Antonio Ive
Prominent Istrians


 
ntonio Ive era nato a Rovigno il 13 agosto 1851 da Eufemia Ruffini e Pietro Ive.

Fece i primi studii privatamente in patria sotto la direziono dell'abate Antonio Sponza, studiò privatamente al ginnasio. Con l'aiuto del Comune di Rovigno potè recarsi a studiare al liceo-ginnasio superiore di Capodistria, (1865).

linguista e scrittore

nato a Rovigno
1851

Nel 1869, compito il Corso liceale a Capodistria, passò all'Università di Vienna, ove si dedicò, guidato dal Mussafia, alle classiche discipline, senza però trascurare lo studio della Lingua materna, a cui accoppiò quello delle altre Lingue neo-latine. Ottenuta nel 1875 la facoltà d'insegnare l'Italiano, il Latino ed il Greco, si recò quale docente al Ginnasio-Liceo di Capodistria, ma non vi si trattenne che un anno, dacché alla fine del 1870 gli fu conferito uno stipendio di viaggio all' uopo di visitare le principali Università estere, e fare tesoro di utili cognizioni, specialmente nel campo della Filologia neo-latina. In Italia studiò successivamente presso l'Ascoli, il Flechia, il Monaci, il Comparetti, il D'Ancona; a Parigi fu allievo del Paris, del Meyer e del Darmesteter.

Già nel 1874 pubblicò la versione in dialetto rovignese della IX novella del Decamerone. Nel 1875, il dott. Antonio Ive pubblica la versione nel dialetto rovignese della IX novella della prima giornata del Decameron per il V centenario della morte di Giovanni Boccaccio, che Giovanni Papanti pubblicava a Livorno col titolo de "I parlari italiani in Certaldo" con la traduzione della stessa novella nei vari dialetti italiani.

II primo suo saggio fu una "Memoria sulla nobile famiglia Dalla Zonca, aggiuntivi alcuni Saggi della parlata di Dignano in Istria" (Milano, 1877). sue ulteriori pubblicazioni: "Canti popolari istriani raccolti a Rovigno e annotati" (Torino, Loescher, 1877). Formano il quinto volume della e Raccolta di Canti e Racconti del Popolo italiano pubblicata dai professori Comparetti e D'Ancona; "Novelline popolari rovi-gnesi" (Vienna, 1877); "Fiabe popolari rovignes" (Ivi, 1878). In quest'anno, 1879, il dottor Ivo scoperse nella Biblioteca Nazionale di Parigi un importante Manoscritto napoletano del secolo XIV, il Romanzo del Fioravate. Tale scoperta destò l'attenzione de' dotti in modo che nel "Rapport sur la Section des Sciences historiques et philologiques à l'Ecole pratique des hautes Etudes," sene fece cenno con queste parole (pag. 24 fine): "Il faut aussi citer le Dr Ive, savant italien très-distingué, élève de M. Mussafia, qui est venu à Paris, et qui du premier coup a fait à la Bibliothèque Nationale de Paris la decouverte d'un Manuscrit italien fort important pour l'histoire de notre littérature épique en Italie; c'est le Roman de Fioravante."

Nel Saggi di dialetto rovignese, Ive scrisse che nel 1888 l’istrioto era parlato da quasi tutti i 10.000 abitanti di Rovigno, e che probabilmente era originario dalla mescolanza del latino dei legionari di Augusto con l’illirico degli "Histri".

Fu autore inoltre del libro "I dialetti ladino-veneti dell'Istria", Strasburgo 1900, ove per ladino-veneto intende il linguaggio istrioto od istro-romanzo, cioè la parlata originaria dell'Istria che era, e parzialmente ancora è, in uso a Rovigno, Dignano, Valle, Fasana e Sissano di cui traccia un dotto e tuttora fondamentale profilo glottologico. Tra le altre sue pubblicazioni citiamo le "Novelline popolari rovignesi", Vienna 1877; le "Fiabe popolari rovignesi", Vienna 1878; "L'antico dialetto di Veglia", in Archivio glottologico italiano vol. IX, 1886; oltre ai "Saggi di dialetto rovignese", pubblicati in appendice alla "Storia di Rovigno", del rovignese Bernardo Benussi, oltre a varie altre opere edite ed inedite tra cui il manoscritto Dizionario Istrioto Italiano, che attualmente si trova presso la biblioteca dell'Università di Zagabria.

Tra gli anni 1902-1907 si recò più volte nella campagna romana per le sue ricerche etnologico-linguistiche su questa area, stringendo amicizia con varie personalità dell'epoca come il Nigra, Monaci ed il poeta Pascarella. Presentemente [nel 1903] egli ha [aveva] in preparazione una "Raccolta di Proverbi istriani." Frutto di tali ricerche fu il libro "Canti popolari velletrani" del 1907, che venne recensito da Benedetto Croce in "Critica".

Antonio Ive taught and conducted research at the University of Graz from 1893 to 1922. Nel 1907 fu parte in causa, anche se involontaria, del conflitto scoppiato all'Università di Gratz, tra gli studenti italiani, che reclamavano l'istituzione di una facoltà in italiano e quelli tedeschi. Con feriti d'ambo le parti, ma soprattutto del campo tedesco.

Moriva il 9 gennaio 1937 a Gratz e le spoglie vennero riportate a Rovigno il 13 dello stesso mese. La sua ricca biblioteca, composta da più di 3.000 volumi venne affidata alla biblioteca Civica di Rovigno, ove andò ad arricchire i precedenti lasciti dello Stancovich, del dott. Borghi e del canonico Sebastano Bronzin oltra ai vari manoscritti ed opere a stampa degli Angelini e di altri benemeriti.

Selected works:

  • 1874 - La IX novella del Decamerone in dialetto rovignese;
  • 1877 - La famiglia della Zonca (Nozze Dalla Zonca Trabatis) [Texte imprimé], Milano;
  • 1877 - Canti popolari istriani (PDF), raccolti a Rovigno ed annotati da Antonio Ive. Torino, Ermanno Loescher, 1877 (In-8° picc., XXXVI-383, con tre pag. di musica). L. 5. Il cap. XXI (pp. 283-284): Giuochi fanciulleschi, ha diciasette canzonette e divertiment infantili;
  • Canti popolari dell'Istria. Antonio Ive. - Nella raccolta del Comparetti, vol. V;
  • 1877 - Novelline popolari rovignesi, raccolte ed annotate da Antonio Ive. Vienna, Holzhausen. - in 8.° di pp. 32. Rassegna;
  • 1878 - Fiabe popolari rovignesi. (Vienna, Holzhausen. Per le Nozze Ive-Rocco. Edizione di soli 100 esemplari). The first tale, "L'Amur del tri naranci," is the famous story of the Three Citrons, which is to be found from Norway to Sicily. The second story, "Biel Giurno," is a version with many episodes of the stepmother jealous of her step-daughter, whom she tries to kill an dwho escapes and after many adventures marries a prince or king;
  • 1880 - Analisi di Franz Miklosich "Ueber die Wanderungen der Rumunen in den dalmatinschen Alpen und den Karpaten" in Romania, 9e année. F. Vieweg, Libraire-Éditeur (Paris, 1880), pp. 320-328;
  • 1881 - Dei banchi feneratizi e capitoli degli Ebrei di Pirano e dei Monti di pietà in Istria, Rovigno, Bontempo e C., 1881, dove a pagina 7 si legge: "Ai fiorentini succedettero in Istria, nell'esercizio della fenerazione, verso il 1380 circa, gli Ebrei, i quali ne ebbero, per così dire, il monopolio fino alla metà dell secolo XVII";
  • 1881 - Raccolta di proverbi istriani. Vienna;
  • 1885 - Mario Mandalari, Giuseppe Mazzatinti & Antonio Ive. Rimatori napoletani del quattrocento Premiato Stab. Tip. A. Iaselli (Caserta, 1885), 198 pages;
  • 1886 - "L'Antico dialetto di Veglia" nell'Archivio glottologico italiano. Ermanno Loesher (Roma; Torino; Firenze, 1886), Vol. 9.,  p. 115-187. Riproduzione fotostatica a cura di Aldo Duro / Ristampa anastatica dell'ed. di Firenze, 1886 / Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2000;
  • 1888 - Saggi di dialetto rovignese, raccolti ed annotati da Antonio Ive. Trieste, tip del Lloyd austro-ungarico, 1888. I. Canti popolari. II. Proverbi. III. Novelline popolari. 1. El púmo d'uóro e la Çonçaciénara. 2. El garuiél de fáva. 3. I ómi sénza pagoûra. 4. La pina del pavóa. IV. Nomi locali;
  • 1893 - Die istrianischen Mundarten [Texte imprimé] (Wien) Vierundvierzigstes Programm des K. K. Staats-Gymnasiums in Innsbruck: Veröffentlicht am Schlusse des Schuljahres. Bd. 44, 1892/93. — Innsbruk: Druck der Wagner’schen Universitäts-Buchdruckerei, 1893. — S. 1-42;
  • 1900 - I dialettti ladino-veneti dell'Istria (PDF). Strasbourg, Trübner, 1900. In-8 de XVIV-209 p. Reprinted, A Forni (Bologna, 1975). Recensione;
  • 1902 - "Quarnàro o Carnàro? Quarnéro o Carnèro? Postilla etimologica." Parenzo, Tipografia Gaetano Coana, 1902; 8°, pp. 9. Estratto da Atti e Memorie.
     — L'Ive, dopo avere esaminato e rifiutato le varie etimologie, più o meno cervellotiche, proposte finora per spiegare il nome del golfo «che Italia chiude e i suoi termini bagna». (alcuna di esse è menzionata anche dai commentatori di Dante, e per amore dell'etimo carnanum, cimitero di naufraghi, il Foscolo adottò la lezione Cantaro), mette innanzi una sua proposta nuova, molto persuasiva. Il nome del Qttarnaro ridale al lat. cornu, appellazione frequentissima di corsi d'acqua, di punte di terra, di vette, ecc.; risale cioè propriamente ad un cornarium: corno si dice appunto cuarn nei dialetti locali; quarnàro è forma indigena legittima, quarner si risente del veneziano. Dal golfo prese nome il vento omonimo, e non già, come tf voleva, il golfo dal vento. E. G. P. [Bulletino della Società dantesca italiana, v. 10, 1902-1903, p. 436];
  • 1907 - Canti popolari velletrani, raccolti e annotati, con illustrazioni e note musicale. Roma. E Loescher & Co. (W. Regenberg) 1907. XXXII, 343 S. 8°;
  • [date?] Canti popolari in veglioto odierno;
  • 1993 - Fiabe Istriane. A cura di: Laura Oretti, Prima edizione, Libreria Editrice Goriziana, Gorizia, pagine: 222;
         Con l'edizione di testi della tradizione orale, Antonio Ive inaugurò nella maniera più alta la stagione della ricerca folclorica in Istria. Lo scrupolo nella trascrizione di "testi vivi" insieme all'attenzione comparativa dello studioso di Rovigo, ci restituiscono oggi narrazioni che conservano visibili e fresche le impronte dell'oralità, con il pregio di caratterizzare la miglior "cultura di confine", che, sfuggendo al pregiudizio etnocentrico, ne lega la specifica tradizione locale a un'area più ampia — quella europea — cui essa partecipa.

Casanova's manuscript

It was probably Alessandro d'Ancona who organized this great work.  He had obtained permission from Count Georg von Waldstein to transcribe (by hand) anything he wanted.  It was d'Ancona's assistant, Dr. Antonio Ive, who did the transcription work, not only at Dux, but also in Italy. Two letters from Ive dated 1883 were accidentally included among the Casanova papers at Dux (Marr 37-13 and 14).  They were addressed to Anton Schindler, now age 82, who still looked after the papers.  In the letters, Ive wrote he was returning the dialogues of Casanova, and he asked Schindler to send him the letters of Zaguri and Stratico.  Ottman was undoubtedly misinformed when he wrote:

    Unfortunately the laborious work of copying and editing was all in vain, since Antonio Ive, along with the collected material, disappeared without a trace. [Victor Ottman, Jakob Casanova von Seingalt: Sein Leben und seine Werke (Stuttgart: 1900), 128.  Translated here from the German by William Sargent.]

The practice of lending the original manuscripts continued at least until about 1922, when Marr noted it was impossible to copy a letter (Marr 4-47) at Dux, this letter "having been borrowed by Raoul Vèze."  Later, the letter was apparently returned to the archives, since it is there today, but Marr never did copy it. [Excerpt from The History of Casanova's Manuscripts at Dux.]

Altre biografie:

Sources:

  • Angelo De Gubernatis, Dizionario biografico dei scrittori contemporanei. Ornato di oltre 300 ritratti. Coi tipi dei successori Le Monnier (Firenze, 1879), p. 569.
  • http://xoomer.virgilio.it/arupinum/rov/ive.html
  • The Academy. A weekly revew of literature, science and art. January - June, Volume XV. 1879. Robert Scott Walker, London, p. 262.
  • Image - http://www.uni-graz.at/en/print/romwww/romwww_allg_informationen/romwww_geschichte.htm

Main Menu


Created: Friday, August 14, 2009; Last updated: Saturday, February 20, 2016
Copyright © 1998 IstriaNet.org, USA