Pietro Paolo Kandler
Prominent Istrians


Arsia
Dal Codice epigrafico istriano

[Tratto da Notizie storiche di Pola, Gaetano Coana (Parenzo, 1876), p. 145-6.]

Alla foce dell'Arsia, durano le rovine di Castello di forma quadrilatera, della superficie di 50,000 passi romani in penisola di mare, già possesso dei Conti d'Istria, sotto nome collettivo di Barbana e Rachele ceduto al principe Veneto nel 1529. — Pare fosse Comune marittimo, ed avesse nome di S. Giorgio, santo frequentemente invocato da Castella di secondo e terzo ordine, prevalso poi il nome di Rachele e Barbana. I Veneziani prima ancora di avere sovranità in Istria, avevano diritto a servizio di mare, e perciò appunto avevano giurisdizione sui Comuni marittimi sudditi del Reame Longobardo Carlovingico d'Italia, e tra questi Comuni dopo Trieste, Capodistria, Pirano, Cittanova, Parenzo, Rovigno, Pola figura il Castel S. Giorgio, ohe deve essere stato alla dritta dell'Arsia. L'Anonimo Ravennate cosmografo dell'VIII secolo, e l'altra Cosmografia che corre sotto nome di Pre Guido, enumerano i Comuni marittimi dell'Istria, e tra questi: ARSIA.

L'Anonimo è poi sì certo che nel Libro IV. 31 scrive:

Dicere civitates eiusdem Italiae circa maris litora positas ab ima Italia inchoëmus, id est a civitate Arsiae quae finitur inter provinciam Liburniam et Istriam etc. etc.

Altra volta non aveva punto dubitato che il nome retto fosse Arcellae che per le trasposizioni predilette alli Slavi, usitate ogni qualvolta debbano pronunciare la voce latina Arcae frequente a molte località in Istria ed allo stesso lago di Arsia, dicono Rachel, e non escludiamo che avesse nome di Arcellae, però amiamo credere che si nascondesse e frammischiasse a quel nome Arcellae anche la voce d'Arsia, mantenuta dalli indigeni.

Certo fu Castello, e dalla forma quadrata si deve dirlo romanizzato; notiamo che contro Arsia sulla sponda liburnica, stasse luogo abitato che li slavi dicono Gradaz, che significa rovina di antico Castello, ove il Sig. Tommaso Luciani ricuperò cotti romani col bollo di Clodio Ambrosio, quello stesso che aveva amplissima fabbrica ai Babich di Verteneglio. A Gradaz si crede stia deposito di tesoro, e frugano quei villici, indicazione certissima di antichità in rovina.

Fra Arsia e Gradaz crediamo fosse chiusura a catena del canale interno, che si prolungava fino al ponte romano di Sumberg.

La terra che stava a sinistra dell'Arsia era Agro degli Albonensi.


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Created: Sunday, December 11, 2011; Last updated: Tuesday March 03, 2015
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