiede, inoltre, un bellissimo battistero ornato di stemmi scolpiti, il quale, assieme all'acquasantiera, risale al 1712, epoca del primo barocco. Sull'altare maggiore troneggia una statua della Madonna. L'attuale campanile, staccato dalla chiesa, fu costruito al posto di quello vecchio, nel 1893; l'altezza è modesta ma le indovinate proporzioni lo fanno apparire più alto di quanto lo sia davvero.A S. Lorenzo esiste un antico molo sul quale, nel 1920, fu costruita l'attuale banchina, adoperando anche i blocchi del molo antico; probabilmente si trattava di un molo medioevale o della ricostruzione di uno romano. Fu luogo rinomato per i suoi vigneti, tanto da essere conosciuto come S. Lorenzo delle vigne. Il borgo fu comune censuario di Umago durante lIa sovranità italiana.

Ora il paese vive di turismo estivo e parte della popolazione lavora nelle vicine cittadine della costa. L'attuale borgo, debellato in questo secolo il flagello della malaria, e inserito in un ambiente naturale felice per il clima, per la salubrita dell'aria e per la purezza del suo mare. E luogo ideale per le gite giornaliere. A nord, verso Umago, si trova il grande autocampeggio di Finida.

Tratto da:

  • Dario Alberi. ISTRIA - storia, arte, cultura. LINT (Trieste, 1997), p. 1034-1038. All copyrights reserved by the author and publisher. This book is generally available at Italian bookstores.

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Created: Sunday, Septemer 09, 2001; Last updated: Sunday March 30, 2008
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