Umberto Cuzzi
Istriani Illustri



Umberto Cuzzi nato a Parenzo (oggi Poreč) , il 6 gennaio 1891, formatosi adolescente presso lo Staatsgymnasium di Gorizia e il Ginnasio Reale Provinciale di Pisino, e prosegui negli studi di architettura presso la Technische Hochschule (Politecnico) di Vienna, ma li interruppe. A seguito della "grande guerra" Cuzzi si trasferì a Torino dove, ripresi gli studi, si laureò in Architettura al Politecnico di Torino nel 1921.

architetto

nato a Parenzo
1891

Le prime esperienze professionali furono svolte presso lo studio dell'architetto Barich, anche lui considerato "goriziano" ma nato in Istria (a Castelnuovo, oggi Podgrad), allievo di Fischer e seguace della Secessione vienrièse.

Nelle città di Torino e Gorizia si é svolta, prevalentemente, l'attività professionale e culturale dell'architetto. 

Nel 1925 vinse il concorso per lo stabilimento Bagni di Grado e due anni dopo si trasferì definitivamente a Torino. Qui partecipò attivamente al gruppo culturale "La Saliera", cenacolo di avanguardia al quale fecero riferimento, in momenti diversi, Giuseppe Pagano, Ettore Sottsass, Gino Levi Montalcini, Alberto Sartoris, Luigi Spazzapan, Carlo Mollino e altri. Nei primi anni si dedicò frequentemente, talvolta in collaborazione con Gyra, a temi di architettura minore, quali pensiline e distributori di benzina. Nel 1927 affrontò la prima opera impegnativa: l'O.H.B. di Gorizia, costruita sui resti di un palazzo preesistente. Dal 1928 partecipò alle grandi mostre di architettura a carattere nazionale e regionale. Nel 1929 vinse il concorso per la costruzione del quartiere I.A.C.P. "Vittorio Veneto" a Torino (via Sospello) , nel 1930, in collaborazione con Chessa e Turina, realizzò l'allestimento dela Sala 130 alla IV Triennale di Monza e nello stesso anno costituì ufficialmente il M.I.A.R. (Movimento Italiano Architettura Razionale) torinese. Nel gruppo dei "Torinesi", partecipò alla Prima e alla Seconda Esposizione italiana di architettura razionale (Roma 1928 - Roma 1931) con diversi progetti tra i quali La Casa del Balilla (O.N.B.) di Gorizia [vedi di sotto]. Nel 1931 con il M.I.A.R. presentò un progetto per la ricostruzione della nuova via Roma a Torino, non realizzato ma destinato a suscitare interesse a livello locale e nazionale.

Nel 1932-1933 progetta le sue due opere torinesi forse più celebri: il Mercato Ortofrutticolo (via Giordano Bruno 181) e il Palazzo di Esposizione dell'Ente Nazionale della Moda (corso Massimo d'Azeglio 15), completamente rivisto successivamente fino all'intervento del 1950 di Pier Luigi Nervi.

Nel 1934 partecipò, con Levi Montalcini e Pifferi, al concorso per il palazzo Littorio a Roma.

Di particolare rilievo, nel dopoguerra, la partecipazione, in collaborazione con Bardelli, al progetto del Centro di Produzione RAI -TV di Torino (1966), sito in via Verdi 14-16.

Ha esercitato l'attività professionale fino alla morte, avvenuta a Torino il 6 marzo 1973. Lui é stato l'architetto "goriziano" che in modo distinto ha introdotto, attraverso le sue numerose realizzazioni, l'architettura razionale nella città.

Profilo a cura di Carla Bartolozzi [modificato]


ProgettiI

La Casa del Balilla, Opera Nazionale Balilla (O.N.B.)

Patrocinio del Comune di Gorizia (1927), questo progetto rappresenta una concreta testimonianza della politica sociale e dei provvedimenti per la gioventù promulgati dal regime fascista. Fu realiizzato nel 1928-29.

L'edificio dell'O.N.B. viene realizzato sul sedime della Villa Ritter, gravemente danneggiata nel corso degli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale (1914 -18) e successivamente demolita. La disposizione dei corpi di fabbrica ripropone la configurazione planimetrica a corte della preesistente Villa Ritter, della quale utilizza, in parte, le strutture di fondazione.

Le funzioni presenti nell'edificio erano organizzate "per modo che nella sua esteriorità il fabbricato rivela gli scopi per i quali i singoli locali sono destinati". L'alternata altimetria dei distinti volumi edilizi, la palestra- teatro, il corpo aule, la grande sala di riunione e il corpo degli uffici, consente di leggerne dall'esterno l'ubicazione.

Il volume semicilindrico posto all'angolo principale dell'edificio esprime, in senso plastico figurato, il movimento dinamico di cerniera delle volumetrie ad esso raccordate. Per contro, l'ingresso alla palestra-teatro appare composto e statico, in relazione alla frontalità dell'affaccio sulla strada.

Nelle facciate dell'edifico, opera prima dell'architetto Cuzzi, si osserva la permanenza di elementi compositivi classicheggianti, di derivazione accademica; ma prevale su tutto la nitida composizione razionale "fatta di masse, piani, equilibri semplici, senza ostentazione di dettagli".

Case IACP e case popolari

Quartiere 16 "Vittorio Veneto", via Sospello, 161 - Torino (TO)

Per garantire un tetto anche ai meno abbienti fu fondata nel 1863 la "Società delle Case Operaie", che confluì nel 1907 nell’Istituto per le Case popolari". Prima del 1915 erano stati realizzati a Torino 8 complessi edilizi; l'attività sempre più intensa fra le due guerre proseguì con nuovo slancio nella ricostruzione postbellica, integrata dalle "Case Economiche Municipali". Inizialmente le aree erano fornite gratuitamente dal Comune oltre la cinta daziaria, in aperta campagna. Poi, sempre più esterne, distribuite senza una logica pianificatoria generale, divennero traino all'urbanizzazione delle periferie. Molto qualificata fu la qualità edilizia dei blocchi di appartamenti, omogenei (alloggi minimi di 1-2 camere), con verde comune all'interno, ma in aree prive di quei servizi che altrove erano componente costante dei nuovi quartieri. Si discosta in questo il 16° quartiere IACP "Vittorio Veneto", realizzato negli anni 1928-30 su progetto di Umberto Cuzzi, a più blocchi articolati ma continui, dotato all'interno dei servizi primari (cappella, nido ' lavatoi, bagni, negozi, piscina). 

Tratto da:

  • http://www.to.archiworld.it/albo/cuzzi.pdf
  • http://www.go.archiworld.it/arch_firmata.html
  • http://www.lastampa-nordovest.it/ingita/vis_luogo.asp?ID=139

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Created: Saturday, May 24, 2003, Updated Tuesday, March 11, 2008
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