Tomaso Luciani
Prominent Istrians


 

Necrologia - Tomaso Luciani

[From: Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, Vol. X - Fasc. 1 & 2., Tip. Gaetano Coana (Parenzo,  1894), p. 245-50.]

Nl pomeriggio del 9 marzo di quest'anno spegnevasi a Venezia un'eletta esistenza istriana: quella di Tomaso Luciani, albonese. Il compianto fu generale, profondo, sentito — come suole avvenire al decesso di persona eccezionale, dall'universalità riconosciuta per altezza di mente, per integrità di carattere, per prestanza di modi, per eccellenza di cuore e per straordinaria attività, tutta intesa al pubblico bene.

Tale fu il nostro Luciani.

Ai lettori di questo periodico, da cui traspira ancora, in ogni fascicolo, viva parte delle ricerche indefesse alle quali pose mano il tanto benemerito nostro conterraneo, riesce superflua, certamente, la presentazione dell'uomo e del patriotta che tutti piangiamo; sì che a noi non resta, premessi brevi cenni biografici generali, che ricordarne, con immensa gratitudine, i meriti distinti di lui, nel campo della storia e dell'archeologia istriana.

Da chiara ed antica prosapia nacque Tomaso Luciani addì 7 marzo 1818. Fino a sedici anni non ebbe maestri, non frequentò alcun istituto. Si fu allora che, rimasto orfano di padre, venne affidato al letterato suo concittadino, Antonio Maria Lorenzini, che seppe suscitare nella sua bell'anima ogni nobile sentimento ed affetto, e il più squisito amore per ogni cosa bella e buona.

Da questo punto, dunque, comincia per il nostro Luciani una vita nuova — vita di studio, di osservazione, di ponderazione e di preparazione per tutto quello che doveva compire di poi.

In breve fu chiamato a far parte della vita pubblica cittadina, della quale attraversò ogni grado, fino a raggiungere quello di Podestà d'Albona. Le sue benemerenze per opere da lui compiute d'utilità pubblica, sia morale che materiale, furono infinite; sì che i suoi concittadini avranno perenne memoria della sua amministrazione, per la sapienza ed equanimità con cui seppe condurla.

Nel 1860 abbandonò l'Istria colla persona, mai col cuore, vagando per le città d'Italia, finchè, dieci anni appresso, fermò sua dimora a Venezia; dove fu impiegato come ufficiale all'Archivio di Stato ai Frari, e come ispettore degli scavi e monumenti della città e provincia. Allora impalmò l'egregia donna Evelina Previtali, da cui ebbe due figli e una figlia; ma poi restò orbato, dopo soli sei anni di matrimonio, dell'amata consorte.

Se prima del 1860, come a brevi intervalli anche dopo, il Luciani visitò, studiò ed illustrò parecchie parti della nostra provincia; dopo quell'epoca si messe a rovistare archivi, a compulsare documenti e a conquistare quante più poteva simpatie ed amicizie per l'idolatrata sua Istria. Per questo non si faceva riguardo alcuno di visitare dotti e di accaparrarsi il loro affetto e la loro considerazione. E come coi dotti, così con diplomatici, con ministri e persino con principi e con regnanti. Tant'è vero che Re Vittorio Emanuele, in ricognizione delle sue benemerenze, lo creava, motu proprio, cavaliere. Insediato infine stabilmente all'Archivio dei Frari, chi può dire gli inestimabili servigi da lui resi alla storia patria ed a tutti gli studiosi nostri che negli ultimi tempi vollero occuparsi di lei? Da quelle mani sortirono volumi di estratti, di regesti, di atti pubblici, di note storiche, di spogli d'ogni natura e sorte. Egli è perciò che la Giunta provinciale dell'Istria a nessuno meglio che a lui poteva affidare, come affidò con decreto del 1873, — autorizzata dalla Dieta che munifica assegnava per ciò i fondi relativi — l'incarico di ricercare e di inviare all'Archivio provinciale gli spogli che egli faceva, sempre nei riflessi della storia patria.

Ed ecco che il Luciani, colla sua operosità instancabile e disinteressata, col suo animo eletto e cortese, col suo fare estremamente serviziato, si andò via via procurando un vero tesoro di rispetto profondo, di estimazione illimitata e d'amore sincero in tutti quelli ch'ebbero la ventura di conoscerlo e di avvicinarlo. Così ebbe ad amici non soltanto tutti gli Istriani di sentimento e di cuore, ma una legione di uomini dotti e di cospicue personalità politiche. Il che fu veduto, in modo speciale, il giorno della sua morte e in quello dei suoi funerali.

Tomaso Luciani non scrisse opere di gran mole, ma spesse e succose, seguendo costantemente l'obbiettivo di far conoscere ed onorare il proprio paese. Ma prima accenneremo alle sue raccolte.

In Albona messe assieme una raccolta di antichità del territorio che stendesi tra l'Arsa, il Monte Maggiore e il Quarnaro; poi altra raccolta di Monete, di Minerali, di Petrificati e di altri oggetti per lo studio della Geologia e della Storia naturale dello stesso territorio; quindi trasse alla luce molte iscrizioni dell'epoca romana, o dimenticate o sepolte; e siccome risultarono importanti a far conoscere le antiche condizioni nobilissime del paese, le fece collocare in luogo pubblico. Oltre le accennte raccolte di Storia naturale e di antichità, condotte avanti per oltre 15 anni coi propri suoi mezzi, iniziò più tardi anche una Raccolta di oggetti Preistorici. Raccolte tutte tre accresciute ora e portate da un suo cugino ed amico, l'avv. Scampicchio, a incremento tale da attirare l'attenzione dei dotti italiani e stranieri e far desiderare che l'esempio di Albona sia generalmente seguito nell'Istria per la maggiore facilità degli studiosi, che visitano spesso questa importante regione. Le raccolte di oggetti preistorici e di monete ora si trovano nel nostro Museo provinciale, i primi donati dal Luciani, le seconde acquistate da lui per un prezzo molto al di sotto del loro valore reale.Molte Corrispondenze e Memorie di lui furono stampate nell'Istria del Kandler (Trieste 1846-55), e molte più altre si leggono ancora inedite nel Conservatore dello stesso, posseduto dall'Archivio della Giunta provinciale dell'Istria; poi nel Popolano dell'Istria (ivi 1850-51); ne L'Istriano (Rovigno 1860-61); ne L'Eco e negli Almanacchi di Fiume (1857-60); nel Monumento di Carità, album scientifico-letterario (Trieste 1857); ne L'Aurora, Ricordo di primavera (Rovigno 1862). In quest'ultimo suo scritto condensa in 16 pagine di amena lettura la topografia, l'idrografia, la geologia, 1'orografia, la meteorologia, e dice abbastanza del clima, della vegetazione, della flora, della fauna dell'Istria. A Milano stampò (1862) nell'Alleanza una breve «Memoria Storica su Rovigno»; e un più esteso «Studio Storico-Etnografico sull'Istria in generale e sul Quarnaro ed Albona in particolare» (1864); ristampato questo nel 1879 in Venezia col titolo «Albona». È una concisa, ma compiuta monografia storico-etnografica del suo paese nativo. A Firenze (1865-66) stampò, a più riprese, nella Nazione ed in altri giornali, varie «Notizie Topografiche, Storiche e Statistiche delle città e borgate principali dell'Istria» e pubblicò pure uno schizzo storico-etnografico, intitolato «Istria», il quale con modificazioni ed aggiunte fu poi riprodotto nel Dizionario Corografico dell'Italia diretto dal prof. Amato Amati. Al qual Dizionario il Luciani stesso somministrò quasi tutti gli ottimi articoli relativi all'Istria. Nel 1869 pubblicò in Pola importanti «Notizie e Documenti intorno a Mattia Flacio» allo scopo di togliere ogni dubbio sul fatto che esso Flacio sia stato nativo di Albona in Istria, e figlio di una Luciani. Nel 1872 stampò nell'Archivio Veneto un'affettuosa «Biografia» del dotto uomo e compianto suo amico dott. Pietro Kandler, tanto benemerito per le molte e svariate sue pubblicazioni storiche, archeologiche ecc. sull'Istria, delle quali il Luciani fa ivi una breve, ma compiuta rassegna. Nel 1876 stampò nello stesso Archivio Veneto diligenti «Studi e Memorie sui dialetti dell'Istria», i quali furono subito riprodotti nella Provincia dell'Istria che si stampa a Capodistria. Nel 1873 in un volume mandato per ordine del Ministero della pubblica istruzione del Regno d'Italia alla Esposizione universale di Vienna col titolo: « Il RegioArchivio generale di Venezia » fu inserita una Memoria del Luciani sulle «Fonti per la storia dell'Istria negli Archivi di Venezia», ristampata essa pure, nel 1876, nella citata Provincia dell'Istria, e stampata per la terza volta in Roma l'anno 1879 nella Stella dell'Esule.

Nell'annata IV dell'Archeografo Triestino (1876-77) comparvero altre cose del Luciani, o da lui comunicate e annotate, cioè un buon manipolo di Documenti riguardanti le «Trattative di vendita del Contado di Pisino in Istria, seguite tra l'Austria e Venezia dal 1640-44» nonchè una «Lettera a Teodoro Mommsen» intorno alle antiche lapidi di Aquileia, pubblicate per la prima volta dal dott. Carlo Gregorutti di Trieste. A tutto ciò si deve aggiungere una serie di scritti che si andarono da più anni stampando nella già citata Provincia dell'Istria sotto il titolo di « Notizie e documenti per la conoscenza delle cose istriane». Sono Note e Prospetti statistici, Atti pubblici, Estratti, Indicazioni, Regesti sopra svariate materie riferentesi all'Istria, tratti dall'Archivio Generale Veneto detto dei Frari, dal Museo Civico, dalla Marciana e da altre raccolte pubbliche e private di Venezia e del Veneto. Alcuni di questi furono stampati anche e ristampati nel III Annuario della Società agraria istriana, nelle Notizie storiche di Montona e di Pola — due volumi pubblicati dalla Giunta provinciale, per incarico dei rispettivi Municipi, negli anni 1875-76 — nonchè nella Cronaca Capodistriana L'Unione. Non va omessa per ultimo una «Lettera», diretta, nel febbraio del 1870, all'ingegnere Buzzi di Trieste, notevole perchè in essa il Luciani dà la genesi di alcuni suoi studi, nonchè delle ricerche e raccolte patrie sopraccennate. Fu stampata per la prima volta a Londra (1874) a cura dell'illustre viaggiatore letterato, capitano R. F. Burton nelle sue «Notes on the Castellieri or prehistoric Ruins of the Istrian Peninsula» riprodotta poi nella Provincia su detta e nella traduzione dell'opera inglese fatta dalla signora Nicolina Gravisi-Madonizza (1877).

Questi sono gli scritti conosciuti del Luciani. Parecchi studiosi e dotti, come abbiamo già detto, ebbero aiuto di notizie da lui; tra questi va annoverato l'illustre Mommsen, il quale cita il Luciani spessissime volte e nel Corpus — [250] Inscriptionum latinarum e nell'Effemeride epigrafica, che ne fa seguito, a proposito di iscrizioni romane, rinvenute o rivedute da lui in Albona e in altri luoghi dell'Istria, nel Friuli, nella Carnia, nelle provincie di Venezia e Treviso, e nella Dalmazia. Il Luciani fu inscritto fra i membri dei Congressi internazionali di Antropologia e di Archeologia preistoriche, e all'occasione del V Congresso tenutosi nel 1871 in Bologna, le armi litiche di Albona e dell'Istria (ora possedute dal nostro Museo provinciale) da lui portate a quella Mostra nazionale, attirarono, come risulta dal Rendiconto, l'attenzione dei dotti.