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Canale d'Arsa -
Zaljev Raša Questa valle marina è, a somiglianza del Canal di
Leme, lo sprofondamento del letto del fiume Arsa, avvenuto qualche milione
di anni fa. Essa si interna molto nel territorio ed è tutta desolata. Vi
regna un profondo silenzio, interrotto talvolta dai rumori dello scalo di
Ubasizza, dove viene caricato il carbone albone-se e, in estate, dai
motori dei natanti dei turisti che campeggiano in Val dei Tonni. I poggi
che lo contornano sono, per lo più, dimenticate necropoli degli antichi
abitanti dei castellieri illirici.
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II Canale d'Arsa inizia nel punto in cui si fronteggiano punta Grossa o
Mulac e punta Ubas. Il canale, simile ad un fiordo nordico, incassato fra
sponde rocciose e brulle, si interna verso nord avendo a occidente la Val
Loveriza ed il porto d'Arsa o Val Lukina, separati dalla punta Zuca; nella
penisola albonese la costa è interessata dalle valli Cacic e Ceriesa. Su
tutta la sponda marittima di Podrubas, Poglie e Brovigne si trovano
ostriche, datteri, garuse ed altri frutti di mare. All'altezza di punta S.
Nicolo o Sv. Mikula, il canale gira ad est avendo ad occidente porto
Castelvecchio, dominato dalla chiesa di S. Agnese e, ad oriente, porto
Gradaz o Tunarica che ingloba Val del Logo e Val dei Tonni, in ricordo
dell'antica peschiera. Quindi il canale volge nuovamente a nord fino a
punta Prascarizza, scoscesa ed arrotondata, dove un traghetto, tempo fa,
faceva la spola con la sponda opposta, in allineamento con il paese di S.
Lorenzo d'Albona, a nord di Val Sebesniza.
Ora il canale gira verso occidente fino a Valle Blas che viene dopo la
Val Salomon. Valle Blas è nota per essere stata, al tempo di Roma, punto
d'approdo e di partenza per la strada consolare che conduceva in Illiria
attraverso il passo Prodol. Valle Blas si trova allo stesso parallelo del
monte Frumento, sul territorio albonese, che sovrasta la Val Bonaza o
Tejlo; prima di questa la Val Dragozzo o Risvica offre un ottimo
ancoraggio al riparo di ogni vento.
L'ultimo tratto del canale che volge nuovamente a nord, è ancora
navigabile fino ai moli di Valdivagna o Ubasizza o Brsica, termina poi con
i bassofondi di Val Peocio dove sbocca il fiume Arsa, scarso d'acqua. Un
tempo la Val Peocio era chiamta Val di Vagna. Un canale artificiale
ristrettissimo attraversa la Valle dell'Arsa e mette in comunicazione il
Canale d'Arsa propriamente detto con la vai Carpano, nel cuore del bacino
carbonifero. Sulla sponda albonese dell'ultimo tratto del Canale d'Arsa si
trovano il porticciolo di Traghetto e Ubasizza, dove ci sono gli impianti
maggiori per il carico del carbone. Anche quest'ultima località è
raggiungibile dalle navi di grosso tonnellaggio. In inverno nelle valli
dell'Arsa e del Carpano svernano molti tipi di uccelli.
Tratto da:
- Dario Alberi. Istria - storia, arte, cultura.
Edizioni LINT (Trieste, 1997), p. 1746-1748.
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generally available at Italian bookstores.
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