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Hrvatski (different text) |
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Č stato uno dei piů attivi uomini del movimento risorgimentale istriano. |
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? nato ad Albona |
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Da giovane venne a contatto con il podestŕ locale il quale lo instradň presto nell’amministrazione comunale. A circa trent’anni assunse la massima carica municipale gestendo l’albonese fino al 1849 – e in una seconda occasione dal 1859 fino al 1861 – apportando una serie di innovazioni, dimostrandosi cosě molto vicino ed attaccato alla popolazione locale. Dato il suo grandissimo fervore patriottico nel 1848 caldeggiň, alla notizia degli avvenimenti di Vienna, Milano e Venezia, l’insurrezione (sia pur dal tono limitato) nella sua piccola Albona, senza curarsi delle possibili conseguenze data la sua carica di funzionario austriaco, assieme ai patrioti locali organizzando anche reclutamenti clandestini di volontari da inviare a Venezia nella Legione dalmato-istriana e tenendosi strettamente in contatto con i compagni istriani giunti nella cittŕ lagunare nell’imminenza di un tanto atteso sbarco di volontari per liberare ed includere nei confini della Madrepatria la piccola penisola adriatica, separata dalla sua capitale storica dagli austriaci dopo il Congresso di Vienna. Soffocata la rivoluzione dalle truppe II. RR. tornň ad occuparsi delle faccende comunali e a viaggiare per il Paese, recandosi, in cerca di informazioni sulla sua terra, nelle principali biblioteche italiane. Nel 1859, in piena seconda campagna risorgimentale, sperň vivamente che le armate francesi e piemontesi, vittoriose a Solferino e San Martino, potessero arrivare a liberare almeno l’Istria ex-veneta per includerla nella Confederazione italiana pattuita a Plombičres. Il suo inesauribile sentimento d’amore per l’Italia lo portň nella primavera del 1861, dopo che il conte di Cavour ebbe espressa la propria volontŕ di voler un istriano tra i maggiori esponenti del Comitato d’emigrazione veneta, a spostarsi nello Stato Italiano, non ancora riconosciuto dall’Austria ed appena costituitosi il 17 marzo, per partecipare quindi tra le file dei protagonisti del Risorgimento. Furono da una parte un gruppo tra i principali patrioti giuliani da tempo esuli in Piemonte, tra i quali i piů noti Pacifico Valussi, Antonio Coiz e Pasquale Besenghi degli Ughi, e dall'altra quelli rimasti in Istria, sotto la guida di Carlo Combi, a raccomandare il Luciani. Ottenuto il passaporto, dopo aver ceduto tutte le sue proprietŕ ad un cugino, varcň il confine austro-sardo e si stabilě a Milano da dove iniziň la sua attivitŕ propagandistica portando avanti la causa giuliana parallelamente a quelle veneta e trentina, oltre a stringere una sincera e calorosa amicizia con Garibaldi, il quale mostrerŕ per lui sempre grande ammirazione. Allo scoppio della Terza guerra d’indipendenza fu l’anima del Comitato triestino-istriano che lottava per la paritŕ del bisogno di annessione della Venezia Giulia con quella del Veneto. |
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L’esito inconcludente della campagna per le armi italiane, con il solo compenso della Venezia per l’Italia alleata della Prussia e uscita praticamente sconfitta dal conflitto con l’Austria, diffuse mote amarezze nell’animo del Luciani che non riuscě a vedere la sua terra ricongiunta alla Madrepatria. Si spegnerŕ a Venezia nel 1894. Tra le sue opere si rievoca la piů nota «Tradizioni popolari albonesi» uscita due anni prima della sua scomparsa il 9 marzo 1894 a Venezia. Tratto da: Sino che rimase in patria fu
assiduo collaboratore del Kandler.
Chiamato a prender parte come
rappresentante
dell'Istria al comitato centrale veneto, dal 1861
la sua attivitŕ letteraria fu rivolta a diffondere nella stampa
politica e scientifica del Regno chiare e precise notizie intorno alle
terre poste ai confine orientale, specialmente intorno all'Istria, a
far sorgere nella nazione italiana la coscienza del bisogno assoluto
della loro liberazione, ed a convincere di questa necessitŕ anche i
circoli dirigenti, i diplomatici ed i ministri. A 'questo periodo di
tempo appartengono le 19 monografie sulle terre dell'Istria contenute
nel Dizionario
corografico d'Italia
edito dal prof. A. Amati, Milano 1861. Dopo il 1866 si ritiro a
Venezia, e gli anni seguenti segnarono il periodo dei suoi studi piů
intensi. Dalla Giunta provinciale ebbe l'incarico di fare negli
archivi veneti lo spoglio dei documenti riguardanti la storia
dell'Istria, documenti che nella loro quasi totalitŕ furono publicati
negli Atti e memorie della nostra Societŕ storica
[CRS].
Oltre alle sue monografie surricordate, hanno speciale importanza
Mattia Flaccio
(ed. Pola 1869) e
Fonti per la storia dell'Istria
(ed. Venezia 1873)). Le sue publicazioni maggiori salgono a 38, le
minori a 10 sui piů svariati argomenti: ta paletnografia, la
preistoria, l'archeologia, la biografia, la bibliografia, i1 folklore,
oltre la storia politica e la corografia, furono oggetto dei suoi
studi.
Tratto da: |
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Luciani, Tomaso, proučavatelj starina, publicist, političar (Labin, 7. III. 1818 - Venecija, 9. III. 1894). Obrazovanje je stekao od kućnog učitelja (Antonio Lorenzini), no u stručnom je radu bio autodidakt. Usporedno se bavio prikupljanjem podataka o prošlosti i polit. djelatnošću, povezujući i poistovjećujući, poput ostalih pripadnika tadanjega tal. intelektualnog naraštaja, te dvije odredenice javnoga rada. Već od 1843. surađuje s Museo d'Antichitŕ i s E Kandlerom, piše u listu Popolano dell'Istria M. Fachinettija, poduzima znanstvene izlete Istrom s A. Covazem, a u Gologorici, u kući Carla De Franceschija, sastaje se s predstavnicima tal. građanske, liberalne i nac. oporbe (M. Fachinettijem, A. Madonizzom i G. P. Polesinijem=. U tom je krugu dogovoreno odbijanje sudjelovanja tal. saborskih zastup nika u bečkome Parlamentu (Dieta del Nessuno). U siječnju 1861. odlazi u Milano, gdje surađuje s tajnim Venetskim političkim odborom, ali i sa središnjicom u Torinu. Objavljivao je u listovima Diritto (Torino), Alleanza i Perseveranza (Milano), Nazione (Firenca). Napisao je dvadesetak članaka o Istri u leksikonu Dizionario corografico d'Italia (Milano, 1864-72., urednik Amato Amati). Preselio se u Firenzu i u tijeku austrijsko-tal. rata 1866. vodio pregovore o iskrcavanju tal. vojske u Istri i pripojenju Istre Italiji. U studenom te godine nastanjuje se u Veneciji, gdje nastavlja djelovati u tajnim krugovima istar. protuaustr. iseljeništva, ali poduzima (1867-70) i više znan. putovanja u Istru. Važan je njegov rad na prepoznavanju i definiranju gradinskih naselja Istre. U pismu što ga je 1870. iz Venecije uputio prijatelju Luigiju Buzziju u Trst, osim obavijesti o prvim paleontološkim istraživanjima koje je vodio s A. Scampicchiom i C. De Franceschijem, ispravno tumači pojam gradina (castelliere) kao mjesta s prapov. ostatcima. Nakon što je u tim istraživanjima potrošio najveći dio obiteljskog imetka, a polit, se djelatnošću zamjerio vlastima, bio je prisiljen prihvatiti 1871. službu podarhivista u Državnom arhivu u Veneciji. Tek 1873., kada mu je Istarska pokrajinska vlada (Giunta provinciale dell'Istria) dala skromnu potporu za istraživanje istar. vrela u Mletačkom arhivu, započeo je važnu djelatnost za istar. historiografiju: udruzi Societŕ istriana di archeologia e storia patria slao je u Poreč regesta dokumenata, ali i cjelovite prijepise najvažnije građe, koja je sustavno objelodanjivana u časopisu Atti e Memorie, pa predstavlja važno pov. vrelo za proučavanje istar. prošlosti. Pisao je o M. Vlačiću Iliriku (1869), izvorima za istarsku povijest u mlet. arhivima (1873), istarskim dijalektima (1876), dokumentima o prodaji Pazinske knežije (1876-77). Značajna su njegova djela: L'Istria. Schizzo storico etnografico (1866), Notizie e documenti per la conoscenza delle cose istriane (1873-74), Albona, studi storico-etnografici (1879) i Tradizioni popolari albonesi (1892). LIT.:
M. Bertoša, S. Bertoša Izvor:
See also:
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This page compliments of Marisa Ciceran Created: Tuesday,
June 10, 2008; Updated
Tuesday, October 21, 2008
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