Silvano Barich / Baresi
Istriani Illustri



ilvano Barich (poi italianizzato in Baresi) nasce a Castelnuovo d’Istria (oggi Podgrad – Croazia) il 18 maggio 1884. 

Da giovane si trasferisce con la famiglia a Gorizia. Dal 1896 frequenta la Ober-Realschule, diplomandosi nel 1903.

architetto

nato a Castelnuovo d'Istria
1884

Nonostante le ristrettezze economiche, dovute alla prematura morte del padre, dopo gli studi superiori si iscrive alla “Hochbauschule” (facoltà di architettura) presso il Politecnico di Vienna.

Nella capitale austriaca studia sotto la guida di Max Fabiani, con cui successivamente collabora a Gorizia. In un ambiente inneggiante ad una architettura moderna, così come teorizzata da Otto Wagner nel suo “Moderne Architektur”, e con uno studio scrupoloso delle tecniche costruttive e degli stili classici, così come venivano proposti al Politecnico, Barich si laurea a pieni voti nel 1908. 

Tornato a Gorizia, nel luglio dello stesso anno, viene assunto come ingegnere nell’Ufficio Edile Municipale. Appena accettato l’incarico gli viene affidata la progettazione della scuola Pitteri. L’elaborato, datato settembre 1908, è il primo firmato dal giovane architetto.

Al 1909 risale il progetto per l’abitazione del marchese Giusto Obizzi, in via Rismondo 3. 

Nel 1910 Barich si trasferisce a Grado dove nell’immediato anteguerra lavora come ingegnere comunale. 

Nello stesso anno viene chiamato dai frati francescani della vicina isola di Barbana per progettare il nuovo santuario, il primo progetto è infatti del 1910.

Stabilimento balneari

Grado offre al giovane architetto la possibilità di lavorare con maggior libertà espressiva e di frequentare un ambiente artistico-culturale simile a quello conosciuto durante gli studi viennesi. Barich concepisce, nell’anteguerra, i progetti per gli stabilimenti balneari e per il casinò di cura, commissionati dal Curatorio per l’amministrazione degli stabilimenti balneari, e, per committenti privati, il caffè Riviera, la pensione Esplanade, il caffè Bellevue, la villa Fumolo (via Carducci angolo via Colombo – demolita negli anni ‘90), la villa Barich (via Carducci 7), la villa Reale (viale Alighieri angolo via Colombo) e la villa Zipser. Alcuni di questi elaborati rimarranno sulla carta perché troppo costosi o perché costretti a confrontarsi con altri di architetti più affermati. 

Quando l’Italia entra in guerra, Silvano fugge in barca da Grado a Venezia per arruolarsi nell’esercito italiano. Dopo Caporetto, per eludere la sorveglianza austriaca, è costretto a trasferirsi, per un breve periodo, a Milano. Nel 1919 torna a Grado e progetta il mai realizzato ristorante per il medico polacco Oransz. 

Agli inizi degli anni venti Barich fa ritorno a Gorizia, città devastata nelle varie fasi del conflitto, dove l’iniziata attività di ricostruzione offre molte opportunità di lavoro.

Il secondo decennio del secolo è sicuramente quello più intenso per l’attività lavorativa dell’architetto. Sono di questi anni i progetti per la casa Pecile (viale XX Settembre 47), la villa Codermaz (via Angiolina angolo via Pitteri), la casa Bader (via del Seminario 18-26) e le abitazioni lungo il corso e le vie parallele: casa Bisiach (corso Italia 215), casa Comel (via Manzoni 13), casa Villani (corso Italia 148-156) e, sull’angolo corso Verdi - via Diaz (allora via Alvarez), casa Eredi Lenassi.

Casa per la famiglia Villani - Gorizia 1923

Nel 1922 Barich partecipa al concorso per la ricostruzione del duomo di Monfalcone. Il progetto si distingue per maestosità ed imponenza, caratteristiche presenti anche negli elaborati per l’ossario sul colle della Castagnavizza, anch’esso non realizzato. 

Dal 1922 al 1924 Barich riprende il progetto per il santuario di Barbana completando la parte posteriore della chiesa. 

Santuario di Montesanto

Dal 1924 al 1927 si dedica alla ricostruzione del santuario di Montesanto (la Basilica di Monte Santo) e del convento annesso, che erano andati completamente distrutti nel corso della guerra. 

Dal 1923 al 1928 Barich ottiene due diversi incarichi per la progettazione di edifici pubblici: il municipio di Cervignano e la ricostruzione dell’ospedale psichiatrico di Gorizia. 

Durante i lavori per il manicomio, Barich viene sollecitato a italianizzare il suo cognome in Baresi, con il quale sarà successivamente indicato dagli storici locali.

Del 1927 sono i progetti per le chiese di San Giuseppe Artigiano a Dolegna del Collio, di Sant’Andrea a Mossa e la ricostruzione di quella dei Santi Vito e Modesto a Gorizia. La chiesa parrocchiale di San Giuseppe (di cui non si conosce l’anno di erezione), è situata nella piazza di Dolegna del Collio, un piccolo comuni di meno di 600 abitanti. 

Non si conosce l’anno di erezione della Chiesa parrocchiale di S. Giuseppe situata sulla piazza di Dolegna: si sa però che nel Settecento esisteva in forma di piccola cappella. Ridotta in pessime condizioni, proprio quando ci si apprestava al restauro scoppiò la prima guerra mondiale e l’edificio venne prima occupato dalle truppe, poi servì da prigione quando a Dolegna venne instaurato il Tribunale Militare. Per le funzione religiose venne intanto costruita una chiesa - baracca. 

Dopo la guerra, nel 1927, fu distrutta la vecchia chiesa (e con essa andarono distrutte le decorazioni di Giacomo Meneghini, il popolare "Jacun pitôr", l’unico degli artisti naïf del Friuli, vissuto tra Otto e Novecento, e perduti anche gli affreschi del popolare pittore, nativo di Nimis, Jacun Pitor, che decoravano la costruzione settecentesca, alla quale era stata aggiunta una navata attorno al 1840. ). Subito dopo fu costruita la nuova chiesa, su progetto dell’architetto Silvano Baresi: un edificio ad aula, con facciata estremamente semplice, accanto alla quale veleggia che già apparteneva al precedente edifio e fu conservato. In seguito la chiesa è stata decorata da Tiburzio Donadon (1940) ed arricchita con stendardi e via Crucis di Delneri (ca. 1930) e con statue lignee valgardenesi. A Mernico Chiesetta

Silvano progettò anche il il municipio di Cervignano. [Cfr.: Dam. I, 166-169; R. Carruba, S.B.e due progetti non realizzati, SG luglio-dicembre 1997.] e il Santuario nell'isola di Barbana (1924). Il Santuario è dedicato alla Madonna che la leggenda dice fu costruito addirittura nel 582, quando - sconvolta Grado da una mareggiata che tutto aveva distrutto - si vide galleggiare nell'acqua una statua della Madonna che andò a posarsi nell'isola di Barbana.

La costruzione è neoromanica, con facciata a capanna a tre campate all'interno; gli affreschi del presbiterio sono di Tiburzio Donadon, mentre l'altare della Madonna è opera degli scultori veneti Giovanni Battista Viviani e Marino Groppelli (secolo XVIII, bello il bassorilievo nel paliotto). La venerata statua della Madonna in legno dipinto risale alla fine del secolo XV (scuola friulana). Interessanti gli ex voto di cui il Santuario possiede una ricca collezione: rappresentano per lo più il ringraziamento di gente di mare che attribuisce alla Madonna di Barbana miracolosi salvataggi, ma riguardano anche il voto fatto da molti paesi del Friuli salvati dalla peste. In sagrestia, bell'antependio secentesco con impressioni in oro e, sopra la porta, bassorilievo dell'XI secolo con una scena interpretata come la parabola del fico sterile.

Ospedale psichiatrico, Gorizia

È importante ricordare che dal 1922 al 1927, quindi negli anni più intensi della sua carriera, nel suo studio conducono l’apprendistato gli architetti Umberto Cuzzi e Giuseppe Gyra. Con i suoi allievi partecipa alla Mostra Internazionale di Edilizia, allestita a Torino dal maggio al giugno 1926, ottenendo un diploma di benemerenza.

Del 1930 e del 1931 sono le sue due ultime opere goriziane, la casa per i coniugi Colotti all’angolo fra via Carducci e via del Seminario e l’asilo per l’infanzia “Duchessa Anna d’Aosta” in via Vittorio Veneto. 

Nei primi anni cinquanta, dopo un lungo periodo di inattività, viene incaricato della riedificazione dell’Ospizio Marino di Grado. Il nuovo edificio, completato nel maggio del 1955, è l’ultima opera realizzata dall’architetto.

Silvano Barich muore a Grado il 1° febbraio 1958.

Addendum:

3 agosto 1950 - Silvano Baresi su Politica sociale, nell'articolo "Appunti sulla questione del territorio di Trieste", avanza l'ipotesi del pericolo di una "oreizzazione" del problema. [Source: Cipriani -  http://www.fondazionecipriani.it/Kronologia/prova.php?DAANNO=1950&AANNO=1951]

Nel VIII Governo De Gasperi (16 luglio 1953 - 28 luglio 1953), Silvano Baresi era uno di tre sottosegretari della Difesa.

Tratto da:

  • Ordine degli Architetti, Paanificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Gorizia - Silvano Barich (cenni biografici e opere dell'architetto laureato al Politecnico di Vienna di Cristina Baresi e Giuseppe Zera) - http://www.architetti.gorizia.it/itstories/story$num=106&sec=1&data=stories
  • Dizionario Biografico Friulano - http://www.friul.net/dizionario_biografico/index.php?id=217&x=1 (Silvano Barich) and http://millennium.xnet.it/dizionario_friulano/diz_b.html
  • Dolegna del Collio - Chiese di S. Giuseppe - http://www.natisone.it/ascoltato/ascoltato128.htm
  • Ciao Friuli - Dolegna del Ciollo - http://www.ciaofriuli.net/turismo/castelli/gorizia/trussio.htm#d
  • Grado - Santuario dell'isola di Barbano - http://www.hotelfranz.it/grao_00.htm
  • I governi dal 1946 ad oggi - VIII governo de Gasperi - http://www.deputatids.it/Almanacco/Governi/8DeGasperi.htm
  • Storia di Dolegna - http://www.regionefvg.com/cittaepaesi/GO/dolegna/dolegna%20storia.htm

Main Menu


The page compliments of Marisa Ciceran

Created: Saturday, April 05, 2003, Updated Sunday, October 21, 2012
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA