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Massimo Dallamano (director, under the name Max Dillman); Inge Hilger and Fabio Massimo (writers); Gianfranco Reverberi (musical score); Sergio d'Offizi (photography); with Regis Vallee (Rex Duval?), Renate Kasche[m], Mady Rahl, Werner Pochath, Ewing Loren, Werner Pochath, Mady Rahl, Wolf Ackva, and Peter Heeg. A beautiful film best know for its gorgeous photography and fine score. Loosely based on the book by Leopold von Sacher-Masoch. This movie follows the erotic passions of Severin who craves physical and emotional abuse at the hands of a beautiful woman. He begins by watching the beautiful Wanda displaying her semi-naked body wrapped in animal furs. His fetish is to watch her with other men, while he pretends to be her chauffeur. To Severin's delight, these transgressions are quickly punished by some very severe whippings by the cruel Wanda. ***
Not simply a lurid tale of sexual perversion, nor a Victorian fantasy of antique decadence, Venus in Furs is a passionate and powerful portrayal of one man's struggle to enlighten and instruct himself and his world in the realm of desire. Influential on Freud, Thomas Mann, and Arthur Schnitzler, Venus in Furs is a classic statement on sexual submission and control. ***
*** Apprendendo dalla stampa le recenti meste esternazioni di Laura Antonaz ("Laura Antonelli non esiste piu'...") a fare da malinconica coda a una serie di pesanti traversie giudiziarie ed umane non si puo' non provare un moto di comprensione e di solidarieta' per un cosi' profondo travaglio fisico e psichico. Non e' pero' possibile con poche definitive ancorche' commoventi affermazioni cancellare i chilometri e chilometri di pellicola che, nel corso degli anni '70 specialmente, hanno forgiato nell'immaginario di un'intera generazione di spettatori un ideale erotico femminile che sfiora l'archetipo. Cosi', a rischio di scontentare la signora Antonaz, Capitan Trash ha deciso di ricordare Laura Antonelli attrice con affetto e profonda stima proponendo un poco noto ma interessante film che la vede protagonista agli inizi della carriera.
Nonostante cio' l'indubbia perizia di Dallamano (compianto eroe del "B" italiano che qui si firma Max Dillmann) e la presenza di una giovanissima e insolitamente bionda Laura Antonelli rendono il film tuttora degno di attenzione. La storia e' presa a prestito dal celebre romanzo "proibito" Venere in pelliccia di Leopold Masoch e, trasposta all'oggi degli anni '60, narra del rapporto di sudditanza psichica e sessuale che lega un ricco e annoiato nullafacente all'amante ninfomane e dominatrice.
Il regista tratta la perversa e drammatica storia d'amore con i tempi ed i modi del giallo argentiano, creando un curioso stridore (piacevolmente trash) tra le inquadrature vorticose ed elaborate e i dialoghi penosi di una sceneggiatura degna dei fotoromanzi piu' beceri. La Eden Edozioni, vera e propria Primula Rossa dell'Home Video non si smentisce nemmeno stavolta bruciando l'uscita di questo Le malizie di Venere con un'unica fugace apparizione nelle edicole; piuttosto irritante e' inoltre il tentativo di spacciare questo film per il ben piu' noto Malizia utilizzando una foto tratta da quest'ultimo per la copertina ed evidenziando fuor di misura la parola "malizia" rispetto al resto del titolo. *** Dal romanzo (1870) di Leopold von Sacher-Masoch. Schiavo d'amore della dissoluta e crudele Wanda (L. Antonelli), il giovane e ricco tedesco Xavier (R. Duval, alias Régis Vallée) si addossa la colpa di un omicidio da lei commesso durante un'orgia, ma viene scagionato da una delle due cameriere presenti al delitto. Dopo averla cercata attraverso mezza Europa, Xavier rintraccia Wanda e la uccide. Realizzato in Germania, uscì in Italia nel 1973 come Venere nuda e fu subito sequestrato. Fu rieditato con insuccesso nel 1975 senza le scene più spinte, con l'aggiunta di nuove sequenze di ambiente giudiziario girate in Italia cui parteciparono Paul Muller, Giacomo Furia, Venantino Venantini. Antonelli "meravigliosamente fuori parte" (Marcello Garofalo) in un rozzo film indifendibile, diretto da Massimo Dallamano (1917-76), direttore della fotografia di qualche merito che, come regista, firmandosi talvolta Max Dillman o Jack Delmas, è responsabile di altri 10 film. I lettori di Gilles Deleuze possono confrontarlo con Masoch (1980) di F. Brogi Taviani. *** Review of a German film made of the same novel: Severin von Kusiemski est l'esclave. Wanda von Dunajew, nue sous son manteau de fourrure, est la maîtresse. Entre eux, un contrat, établissant les bases d'une relation sado-masochiste des plus classiques. En apparence seulement, car un paradoxe s'est glissé dans leur situation. Severin von Kusiemski croit passionnément en son état de masochiste. Wanda von Dunajew agit plus par amour que par conviction sadique. Ce film est une libre adaptation de la célèbre nouvelle de l'écrivain autrichien Leopold von Sacher Masoch, écrite en 1869, "La Venus à la Fourrure", qui est au masochisme ce que les écrits de Sade sont au sadisme. Note: *Leopold von Sacher-Masoch (1836-95), professeur d'Histoire à l'université de Lemberg, auteur de nombreux romans, contes et essais, dont en 1869 son roman le plus connu "la Venus à la fourrure". Il a passé les dix dernières années de sa vie en psychiatrie. Source:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Friday, March 22,
2002; Last Updated: Saturday, March 01, 2008
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