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Piedalbona - Podlabin
A settentrione di Albona, ai piedi del colle su cui sorge l'antico
borgo, alla fine degli anni Trenta, accanto ad un pozzo minerario è
sorto un nuovo villaggio al quale il governo italiano diede il nome di
Pozzo Littorio, poi modificato in Piedalbona, dai Croati detto
Podlabin. La borgata è stata progettata interamente dall'architetto
romano Eugenio Montuoro e fu inaugurata il 28 ottobre 1942, ventesimo
anniversario della Marcia su Roma.
Pur rivelando la sua impronta mussoliniana, oggi ha assunto
caratteristiche balcaniche; non è un bel villaggio ma ha acquisito quasi
tutta la potenzialità commerciale ed industriale delia vecchia Albona.
Ai piedi del colle di Albona esisteva un tempo il convento e la chiesa
di S. Francesco d'Assisi, con cinque altari. H terreno dove fu
eretto il convento, a nord di Piedalbona, nella frazione di Caturi
o Kature, vicino allo stadio comunale Rudar, nel 1496, fu
donato all'Ordine dei Francescani da Michele Luciani, nobile albonese,
assieme alla chiesetta che ivi esisteva, dedicata ai SS. Vito e
Modesto. In quel tempo il luogo era conosciuto come S. Vito.
Nello stesso periodo il Luciani, assieme ai Lupetini, pure nobili di
Albona, fondò un ospizio che venne occupato dai Minori Conventuali di S. Francesco d'Assisi.
I frati, in seguito, ampliarono ed abbellirono il complesso che era
collegato all'antica chiesetta dei SS. Vito e Modesto. Negli anni
seguenti alla fondazione, il convento ebbe rendite buone ed acquisì una
certa importanza quale centro di vita religiosa. Poi, le continue guerre
locali, le pestilenze e carestie, unite all'ignoranza, fecero
precipitare in estrema povertà il clero locale tanto che, nel 1606, il
convento aveva un solo frate. Nel secolo successivo, il convento
continuò ad esercitare la sua funzione ma, nel 1787, il cenobio passò
all'ospizio francescano della Madonna della Traversa di Dignano e, nel
1794, essendo la presenza dei frati non superiore a due, il convento
venne soppresso. Sia della chiesa che del convento oggi rimane il solo
ricordo.
Prima dell'ultimo conflitto mondiale, Mussolini ordinò la costruzione
di un nuovo convento francescano, simile a quello che esisteva nei
secoli passati, ma la guerra ne impedì la costruzione. I resti
dell'antico convento, conosciuto dagli abitanti del luogo come
Klostric, erano visibili fino agli anni Sessanta di questo secolo.
Il terreno su cui sorgeva il convento di S. Francesco, nel 1975, venne
restituito ai legittimi discendenti dei Luciani,
Nel 1942, sul lato occidentale del nuovo villaggio minerario chiamato
Pozzo Littorio, l'architetto Montuoro progettò e realizzò la nuova
chiesa di
S. Francesco d'Assisi.
La chiesa è
una costruzione di netta impronta mussoli niana, tutta in pietra a fasce
bianco-grigie, con un campanile alto 20 metri staccato dalla chiesa.
L'edificio, piuttosto imponente, fronteggiava l'ampii piazzale del borgo
dove aveva sede un loggiato. Questo, circa nel 1960, venne
trasformato ed adibito a scuola media mineraria, di modo che la chiesa
perse la sua centralità nella piazza
risultando posizionata dietro la scuola. Sempr negli anni Sessanta la
chiesa di S. Francesco d'Assisi venne consacrata ali Madonna di
Fatima ed ora, sulla facciata, spicca il nome croato di Majka
Bozja. Ultimamente l'interno della chiesa è stato rinnovato: Eugen
Kokol pittore e restauratore albonese, ha realizzato la grande croce che
si trova sull'altare maggiore. Sopra
l'ingresso si vedono i dipinti del Lucas e del Moreschi: il primo
rappresenta Gesù sul Monte Oliveto, il secondo mostra l'ai bero
genealogico su cui è seduta la Madonna con Bambino. Entrambe le ope re
provengono dalla chiesa della Madonna della Consolazione o della Salute.
Tratto da:
- Dario Alberi. ISTRIA - storia, arte, cultura. LINT (Trieste,
1997) pg. 1754-1756. All
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