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pittore nato a Pirano |
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Alla morte del padre nel 1826 si
trasferì con la madre e i fratelli a Capodistria. Qui compì i primi
studi che proseguirono a Trieste a partire dal 1833 dove la necessità lo
obbligò ad adattarsi a un modesto
impiego in una casa di commercio. Fin da giovane ebbe la fortuna di incontrare personaggi molto influenti a cui presentò i suoi schizzi. L'apprezzamento dello scultore veneziano Pietro Zandomeneghi e l'interessamento di Pietro Kandler gli consentirono di frequentare, con una borsa di studio a spese del Municipio di Trieste, l'Accademia di Belle Arti di Venezia (1842-1847), allievo di Ludovico Lipparini, Odorico Politi, e Michelangelo Grigoletti. Risalgono a quel periodo le prime commissioni da parte del principe Federico Lichtenstein e dell'arciduca Giovanni d'Austria.
In occasione della visita a Trieste, nel 1844, dell'Imperatore d'Austria Ferdinando I venne prescelto per riprendere dal vero alcuni momenti significativi per l'Album del Lloyd Austriaco, in cui sono di sua invenzione nove delle complessive sedici vedute litografiche. Al termine degli studi accompagnò il barone ungherese Ludovico Luigi Reszan, suo protettore in un viaggio a Vienna e Monaco di Baviera, dove venne presentato a Johann Friedrich Overbeck. Dopo un breve soggiorno a Parigi, si stabilì a Bruxelles nel 1848, dove abitava il fratello Eugenio. Vi risiederà, a parte alcuni viaggi, in particolare a Firenze, Roma e Trieste, fino alla morte, conservando tuttavia profondi legami con la terra natale. A Bruxelles ebbe modo di frequentare lo studio del noto pittore di soggetti storici Louis Gallait. In questa città conobbe largo successo e fama. Operò per l'intera seconda metà dell'800 in questo Paese dove ebbe grande riscontro, ma non dimenticò l'ambiente triestino a cui era riconoscente per avergli consentito di effettuare gli studi accademici. La piena affermazione in tale genere è tuttora attestata in particolare dalle grandi composizioni eseguite fra il 1852 e il 1877 per istituzioni e dimore triestine di insigni personaggi, la Comunità greco-orientale, il barone Pasquale Revoltella, l'arciduca Massimiliano d'Austria (immortalato nei dipinti per il Castello di Miramare come imperatore del Messico in vari episodi della storica vicenda conclusasi tragicamente), il Municipio di Trieste, che gli richiese l'enorme tela (cm. 258 x 450) con l'allegoria delle fortune economiche della città collocata nella sala consiliare del nuovo palazzo. Fra le prime commissioni che gli venero affidate ci sono quelle della Comunità greco-ortodossa della Chiesa di San Nicolò a Trieste sulla riva vicino Palazzo Carciotti. Per la chiesa eseguì due grandi tele nel 1852 e nel '54, S. Giovanni che predica nel deserto e il dipinto Cristo e i pargoli. |
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Eseguiti tra il 1855 e il 1856 per conto del Barone Pasquale Revoltella, che ora si trovano presso il Civico Museo Revoltella, sono due dipinti che rappresentano gli episodi più importanti della storia di Trieste: La dedizione di Trieste all'Austria nel 1382 e La proclamazione del Porto Franco nel 1719, conosciuto anche come l'Orologio solare.
Il secondo dipinto, molto pregevole, venne eseguito in occasione di una prevista visita dell'Arciduca Masssimiliano nel suo prestigioso palazzo. Rievoca l'arrivo a Trieste del patrizio triestino Casimiro Donadoni: egli annuncia la promulagazione dell'editto di Carlo VI riguardo il Porto Franco di Trieste (primavera 1719). Per un lungo periodo questo quadro si trovava nello Studio del Sindaco nel palazzo Municipale. Dal matrimonio con la belga Caroline Van der Elst (1856) nacquero due figlie: Eva (compositrice di operette e opere buffe) e Aline. Socio del «Cercle artistique et littéraire» di Bruxelles dal 1849, ricevette la medaglia d'oro all'Esposizione Generale delle Belle Arti di Bruxelles nel 1857 per Gli esuli milanesi accolti a Brescia dopo la distruzione della loro città nel 1162 da parte di Federico Barbarossa. |
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Alla corte di Massimiliano d'Austria
L'arciduca Massimiliano d'Austria, dopo aver ammirato le opere di Dell'Acqua acquistate dagli amici Revoltella e Bottacin, prese contatti con il pittore quando si recò a Bruxelles per sposare la principessa Carlotta del Belgio. L'arciduca affidò a Dell'Acqua l'esecuzione di una serie di quadri conservati ora nella sala storica del Castello di Miramare a Trieste. Le prime due tele furono realizzate a Bruxelles tra il 1857 e il '58. Le altre tele furono commissionate in seguito. Le ultime due tele furono portate a termine dopo la morte di Massimiliano nel 1867 e inviate ugualmente a Miramare. Dell'Acqua, convocato da Massimiliano d'Austria già nel luglio 1857 per riprendere la propria cerimonia di nozze con Carlotta del Belgio, fu coinvolto nell'esecuzione di una serie di dipinti per una sala del Castello di Miramare già progettata da tempo dall'arciduca. La sala doveva rievocare eventi storicamente memorabili avvenuti nella località di Miramare, sul promontorio di Grignano. A tale scopo, lo storico triestino Pietro Kandler fu incaricato di ricostruire la storia del sito dall'antichità. Dopo aver scelto i soggetti, egli fornì al pittore le indicazioni storiche per consentirgli di predisporre i primi bozzetti da sottoporre all'arciduca e ideò le epigrafi in latino poi intagliate nelle cornici di ciascun dipinto della sala. In occasione del suo matrimonio, Massimiliano commissionò a Bruxelles i primi due dipinti al Dell'Acqua, l'uno riferibile ad un fatto storico documentato legato all'imperatore Leopoldo, l'altro a una rievocazione d'età romana che vide protagonista Livia, la moglie di Augusto. Dopo la consegna del secondo dipinto avvenuta nel 1858, non si registrarono altri incarichi. Di conseguenza le commissioni delle altre tele furono ordinate in seguito. Nel 1863, in occasione della proclamazione a imperatore del Messico, Massimiliano chiamò il pittore Dell'Acqua che da Bruxelles giunse a Miramare per raffigurare la Deputazione messicana giunta al castello per incoronare l'arciduca. Massimiliano desiderò completare il ciclo pittorico della sala. Nel 1864 l'elenco delle opere da eseguire fu completato. Le tele dovevano raffigurare l'arrivo dell'imperatrice Elisabetta a Miramare dopo la fuga a Madeira nel 1861, la partenza di Carlotta e Massimiliano per il Messico, l'apoteosi di Massimiliano da collocarsi nel soffitto e, infine, il passaggio della nave degli Argonauti, primo soggetto in ordine cronologico nel programma iconografico ideato per la sala. Quest'ultimo dipinto giunse a destinazione nel 1868. La collocazione delle tele alle pareti rispecchiò la sistemazione voluta da Massimiliano che era tragicamente scomparso già l'anno precedente. |
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Le opere del Belgio Già tuttavia dall'inizio degli anni '70 si può osservare la tendenza a staccarsi dal più tipico quadro storico. Nacquero allora spettacolari e festosi cicli decorativi, per lo più perduti o dispersi, eseguiti per illustri famiglie di Bruxelles (Errera 1870, Van Wambecke 1873, Van der Elst 1882, Du Pré e Rey 1883), di Anversa (David 1876, André 1882), nonché per il conte di Fiandra (Château des Amerois 1877).
Versatile e prolifico, Dell'Acqua alternò la pittura a olio all'acquerello con pari successo durante tutta la sua carriera e usò il disegno per studi accademici di composizione, appunti dal vero, e non di rado negli acquerelli per esaltare valori di «linea funzionale», espressiva del movimento. Figurò fra i soci fondatori della «Société belge des aquarellistes» nel 1856 (elevata a « Société royale » nel 1870) di cui facevano parte anche artisti stranieri di grande talento come Willem Roelofs e Laurens Alma-Tadema. Taluni suoi acquerelli presentati al Salon inaugurale e ai successivi entrarono a far parte della «Collection Royale» della Casa regnante belga. Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo nel 1863 (e più tardi Ufficiale), nonché Ufficiale dell'Ordine della Guadalupe (insignito da Massimiliano d'Austria), Cesare Dell'Acqua raggiunse l'apice della carriera sul piano internazionale con la partecipazione all'Esposizione Universale di Vienna nel 1873 (Dalila - vedi sotto) e all'Esposizione Internazionale di Londra nel 1874. Numerosi acquerelli denotano l'attrazione, quasi affettiva, esercitata su Dell'Acqua dal mondo del circo e i suoi animali. Altri fanno capo alla sfera dei ricordi di gioventù, in particolare i pittoreschi personaggi in costume orientale che aveva avuto modo di osservare a Trieste. A tal proposito è utile sottolineare che il cosmopolitismo dell'allora florido emporio dell'Impero austriaco costituì la fonte primaria d'ispirazione, sia per gli acquerelli che per i dipinti a olio, del filone esotico di Dell'Acqua. Esso prese l'avvio da appunti dal vero, trovò linfa duratura negli indelebili ricordi della terra natale e si concesse di tanto in tanto, probabilmente su sollecitazione dei gusti dell'epoca, «digressioni» di impronta più marcatamente orientalistica con predilezione per la figura femminile. |
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Grazie alla fama raggiunta in Belgio, già nel 1875 su commissione del Consiglio Comunale di Trieste dell'epoca, il Dell'Acqua realizzò appositamente una grande tela per la Sala del Consiglio del Palazzo Municipale. L'opera intitolata Prosperità commerciale di Trieste fu portata a termine nel 1877 e fu firmata Caesar Dell'Acqua civis tergestinum.
Il grande quadro allegorico è posto sulla parete retrostante i banchi della Giunta Comunale cittadina. Adorna la sala maggiore dell'appena eretto nuovo palazzo della città. L'opera dell'artista piranese rappresenta una testimonianza della storia di Trieste e di quella prosperità che fu di quella città. Alla Mostra storica dell'arte belga 1830-1880 è presente con due oli e quattro acquerelli. Espone anche negli Stati Uniti (Filadelfia - 1882, Chicago 189 3) e in Australia (Port Adelaide -1887 e Melbourne - 1888). Alle grandi mostre internazionali figura generalmente nella sezione belga, ma gli capita anche di essere ospitato nell'austriaca (Anversa - 1885) e nell'italiana (Bruxelles - 1897). Tra il 1879 e il 1881 il pittore ricevette un'altra commissione triestina: l'amico Leopoldo Vianello richiese una serie di tele per la sua villa che esaltassero il genio italiano. Negli ultimi due decenni del secolo realizzò quadretti di genere di tradizione fiamminga e in parallelo continuò l'attività di illustratore. L'unico ciclo superstite, I trionfi delle arti e della scienza in Italia (sei tele, 1879-1882), che decorava la villa triestina di Leopoldo Vianello, è attualmente smembrato tra collezioni pubbliche e private. Tra i riconoscimenti pervenutigli dall'Italia si segnalano l'invito da parte degli Uffizi di Firenze di inviarvi un autoritratto per l'annessa galleria dei pittori celebri (1874) e la nomina a membro del Comitato di patrocinio della Prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia (1895). Nell'ultima parte della sua vita dipinse numerosi quadri di genere aneddotico ispirati alla sfera degli affetti familiari. Svolse anche un'attività di illustratore, fra l'altro mettendo in risalto personaggi tipici italiani per accompagnare impressioni di viaggio (L.Solvay, Au pays des orangers, Bruxelles 1882), e creando scenette di atmosfera fiamminga per rallegrare libri di fiabe (E. Leclercq, Contes vraisemblables pour les enfants, Bruxelles 1893). Cesare Dell'Acqua si spense nella sua casa di Bruxelles (Comune di Ixelles) il 16 febbraio 1905. Nello stesso anno, il Cercle artistique et littéraire di Bruxelles gli dedicò un'imponente retrospettiva. |
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Nel 2005, in occasione del 250ennale della Camera di Commercio di Trieste, è stata allestita una mostra dal titolo "Esotismo e mondanità", allo scopo di rendere omaggio al pittore istriano Cesare Dell'Acqua, a cento anni dalla sua scomparsa. La grande esposizione organizzata dall'ente camerale con il patrocinio del Comune di Trieste e con il contributo della Fondazione CRTrieste rappresentò uno degli eventi di maggior rilievo e di richiamo internazionale dell'estate 2005; ben 63 le opere esposte, provenienti in buona parte da collezione straniere, sia pubbliche che private. La mostra, curata da Flavio Tossi, studioso di Dell'Acqua, con il coordinamento scientifico di Franco Firmiani, ha avuto luogo nella prestigiosa Sala del Ridotto del Teatro Verdi. Dipinti di Cesare Dell'Acqua sono conservati nei musei di Anversa, Bruxelles, Ixelles, Ostenda, Spa, Greenwich (Londra), Amsterdam, Firenze, Padova, Capodistria e Atene,. al Provinciaal Hof di Bruges, nella «Collection Royale» della Casa regnante belga, nonché in numerose collezioni private in Europa e oltreatlantico.Ci sono anche numerose opere conservate a Trieste nel Civico Museo Revoltella, nel Palazzo Municipale, nella Chiesa di S. Nicolò dei Greci e nel Castello di Miramare che sono più conosciute a noi anche per la vicinanza fisica e per lo splendore che raffigurano momenti di vita dei regnanti austro-ungarici, scene storiche e araldiche assai curate nei particolari e densamente popolate di personaggi. La sua però non fu fredda illustrazione iconografica e seppe imporsi anche per la bellezza del colore e la finezza dell'esecuzione. |
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Le opere sono oggi pagate in misure cospicue e si rintracciano nelle battute d'asta ad Hong Kong, Milano, New York, Londra, Parigi e naturalmente Bruxelles, dove i suoi lavori, riemergono in continuità. Pur essendo la maggior parte delle opere di Dell'Acqua catalogate, le apparizioni nelle aste riservano talvolta piacevoli sorprese, o perchè rivelano vere scoperte, o perchè permettono di completare la documentazione di opere di cui si conosce l'esistenza ma non si ha l'illustrazione. Numerose opere dell'artista sono andare perdute o comunque non sono reperibili. E' il caso anche dell'aquerello "Giovane donna in costume orientale che gioca con due scimmiette" che, come risulta dagli scritti dello stesso Dell'Acqua, fu da lui donato alla città di Pirano in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Tartìni (1892). L'ultima novità riguarda la sua casa natia a Pirano (in vìa Vidali 11, già ai suoi tempi, Via Delfin) scoperta nel 1999 dal prof. Firmiani. Bibliografia:
Media:
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This page compliments of Claudio de Angelini, Marisa Ciceran, Flavio Tossi and Guido Villa Created: Tuesday,
January 29, 2002; Last Updated:
Monday, October 17, 2011
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