Laura Antonelli
Prominent Istrians



aura Antonelli, nata Laura Antonaz a Pisino (o Pola?) il 28 novembre 1941. Suo padre, Mario, era economo del Convitto Nazionale Fabio Filzi. Dopo il trattato di pace con l'Italia nel 10 febbraio 1947, la famiglia esoḍ dall'Istria e anḍ vivere in uno dei molti campi per i profughi istriani in Italia.

Esordisce nel cinema nel 1966, fa una grande carriera in pochi anni e diviene un sex symbol italiano.

attrice

nata a Pola (o Pisino?)
1941

Per la sua  l'interpretazione della sensuale domestica nel film Malizia, Antonelli vince il premio Donatello nel 1973 e nel 1974 dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (Italian National Syndicate of Film Journalists). Segui' un secondo premio Donatello per il ruolo nel film Passione d'amore (1981). 

laura antonelli Debutta nel mondo dello spettacolo dapprima in alcuni "caroselli" televisivi per la Coca-Cola, poi nel 1966 si affaccia al cinema ne Le spie vengono dal semifreddo di Mario Bava, parodia spionistica con Franchi e Ingrassia e Vincent Price. Nel '69 partecipa a La rivoluzione sessuale di Riccardo Ghione, film del filone contestatario, e ha uno dei primi ruoli da protagonista in Venere in pelliccia di Massimo Dallamano, che per motivi di censura rimane momentaneamente inedito. 

Dotata di un fisico dal seno generoso e dalle fascinose gambe, inizia a mostrare le sue grazie ne Il merlo maschio (1964) di Pasquale Festa Campanile, che anticipa temi e situazioni de La chiave, (un marito frustrato che riesce a trovare una dimensione fotografando la moglie nuda per poter suscitare l'invidia altrui), nel quale recita al fianco di Lando Buzzanca in dialetto veneto, essendo il film ambientato a Verona.

Partecipa a due film francesi, Gli amante dell'anno 2 (1971) e Trappola per un lupo (1972) di Claude Chabrol, entrambi con Jean Paul Belmondo col quale ebbe una storia sentimentale.

Laura Antonelli col findanzato  Jean-Paul Belmondo, 1979
Laura Antonelli mit ihrem Lebensgefährten Jean Paul Belmondo, 1979

Torna accanto a Buzzanca nel satirico All'onorevole piacciono le donne (1972) di Lucio Fulci, che viene sequestrato e tagliato dalla censura per via della somiglianza tra il personaggio di Buzzanca e il ministro Colombo. Nel '73 avviene per Laura l'autentico exploit, interpretando il ruolo di Angela in Malizia di Salvatore Samperi, storia di una cameriera che si trovera suo malgrado a dover soddisfare le brame di un maturo vedovo siciliano (Turi Ferro) e dei suoi due figli maschi, di cui uno adoloscente (Alessandro Momo).

La scena in cui salendo sulla scala per spolverare, mostra le splendide gambe in calze nere con la riga e giarettiera, rimane a tutt'oggi il simbolo dell'erotismo anni '70, raccontato al cinema da femmine seducenti e maschi inevitabilmente voyeur. 

Il grande successo del film (4 miliardi d'incasso all'epoca), le dà modo oltretutto di essere notata da Dino Risi che la dirige magistralmente in Sesso matto, commedia ad episodi con Giancarlo Giannini, offrendole l'opportunità di dare il meglio di sé. Divenuta ormai l'icona erotica di una generazione, torna a lavorare con Samperi e Momo in Peccato veniale (1974), altro successo della stagione, mentre esce finalmente il film di Dallamano con il titolo Le malizie di Venere e viene affiancata a Raf Vallone in Simona tratto dal romanzo di Bataille, diretto da Patrick Longchamps, la sua immagine caratterizzata da un misto di forte sensualità e candida innocenza, viene inserita in contesti dannunziani e decadentistici da tre grandi autori quali Luigi Comencini (Mio dio, come sono caduta in basso, 1974) Giuseppe Patroni Griffi, (Divina creatura, 1975) e Luchino Visconti (L'innocente, 1976, l'ultimo film dell'ormai gravemente malato Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Gabriele D'Annunzio, ma con alcune profonde modifiche, con Giancarlo Giannini).

Verso il termine del decennio, l'ideale erotico degli italiani è costellato "d'insegnanti" e "dottoresse" cosicchè l'Antonelli verrà relegata d'ora in poi principalmente in ruoli da commedia: Letti servaggi (1979), altro film ad episodi diretto da Luigi Zampa, Mi faccio la barca (1980) di Sergio Corbucci, Mia (1982) di Carlo Vanzina, Sesso e volentieri (1982) di Dino Risi, Grandi magazzini (1986) di Castellano e Pipolo, Rimini Rimini (1986) e Roba da ricchi (1987), entrambi diretti da Corbucci.

Successivamente a Casta e pura (1981), ritroverà Samperi anche nell'inutile Malizia 2000 (1991) che non solo non ripeterà minimamente il successo del film precedente, ma segnerà la sua amara e definitiva uscita dalle scene, causata dalle conseguenze di inadatte cure cosmetiche.

In seguito ci saranno crisi mistiche e tristi vicende giudiziare, solo di recente smentite; ma il pubblico a distanza di anni non dimentica la bellezza di una donna dal carattere tenace, col prepotente desiderio del successo, ma anche cattolica, timida e riservata come poche, capace di regalare sogni ed ironia con la medesima semplicità.

Graziano Marraffa


From MrSkin.com - Star bio page:

Laura was all set to be the next Sophia Loren, but sadly never really made it to her level of stardom, nor found the longevity that Loren has succeeded in securing. Nevertheless, the 1970s were a heyday for Laura, and she found herself in a string of moderately successful movies both in America and in Europe, including A Man Called Sledge, The Divine Nymph, Till Marriage Do Us Part, and Malicious. Her forte was definitely the Italian Sex Comedy, though, including such classics of the genre as Senator Likes Women, Dr. Popaul, and Dr. Goldfoot and the Sex Bombs. Needless to say, Laura has appeared in the nude more often than not, so if you can’t find something with at least a wee bit of Skin in it, then you just aren’t trying hard enough. Here’s a clue; one of her better Skin-formances was in 1969’s Le Malize di Venere. There, now you have a start…


Biography from Leonard Maltin's Movie Encyclopedia:

She had the face of an angel and the body of a ... well, you know the rest. And that was precisely Antonelli's appeal during her heyday in the 1970s, when the screen had liberalized its portrayal of sexual morès. The voluptuous brunette might have been another Bardot; unfortunately a string of fairly unmemorable pictures and a lack of Bardot's je ne sais quoi kept her from advancing beyond sex-symbol status. Her most popular pictures stateside include The Divine Nymph (1971), Till Marriage Do Us Part, Malicious (both 1974), The Innocent (1978, one of her best, the last film of director Luchino Visconti), and Wifemistress (1977). Last seen here opposite Tony Musante in 1989's Collector's Item Antonelli was once linked romatically with French star Jean-Paul Belmondo.

Copyright (English text only) ©1994 Leonard Maltin, used by arrangement with Signet, a division of Penguin Putnam, Inc. 

Bibliography

Vedete anche:


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This page compliments of Michael Plass and Marisa Ciceran

Created: Wednesday, January 20, 1999. Last Updated: Friday, August 07, 2015
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