Laura Antonelli
Prominent Istrians


Lutto nel cinema italiano

Morta Laura Antonelli trovata senza vita dalla badante lunedì mattina

Era nella sua casa di Ladispoli dove viveva da sola. Non è chiaro da quanto tempo, l’attrice, simbolo sexy degli anni Settanta, fosse deceduta

di Rinaldo Frignani

È morta Laura Antonelli. A trovarla senza vita nella sua casa di Ladispoli, dove da tempo si era ritirata, è stata la domestica al suo arrivo alle 8 di lunedì. Non è chiaro da quanto tempo l’attrice, che aveva 74 anni ed era nata a Pola, in Istria, oggi Croazia, era deceduta. Sul posto carabinieri e polizia. E’ stata proprio la badante a chiamare i soccorsi. Laura Antonaz, questo il suo vero nome, è stata una delle protagoniste del cinema italiano.

Lontana dai riflettori

Nella casa di Ladispoli, due camere, cucina e bagno, l’attrice si era trasferita una decina d’anni fa. «È stata trovata nella camera da pranzo - ha spiegato l’assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Usai - dalla badante, poi è arrivato il 118 che ha constatato il decesso e poi i carabinieri. L’autorità giudiziaria ha stabilito che ci sarà soltanto l’esame autoptico e non l’autopsia». La morte, anche secondo uno dei legali dell’attrice, Lorenzo Contrada, è avvenuta per infarto: «L’ultima volta che l’ho sentita» racconta Contrada, è stato alcuni mesi fa. Era serena, anche se molto provata da questi ultimi anni di giudizi, accuse, condanne e assoluzioni”. Il ricordo del legale, che l’aveva portata all’assoluzione in appello nel processo per droga e aveva ottenuto un risarcimento di oltre 100mila euro per l’iniqua durata del procedimento, è quello di una persona distante dall’icona sexy che era stata negli anni ‘70 e ‘80; che si era avvicinata alla fede e dedicava il proprio tempo alla preghiera.«Ripeteva spesso che non le interessava la vita terrena» dice il legale, «e che era certa che sarebbe stata premiata `dopo´. Non si sentiva adatta a fare alcuni tipi di film e credeva che la sua vita fosse quella di questi ultimi anni: vivere in un bilocale con poco e con la dignità di una persona che sta a casa, va a fare la spesa, va in chiesa e non frequenta nessuno. Voleva vivere nella preghiera». Una devozione che l’aveva spinta a dare in beneficenza gran parte dell’indennizzo. «Aveva una fortissima dignità e un grandissimo orgoglio» ricorda ancora Contrada, «e aveva accettato con difficoltà che fosse nominato un tutore che l’ha aiutata e seguita e le forniva quello di cui aveva bisogno per il sostentamento»

La camera ardente

La camera ardente sarà organizzata a Ladispoli venerdì 26 dalle 14.30 alle 15.30 e i funerali dalle 16 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario e saranno celebrati dall’amico sacerdote don Alberto Mazzola come espressamente chiesto dall’Antonelli.

Icona del cinema erotico

Era stata una delle icone del cinema erotico italiano degli anni Settanta e Ottanta, regina di film d’autore e della commedia sexy all’italiana, a lungo considerata una delle «bellissime quattro» dalmato-istriane insieme a Sylva Koscina, Femi Benussi, e Alida Valli. Nata il 28 novembre 1941 a Pola, allora città dell’Istria, dopo gli studi a Napoli si trasferisce a Roma con i genitori, dove insegna ginnastica, girando al tempo stesso alcune pubblicità per «Coca Cola», e diventando modella di fotoromanzi. L’esordio sul grande schermo avviene nel 1964 nella pellicola di Antonio Pietrangeli «Il magnifico cornuto», in cui interpreta però una piccolissima parte, e in «Le sedicenni» di Luigi Petrini, l’anno successivo. Qualche anno più tardi, nel 1969, le viene offerto il ruolo da protagonista per `Venere in pelliccia´ di Massimo Dallamano, ma la censura blocca il film, che uscirà solo nel 1975 con il titolo «Le malizie di Venere».

La carriera

La notorietà non tarda ad arrivare con il film «Il merlo maschio» di Pasquale Festa Campanile, dove veste i panni di Costanza Vivaldi, moglie del violoncellista Niccolò Vivaldi, interpretato da Lando Buzzanca. Famosa la scena in cui l’attrice suona nuda il violoncello durante la rappresentazione dell«Aida». E’ nel 1973, tuttavia, che l’attrice irrompe nell’immaginario erotico degli italiani con il film di Salvatore Samperi «Malizia», in cui veste i panni di una cameriera sexy. Il film le vale un Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista, e un Globo d’Oro come miglior attrice rivelazione.

Poi i film d'autore

Antonelli non gira solo commedie sexy, ma abbraccia anche il filone delle pellicole d’autore, come «Trappola per un lupo» di Claude Chabrol, al fianco dell’attore francese Jean-Paul Belmondo, che diventerà suo partner anche fuori dal set per nove turbolenti anni, durante i quali i due non si sposarono né ebbero figli. L’attrice continua poi sulla scia di film erotici girando «Mio Dio, come sono caduta in basso!» di Luigi Comencini, «Sessomatto» di Dino Risi (1973), film a episodi in cui interpreta una suora sexy, cui seguono i ruoli da protagonista in «Peccato veniale» di Samperi, e il suo primo nudo integrale nella pellicola di Giuseppe Patroni Griffi «Divina creatura» del 1975. L’anno successivo si dedica principalmente ai film d’autore, vestendo i panni di Giuliana Hermil, moglie docile di un aristocratico in «L’innocente» di Luchino Visconti, mentre nel 1977 gira «Gran bollito» di Mauro Bolognini e nel 1981 è in «Passione d’amore» di Ettore Scola.

I problemi di droga

Gira poi con Alberto Sordi «Il Malato immaginario» e «L’Avaro», entrambi di Tonino Cervi, proseguendo al tempo stesso la sua carriera nel cinema erotico in «Casta e pura» (1981), con Samperi ancora una volta dietro la macchina da presa. Gli ‘80 sono gli anni della commedia sexy all’italiana, come «Grandi magazzini» di Castellano e Pipolo, «La Venexiana», al fianco di Monica Guerritore, e del debutto in televisive, dove appare in «Gli indifferenti» (1988) e in «Disperatamente Giulia» (1989), diretta rispettivamente da Mauro Bolognini ed Enrico Maria Salerno. Tuttavia, l’ascesa nel mondo del cinema si arresta improvvisamente nel 1991, quando nella sua villa di Cerveteri viene ritrovato un quantitativo di 36 grammi di cocaina.

L'addio alle scene

Arrestata, e dopo qualche giorno di domiciliari, Antonelli viene condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti. Sarà poi assolta nel 2000 dalla Corte d’appello di Roma, con il proscioglimento di ogni accusa. Samperi, che l’aveva diretta precedentemente in Malizia, decide di chiamarla a interpretare di nuovo la sexy cameriera in `Malizia 2000´ nel seguito del 1991, ma il film non ottiene lo stesso successo del precedente e l’attrice decide di dire addio al mondo dello spettacolo.

Tratto da:

  • © Corriere della sera - http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_giugno_22/morta-laura-antonelli-trovata-senza-vita-badante-lunedi-mattina-4b4ffaba-18b5-11e5-9aa1-cadc98d103d7.shtml?refresh_ce-cp

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Created: Saturday, August 01, 2015. Last Updated: Friday, August 07, 2015
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