|
L'ALBONESE |
|
Casali Sumberesi -
Šumber
I primi cenni storici in merito a questa località risalgono all'872 allorché fu evidenziato il primo stazionamento di famiglie croate in questo territorio. Nel 950 l'imperatore bizantino Porfirogenito scrisse che in quell'epoca, nelle campagne sumberesi, furono sistemate, famiglie slave. Nel 1341 compare il nome di un Teodorico di Sumberg, accusato dai Veneziani di ruberie e saccheggi a danno dei Montonesi. Sumberg fu in origine, con l'acquisizione da parte degli Schömberg, una signorìa a sé, e appartenne, fin dai tempi antichi, all'agro albonese. Cessò di appartenere ad Albona con il trattato di pace del 1367, seguito alla guerra fra Lodovico d'Ungheria, il patriarca Nicolo di Lussemburgo, i conti Alberto IV e Mainardo VII di Gorizia e la repubblica di Venezia. Sumberg, soggetto ai patriarchi di Aquileia, assieme alla vicina Chersano, di cui fece parte, fu assegnato alla contea di Pisino. Lo storico Kandler asserì, però, che la pace fu stabilita nel 1358, dopo che Sumberg era stato occupato dalle bande del conte Alberto IV di Pisino. Dopo il 1374, con la morte di Alberto IV conte di Pisino, anche Sumberg, quale appartenente alla contea istriana, passò sotto la sovranità austriaca. I feudatari di Sumberg fruivano di tutte le prestazioni imposte ai sudditi; furono però obbligati per i servizi d'arme prima ai patriarchi, poi agli arciduchi d'Austria i quali avevano l'alto dominio o l'alta giurisdizione su questo territorio. Sumberg ebbe sempre un proprio urbario o catasto indipendente da quello della contea di Pisino e ciò durò fino al 1848. II castello di Sumberg fu in possesso degli Schömberg fino alla fine del XIV secolo, fu poi integrato nei beni della signorìa di Cosliacco, acquisito come dote di Anna di Schömberg la quale, nei primi anni del 1400, sposò Giovanni Guteneck, signore di Cosliacco. Gli Schömberg vantavano diritti anche sui paesi di Semi e di Moncalvo. II primo fu dato in pegno agli Eberstein di Manhrenfels o Lupogliano alla fine del XIV secolo. Il secondo fu venduto da Anna, vedova di Giovanni Guteneck e ultima superstite degli Schömberg, nel 1443, al preposìto Schuel per 425 marche aquileiesi. Nel XV secolo Sumberg venne ceduto ai signori di Chersano i quali a loro volta, lo cedettero poi agli Herberstein di Lupogliano. Nel 1420 Venezia, vittoriosa sulle truppe del patriarca d'Aquileia, occupò edLa chiesa dei suini Giovanni e Paolo annesse Albona e le terre vicine, compreso Sumberg. Essendo, però, Sumberg sottomesso alla signoria di Chersano, fu dai Veneziani ritenuto sempre territorio austriaco. Nel 1450 Antonio di Chersano chiese ai Veneziani di poter esser infeudato del villaggio di Sumberg, nonostante fosse cittadino austriaco. Questi si presentò a Venezia al doge Francesco Foscari pregandolo di confermargli la villa di Sumberg già conferitali precedentemente dai patriarchi. I Veneziani accettarono di cedergli il feudo, pur rimanendo loro l'alto dominio sul territorio sumberese. Essi vollero inoltre l'impegno dei Chersanesi di mantenere l'amichevole rapporto di fedeltà, verso la Repubblica veneta, che i castellani avevano già avuto precedentemente con la chiesa aquileiese. Nel 1458 il luogotenente del Friuli, Paolo Barbaro, aggregò parte del territorio di Sumberg all'attiguo feudo di Chersano, posseduto da Giorgio Kersainer, figlio di Antonio. La pieve di Sumberg fu soggetta alla collegiata di Albona ma, essendo rimasta di fatto, se non di diritto, sotto il dominio austriaco, dopo il 1420 ne restò separata. Da Albona giungevano ogni anno i chierici con il canonico e facevano la processione durante le rogazioni che duravano tre giorni. Era tradizione, secondo il Giorgini, che il meriga o lo zuppano li omaggiassero di dodici teste d'aglio. Nel 1538, Nicolo Batalovich, provveditore di Lupogliano, alla cui signorìa Sumberg apparteneva da tempo, in occasione dell'acquisto temporaneo di Lupogliano da parte di Cristoforo Crussich, chiese alla castellana Elena Crussich, l'intero villaggio di Schuomberg. Quest'ultimo, munito di una grossa torre con stanze e popolalo da 40 persone che contribuivano per un terzo delle totali rendite urbariali non fu, però, ceduto per il parere sfavorevole di Alessio Mosconi, possessore della contea di Pisino. Nella storia del villaggio è ricordato un grave fatto di sangue avvenuto nel 1600: Giorgio di Chersano, signore di Sumberg, si recò alla fiera del paese e commise tre assassinii,tra cui quello dell'albonese Francesco dall'Oglio, che fu pure derubato del suo denaro. Della guerra, che imperversò nei primi anni nel XVII secolo tra Venezia e l'Austria, anche Sumberg pagò le conseguenze. Nel 1612 il villaggio fu assalito dai Veneziani che ne asportarono 200 animali grossi e 1300 piccoli. Nel 1616 il provveditore veneto della cavalleria, Alvise Zorzi, attaccò, con le milizie di Albona, il castello di Sumberg bruciando tutti i suoi borghi, previo allontanamento, dalle case, dei bambini e dei vecchi: discussero fienili e staile, cantine e magazzini di generi alimentari e portarono via parecchio bestiame. Durante l'assalto Sumberg perse 20 difensori mentre tutti gli altri si ritirarono nel castello che era difficile da conquistare; vennero, inoltre, distrutti due ponti sull'Arsa.
A questo antico villaggio si arriva dalla valle dell'Arsa salendo da Sottopedana o Podpican, nel punto in cui la strada attraversa il fiume Arsa. Si supera il dislivello che separa la valle dell'Arsa dall'altipiano albonese e si arriva in un territorio calcareo con campagne di terra rossa e boschetti di roveri, frassini, carpini ed essenze varie tipiche dell'ambiente carsico. Sumberg, come le altre piccole località site sul territorio, è composto da poche case, generalmente agricole, sparse. Verso la costiera che precipita sulla valle dell'Arsa, a ridosso di questa, si trova la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, edificata nel 1679 con i materiali di un'altra chiesa che si trovava nello stesso sito sin dal 1508. In sagrestia, vicino alla porta d'entrata, un'epigrafe ricorda l'anno 1553 e lo zuppano Cirin Culesich. Ai lati dell'aula, nel 1708 sono state affiancate due cappelle illuminate da finestre a lunetta. La data della loro costruzione è riportata vicino alla finestra della cappella volta a settentrione. L'edificio aveva una loggia che proteggeva l'entrata alla chiesa, ora scomparsa; fu eretto nel 1679, sotto la soprintendenza del pievano Antonio Lizzul, come ricorda un'incisione sul muro del presbiterio. Porta un campanile a vela con una trifora ed all'interno contiene un altare in legno con la Madonna. Ora la chiesa è disastrata e da una decina d'anni non viene più officiata. Una leggenda ricorda che a Sumberg, in tempi lontani, la Madonna si presentò, assisa su un grande corniolo, ad una pastorella esprimendo il desiderio che in quel posto venisse costruita una chiesa. Questa fu eretta nel 1440 e fu dedicata alla Madonna del Corniolo ma viene anche ricordata come Madonna della Neve. La ricorrenza viene celebrata il 5 agosto e, dal 1854, ancora oggi in tale giorno si svolge una delle più grandi fiere dell'albonese.
|
|
This page compliments of Marisa Ciceran Created: Thursday,
February 2, 2006; Last
updated:Sunday June 22, 2008 |