Tomaso Luciani
Prominent Istrians

Hrvatski (different text)

ommaso Luciani nacque da Vittorio Luciani e da Lucia Manzoni, il 7 marzo 1818, in Albona, di famiglia nobile.

paletnologo, archeologo, storico, folclorista e lessicografo

nato ad Albona
1818

A 16 anni perdette il padre, uomo instruito, che esercitò Avvocatura sotto i Governi veneto, francese ed austriaco con fine criterio ed onestà specchiatissìma. La madre, donna modesta di modi, ma dotata di spirito retto, previdente e fermo, ne affidò la educazione ad Antonio Maria Lorenzini, coltissimo ingegno e cittadino egregio di Albona. In breve tempo il Lorenzini da maestro divenne l'amico del suo discepolo; ma la soave corrispondenza di pensieri e d'affetti, tanto vantaggiosa per ragioni diverse ad entrambi, fu troncata troppo presto dalla morte che tolse il Lorenzini all'amico e alla patria nel gennaio 1844.

Il Luciani non frequentò altra scuola, non ebbe altri maestri nè privati, nè pubblici, ma compi da sè la propria educazione. Le tradizioni di famiglia, l'esempio del padre, l'affetto intelligente della madre, morta nel 1855, e lo spirito slanciato e largo del Lorenzini ne formarono un carattere improntato di lealtà, di modestia9 di serietà, di fermezza e la cui nota fondamentale è l'amore del paese nativo e della nazione. Nel dar conto di sè il Luciani ha ripetuto più volte i versi di un poeta veronese:

Bacio il suol dove un giorno ebbi la culla,
Ma tutto quanto amo e ricerco il Sola,
Che dal Monviso al Lilibeo diffonde
La creatrici sua fervida vampa.

Parendogli che il suo paese (l'Istria) sia come l'Olindo del Tasso:

O non visto o mal noto o malgradito

da chi più esso ama ed onora; indirizzò ogni suo studiò alle Scienze, e specialmente alla Paleotnologia, ed alla ricerca delle cose patrie, congiungendo nell'animo il culto tranquillo delle Memorie colla fiamma ardente delle speranze.

A 62 anni conserva lo spirito giovanile in modo che posti a confronto gli ultimi di lui scritti del 1879 coi primi noti del 1846 paiono usciti contemporaneamente dalla sua penna. Discendente da antica e onoratissima famiglia, che pel corso di cinque secoli ebbe parte nella cosa pubblica del suo paese, entrò giovane ancora nella deputazione comunale, coprì successivamente altre cariche cittadine, sostenne per molti anni il posto di Podestà e formò parte di commissioni provinciali, ora nominato dal Governo in omaggio all'opinione pubblica, ora eletto direttamente dal suffragio dei suoi concittadini, secondo che mutarono i tempi e le leggi colà.

Nel 1848-1849 e qualche anno appresso il Luciani potè guidare la cosa pubblica della sua Albona in modo lodevole, difendendone, cioè, gl'interessi e la dignità; ma più tardi la sua condizione pubblica era divenuta insostenibile 9 ed egli si persuase che avrebbe potuto essere maggiormente utile al suo paese allontanandosi.

Dopo alcuni viaggi fatti dal 1858 al 1860, per Venezia, Milano, Bologna, Firenze, Roma e per qualche altra città d'Italia, viaggi che chiamarono sopra di lui vigilanze, sospetti e peggio, in principio del 1861, abbandonata definitivamente la sua Albona, fissò domicilio a Milano. Milano era in quel tempo il primo e principale convegno della emigrazione politica italiana, e quindi la sede di un Comitato che, godendo la piena confidenza del Governo, era l'autorità tuttavia, la rappresentanza, la provvidenza degli emigrati, ed insieme l'anello di congiunzione tra questi, i cittadini e chi reggeva la cosa pubblica; che allora era in tutti perfetta armonia di vedute nei mezzi e nel fine.

Appena arrivato il Luciani colà, fu eletto a formar parte di un tal Comitato, nel quale non è a dirsi se rappresentasse degnamente l'Istria. Ciò fino al 1865, nel qual anno passò a Firenze, già divenuta capitale del Regno. Ivi senza formare espressamente parte di Comitati, continuò a rappresentare la sua Istria in privato ed in pubblico, con atti e con iscritti, dei quali sarebbe qui inopportuno il discorrere.

Non appena furono restituite le Provincie Venete alla Nazione, il Luciani trasportò il suo domicilio in Venezia. Là pure entrò subito, insieme con altro egregio istriano, il dottor Carlo Combi, a far parte di una Commissione che Governo e patriotti d'accordo instituirono per il soccorso degli emigrati Istriani, Trentini e Romani, con fondi forniti dal Governo in aggiunta ad offerte loro personali e dei rispettivi paesi.

Nel 1867 scioltasi la Commissione di Venezia, il Luciani si ritrasse definitivamente a vita privata, continuando però cogli scritti e coll' opera a far conoscere e onorare il proprio paese. L'Istria è l'argomento costante d'ogni sua pubblicazione. Nel tempo che visse in Albona, e come cittadino privato, e come pubblico funzionario, promosse, favori, aiutò non poche istituzioni utili e di decoro al paese, fra queste un teatrino, una raccolta di antichità del territorio che stendesi tra l'Arsa, il Monte-maggiore e il Quarnaro; altra raccolta di Minerali, di Petrificati e d'altri oggetti per io studio della Geologia e della Storia naturale dello stesso territorio; poi trasse'alla luce molte inscrizioni dell'epoca romana o dimenticate o sepolte, e siccome risultarono importanti a far constare le antiche condizioni nobilissime del paese, le fece collocare in luogo pubblico.

Oltre le accennate raccolte di Storia naturale e di antichità iniziate e condotte avanti per oltre 15 anni coi propri suoi mezzi, iniziò più tardi anche una Raccolta di oggetti Preistorici. Raccolte tutte tre accresciute ora e portate da un suo cugino ed amico, l'avvocato Scampicchio, a incremento tale da attirare l'attenzione di dotti italiani e stranieri, e far desiderare che l'esempio di Albona sia generalmente seguito nell'Istria per la maggiore facilità degli studiosi che visitano spesso quella importante regione.

Gli Scritti del Luciani sono tutti brevi, ma succosi in modo che qualche opuscolo suo contiene materia per un volume. Molte Corrispondenze e Memorie di lui furono stampate nel periodico ebdomadario d'indole Storico-Archeologica Istria (Trieste, 1846-52); nel Popolano dell'Istria, (Ivi, (1850-1851); nell'Istriano, (Rovigno, 1860-61); nel!' Eco e negli Almanacchi di Fiume, (1857-60); nel Monumento di Carità, Album Scientifico-Letterario, (Trieste, 1857]); nell'Aurora, Ricordo di primavera, (Rovigno, 1862); in quest'ultimo suo Scritto che in 16 pagine di amena lettura accenna con larghi tratti e sicuri alla Topografia, alla Orografia, all'Idrografia, alla Geologia, alla Meteorologia, e dice abbastanza del Clima, della Vegetazione, della Flora, della Fauna dell'Istria.

Essendo a Milano, stampò nell'Alleanza una breve «Memoria Storica su Rovigno» (1862); e un più esteso «Studio Storico-etnografico sull' Istria in generale, e sul Quarnaro ed Albona in particolare» (1864); ristampato questo nel 1879 in Venezia col titolo «Albona». È una concisa, ma compiuta Monografia Storico-etnografica del suo paese nativo.

A Firenze nel 1865-66 stampò a più riprese, nella Nazione ed in altri Giornali, varie Notizie Topografiche, Storiche e Statistiche delle città e borgate principali dell' Istria, e pubblicò pure uno Scherzo storico-etnografico, intitolato: «Istria», il quale con modificazioni ed aggiunte fu poi riprodotto nel Dizionario Corografico dell'Italia, diretto dal Professor Amato Amati. Al qual Dizionario il oda ni stesso somministrò quasi tutti gli ottimi Articoli relativi all' Istria.

Nel 1869 pubblicò in Pola importanti «Notizie e Documenti intorno a Mattia Flacio» allo scopo di togliere ogni dubbio sul fatto ch' esso Flacio (l'un des plus savants Théologiens de la Confession d'Augsbourg, come dice il Bayle), sia stato nativo d'Albona in Istria e figlio di una Luciani. Nel 1872 stampò nell'Archivio Veneto, periodico trimestrale condotto dal Fulin (Venezia, 1871 e seg.), un'affettuosa Biografia del dotto uomo e compianto amico suo dottor Pietro Kandler, tanto benemerito per le molte e svariate sue pubblicazioni Storiche, Archeologiche, ec. sull'Istria, delle quali il Luciani fa ivi pure una breve, ma compiuta Rassegna.

Nel 1876 stampò nello stesso Archivio Veneto diligenti «Studii e Memorie sui Dialetti dell' Istria», i quali furono subito riprodotti nella Provincia dell' Istria periodico che si pubblica fin dal 1867 in Capodistria. Nel 1873 in un Volume mandato per ordine del Ministero alla Esposizione universale di Vienna col titolo: «Il Regio Archivio Generale di Venezia» fu inserita una Memoria del Luciani sulle «Fonti per la Storia dell' Istria negli Archivi di Venezia», ristampata essa pure, nel 1876, nella citata Provincia dell'Istria e stampata per la terza volta in Roma l'anno 1879 nella Stella dell'Esule.

Nell'annata IV dell' Archeografo Triestino (1876-77) comparvero altre cose del Luciani, o da lui comunicate e annotate, cioè un bel manipolo di Documenti abbastanza curiosi riguardanti «Trattative di vendita del Contado di Pisino in Istria, seguite tra l'Austria e Ven

ezia dal 1640 al 1644, non che una Lettera a Theodor Mommsen intorno alle antiche Lapidi di Aquileia, pubblicate per la prima volta dal dottor Carlo Gregorutti di Trieste. A tutto ciò si deve aggiungere una serie di Scritti che si vengono da più anni stampando nella già citata Provincia dell'Istria sotto il titolo di «Notizie e Documenti per la conoscenza delle cose istriane.» Sono Note e Prospetti Statistici, Atti Pubblici, Estratti, Indicazioni, Regesti sopra svariate materie riferentisi all'Istria, tratti dall'Archivio Generale Veneto detto dei Frari, dal Museo Civico, dalla Marciana, e da altre Raccolte pubbliche e private di Venezia e del Veneto. Alcuni di onesti furono stampati anche o ristampati nell' Annuario della Società Agraria istriana, nelle Notizie Storiche di Montona e di Pola, due volumi pubblicati dai rispettivi Municipii negli anni | 1875-76, non che nella Cronaca Capodistriana l'Unione.

Non va omessa per ultimo una Lettera diretta, nel febbraio del 1870, all'ingegnere dottor Luigi Buzzi di Trieste, notevole perchè in essa il Luciani dà la genesi di alcuni suoi studii, non che delle ricerche e raccolte patrie sopraccennate. Fu stampata per la prima volta a Londra (1874) a cura dell' illustre viaggiatore Letterato, capitano R. F. Burton nelle sue «Notes on the Castellieri or prehistoric Ruins of the Istrian Peninsula», riprodotta poi nella Provincia suddetta e nella traduzione dell'Opera inglese fatta dalla signora Nicolina Gravisi-Madonizza (1877). Questi sono gli Scritti conosciuti del Luciani. Parecchi studiosi e dotti ebbero aiuto di notizie dal Luciani; tra questi va annoverato l'illustre Theodor Mommsen, il quale cita il Luciani spessissimo volte e nel Corpus Inscriptionum latinarum, e nell' Effemeride epigrafica che ne fa seguito, a proposito d'inscrizioni romane rinvenute o rivedute da lui in Albona e in altri luoghi dell' Istria, nel Friuli, nella Carnia, nelle Provincie di Venezia e Treviso e nella Dalmazia.

Il Luciani era inscritto fra i membri dei Congressi internazionali di Antropologia e di Archeologia preistoriche, e, all'occasione del V Congresso tenutosi nel 1871 in Bologna, le armi litiche di Albona e dell' Istria da lui portate a quella Mostra nazionale attirarono, come risulta dal Rendiconto, l'attenzione dei dotti. Esso fu per qualche tempo addetto all'Archivio dei Frarì; poi era Ispettore degli Scavi e dei Monumenti in Venezia.

[Tomaso Luciani morì  il 9 marzo 1894 a Venezia.]

Tratto da (con aggiunte):

  • Dizionario biografico degli scrittori contemporanei, diretto da Angelo de Gubernatis, Coi tipi dei successori Le Monnier (Firenze, 1879), p.653-5.

Try to weave the more factual content from below into above, weeding out the unnecessary "patriotism":

È stato uno dei più attivi uomini del movimento risorgimentale istriano, ma è incluso fra le nostre pagine degli illustri per la sua ricerca storica e contributiletterari.

Da giovane venne a contatto con il podestà locale il quale lo instradò presto nell’amministrazione comunale. A circa trent’anni assunse la massima carica municipale gestendo l’albonese fino al 1849 – e in una seconda occasione dal 1859 fino al 1861 – apportando una serie di innovazioni, dimostrandosi così molto vicino ed attaccato alla popolazione locale.

Dato il suo grandissimo fervore patriottico nel 1848 caldeggiò, alla notizia degli avvenimenti di Vienna, Milano e Venezia, l’insurrezione (sia pur dal tono limitato) nella sua piccola Albona, senza curarsi delle possibili conseguenze data la sua carica di funzionario austriaco, assieme ai patrioti locali organizzando anche reclutamenti clandestini di volontari da inviare a Venezia nella Legione dalmato-istriana e tenendosi strettamente in contatto con i compagni istriani giunti nella città lagunare nell’imminenza di un tanto atteso sbarco di volontari per liberare ed includere nei confini della Madrepatria la piccola penisola adriatica, separata dalla sua capitale storica dagli austriaci dopo il Congresso di Vienna.

Soffocata la rivoluzione dalle truppe austriache, tornò ad occuparsi delle faccende comunali e a viaggiare per il Paese, recandosi, in cerca di informazioni sulla sua terra, nelle principali biblioteche italiane. Nel 1859, in piena seconda campagna risorgimentale, sperò vivamente che le armate francesi e piemontesi, vittoriose a Solferino e San Martino, potessero arrivare a liberare almeno l’Istria ex-veneta per includerla nella Confederazione italiana pattuita a Plombières.

Il suo inesauribile sentimento d’amore per l’Italia lo portò nella primavera del 1861, dopo che il conte di Cavour ebbe espressa la propria volontà di voler un istriano tra i maggiori esponenti del Comitato d’emigrazione veneta, a spostarsi nello Stato Italiano, non ancora riconosciuto dall’Austria ed appena costituitosi il 17 marzo, per partecipare quindi tra le file dei protagonisti del Risorgimento. Furono da una parte un gruppo tra i principali patrioti giuliani da tempo esuli in Piemonte, tra i quali i più noti Pacifico Valussi, Antonio Coiz e Pasquale Besenghi degli Ughi, e dall'altra quelli rimasti in Istria, sotto la guida di Carlo Combi, a raccomandare il Luciani. Ottenuto il passaporto, dopo aver ceduto tutte le sue proprietà ad un cugino, varcò il confine austro-sardo e si stabilì a Milano da dove iniziò la sua attività propagandistica portando avanti la causa giuliana parallelamente a quelle veneta e trentina, oltre a stringere una sincera e calorosa amicizia con Garibaldi, il quale mostrerà per lui sempre grande ammirazione. Allo scoppio della Terza guerra d’indipendenza fu l’anima del Comitato triestino-istriano che lottava per la parità del bisogno di annessione della Venezia Giulia con quella del Veneto.

Patrioti albonesi a Milano nel 1863: in alto da sinistra: Barone Giuseppe Lazzarini, Fernando Calioni, Giovanni Scampicchi, Marcello Malabotich, e Giovanni Martinuzzi (il padre di Giuseppina Martinuzzi); sotto da sinistra: Giuseppe Lius, Paolo Tedeschi, R. Lione, e Tomaso Luciani. [Photo source: http://www.webalice.it/liviomoreno/PhotoGallery/pages/Patrioti%20Albonesi%201863.htm]

L’esito inconcludente della campagna per le armi italiane, con il solo compenso della Venezia per l’Italia alleata della Prussia e uscita praticamente sconfitta dal conflitto con l’Austria, diffuse molte amarezze nell’animo del Luciani che non riuscì a vedere la sua terra ricongiunta alla Madrepatria. Si spegnerà a Venezia nel 1894.

Tra le sue opere si rievoca la più nota «Tradizioni popolari albonesi» uscita due anni prima della sua scomparsa il 9 marzo 1894 a Venezia.

Tratto da:

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Tomaso_Luciani

Sino che rimase in patria fu assiduo collaboratore del Kandler. Chiamato a prender parte come rappresentante dell'Istria al comitato centrale veneto, dal 1861 la sua attività letteraria fu rivolta a diffondere nella stampa politica e scientifica del Regno chiare e precise notizie intorno alle terre poste al confine orientale, specialmente intorno all'Istria, a far sorgere nella nazione italiana la coscienza del bisogno assoluto della loro liberazione, ed a convincere di questa necessità anche i circoli dirigenti, i diplomatici ed i ministri. A questo periodo di tempo appartengono le 19 monografie sulle terre dell'Istria contenute nel Dizionario corografico d'Italia edito dal prof. A. Amati, Milano 1861. Dopo il 1866 si ritirò a Venezia, e gli anni seguenti segnarono il periodo dei suoi studi più intensi. Dalla Giunta provinciale ebbe l'incarico di fare negli archivi veneti lo spoglio dei documenti riguardanti la storia dell'Istria, documenti che nella loro quasi totalità furono pubblicati negli Atti e memorie della nostra Società storica [CRS]. Oltre alle sue monografie surricordate, hanno speciale importanza Mattia Flacio (ed. Pola 1869) e Fonti per la storia dell'Istria (ed. Venezia 1873)). Le sue pubblicazioni maggiori salgono a 38, le minori a 10 sui più svariati argomenti: la paletnografia, la preistoria, l'archeologia, la biografia, la bibliografia, i1 folklore, oltre la storia politica e la corografia, furono oggetto dei suoi studi.

Tratto da:

  • Bernardo Benussi, L'Istria nei suoi due milleni di storia, Collana degli Atti, Centro di Ricerche Storiche - Rovigno, N. 14 (Venezia - Rovigno, 1997), p. 618-9.

Nel 1869 l'albonese Tomaso Luciani (7.3.1818-9.3.1894) pubblicò a Pola uno scritto su una ventina di pagine (del formato 14x21 cm) dal titolo Mattia Flacio Istriano di Albona. Notizie e documenti. Tomaso Luciani fu un personaggio molto particolare, che per le sue posizioni politiche, in seguito ritenute esclusivamente irredentistiche, fu ingiustamente trascurato e sottaciuto dalla storiografia istriana degli ultimi sessantanni. Comunque, nel campo scientifico, i suoi meriti sono inconfutabili. Luciani non accettò assolutamente la tesi del dr. Stulli secondo la quale Flacio sarebbe nato nei dintorni di Ragusa (Dubrovnik) e precisò: È difficile che un Albonese possa ammettere quanto asserisce lo Stulli: è ancor più difficile che lo ammetta un Luciani; chè troppe, tu ben lo sai, troppe sono le circostanze, le tradizioni, i fatti, i ricordi che abbiamo qui in Albona, e come a dire in famiglia, dello illustre uomo, il quale è stato figlio appunto di una Luciani, e allievo di frate Baldo Lupetino, altra celebrità Albonese ignorata o non apprezzata abbastanza. Luciani indicò poi come il benemerito canonico Stancovich avesse ottimamente risposto allo Stulli. Menzionò quindi il Bayle che aveva scritto che Flacio era nativo di Albona, e quindi Gravisi che scrisse la stessa cosa e che stimò Flacio come storico e filologo.

Un'ulteriore conferma di Flacio quale albonese, Luciani la intravvide nelle due lettere che Flacio inviò al Senato veneto nel 1565 e nel 1570, nell'ultima delle quali si firmò come Magister Matthias Flacius Illyricus Albonensis. In merito alle dette lettere, con le quali Flacio cercò di attirare Venezia verso la Riforma, Luciani osservò: …quanta forza di ragionamento, quanta eloquenza di parola, quanto impegno ed inspirazione abbia posto il dotto uomo per riescire nell'intento ch'era la luce e la vita dell'anima sua. Dopo aver notato la posizione critica del Flacio rispetto all' «idolatria» di Venezia, Luciani aggiunse: …nel leggere un linguaggio tanto alto, libero, ardito mi sentii un senso di orgoglio, certo come sono che il Flacio sia nato in questa nostra Albona, e derivasse per madre dalle famiglie Luciani, e avesse avuto per primo inspiratore un Lupetino parente della madre sua, e fosse vissuto e cresciuto fino a vent'anni, che è a dire fino a gioventù matura, nel consorzio dei nostri padri. Luciani aggiunse ancora: Omessa la parte teologica, molti ragionamenti e rimprocciamenti del Flacio restano sempre giusti, veri, opportuni, e in ambo gli scritti citati spira tale un'aura di convincimento profondo che rende rispettabile, ebbenchè spesso violenta, la sua parola. Luciani quindi osservò che discutendo in questo modo si era troppo allontanato dallo scopo primario, ossia di documentare con le stesse parole del Flacio la sua appartenenza ad Albona, quale albonese, proveniente da una famiglia albonese e che visse la propria giovinezza ad Albona.

Tratto da:

  • http://www.flacius.net/index.php?option=com_content&view=article&id=98%3Atomaso-luciani&catid=54%3Aosnovni-vlaievi-biografi&Itemid=63&lang=it

Opere principali:

  • Del Quarnaro, di Albona e dell'Istria. Studi storici ed etnogrqfici, in «L'Alleanza» di Milano (1864);
  • // Litorale Veneto-Istriano, in «L'Alleanza» (1865);
  • L'Istria. Schizzo storico etnografico (Firenze, 1866);
  • Mattia Flacio Istriano di Albona, prima parte e seconda parte - in Notizie e documenti di Tomaso Luciani, Tipografia G. Seraschin (Pola, 1869);
  • Sui dialetti dell'lstria, studi e memorie, (Capodistria, 1876) e Archivio Veneto, Anno sesto, Tomo XI, Parte II, Tipografia del Commercio di Marco Visentini, (Venezia, 1876), p. 231-257;
  • Documenti che riguardano le trattive di vendita del Contado di Pisino, Trieste, 1876-1877 in Archeografo triestino;
  • Albona, studi storico-etnografici, (Venezia, 1879);
  • Documenti Albonesi del secolo XVII, Roma, 1881, «Archivio storico per Trieste, l'Istria e il Trentino»;
  • Commemorazione del prof. Carlo Combi, Venezia, 1885; Fonti per la storia dell'istria (Trieste, 1890);
  • Tradizioni popolari albonesi (Capodistria, 1892). Republished by Sala Bolognese: Forni, stampa 1977 XI, 103 p. 21 cm..
  • Capo d'Istria e provincia tutta: intorno a confini suoi con Trieste e con il contado di Pisino et altre materie raccolte nell'anno 1732 [parte terza] / [a cura di Tomaso Luciani]. Parenzo: Società istriana di archeologia e storia patria, 1892. p. 409-478. Documenti degli anni 1553-1732
  • Dispacci al Serenissimo Principe dei rettori di Albona, Buie, Cittanova, Dignano, Grisignana, Isola, Montona, Muggia, Parenzo, Pirano, Pola, Raspo (Pinguente), San Lorenzo del Pasenatico ed Umago (1602-1606) [parte prima] / [raccolti da Tomaso Luciani]

Altri scritti:

From: Every Saturday: a journal of choice reading. Vol. IV, July to December 1873. Ticknor and Fields (Boston, 1873) Foreign Notes, p. 671.:

1873 - Professional travelers will everywhere find something that escapes attention, especially if they possess the activity of Captain Burton. For years there have been reports of a network of ruins on the cost of Istria and at Kherso Island, locally known as Castillieri. These were suppose to be Roman, but are now found to be built upon quasi "Cyclopean foundations," and to be full of pre-historic weapons, stone axes, etc., all polished. The late Professor Kandler, of Trieste, a great local authority, believes these remains to be Celtic. Mr. Tomaso Luciani of Albona, an ardent student of antiquities, exhibited fine specimens at the Congress of Bologna, and first proved them to be pre-historic. The fact is peculiarly interesting with reference to the speculation of Mr. Fertgusson. Captain Burton is at present investigating the remains and workign up the pre-historic traditions of Istria, and we doubt not that the results in his hands will be profitable to science.


Luciani, Tomaso, proučavatelj starina, publicist, političar (Labin, 7. III. 1818 - Venecija, 9. III. 1894). Obrazovanje je stekao od kućnog učitelja (Antonio Lorenzini), no u stručnom je radu bio autodidakt. Usporedno se bavio prikupljanjem podataka o prošlosti i polit. djelatnošću, povezujući i poistovjećujući, poput ostalih pripadnika tadanjega tal. intelektualnog naraštaja, te dvije odredenice javnoga rada. Već od 1843. surađuje s Museo d'Antichità i s E Kandlerom, piše u listu Popolano dell'Istria M. Fachinettija, poduzima znanstvene izlete Istrom s A. Covazem, a u Gologorici, u kući Carla De Franceschija, sastaje se s predstavnicima tal. građanske, liberalne i nac. oporbe (M. Fachinettijem, A. Madonizzom i G. P. Polesinijem=. U tom je krugu dogovoreno odbijanje sudjelovanja tal. saborskih zastup nika u bečkome Parlamentu (Dieta del Nessuno). U siječnju 1861. odlazi u Milano, gdje surađuje s tajnim Venetskim političkim odborom, ali i sa središnjicom u Torinu. Objavljivao je u listovima Diritto (Torino), Alleanza i Perseveranza (Milano), Nazione (Firenca). Napisao je dvadesetak članaka o Istri u leksikonu Dizionario corografico d'Italia (Milano, 1864-72., urednik Amato Amati). Preselio se u Firenzu i u tijeku austrijsko-tal. rata 1866. vodio pregovore o iskrcavanju tal. vojske u Istri i pripojenju Istre Italiji. U studenom te godine nastanjuje se u Veneciji, gdje nastavlja djelovati u tajnim krugovima istar. protuaustr. iseljeništva, ali poduzima (1867-70) i više znan. putovanja u Istru. Važan je njegov rad na prepoznavanju i definiranju gradinskih naselja Istre. U pismu što ga je 1870. iz Venecije uputio prijatelju Luigiju Buzziju u Trst, osim obavijesti o prvim paleontološkim istraživanjima koje je vodio s A. Scampicchiom i C. De Franceschijem, ispravno tumači pojam gradina (castelliere) kao mjesta s prapov. ostatcima. Nakon što je u tim istraživanjima potrošio najveći dio obiteljskog imetka, a polit, se djelatnošću zamjerio vlastima, bio je prisiljen prihvatiti 1871. službu podarhivista u Državnom arhivu u Veneciji. Tek 1873., kada mu je Istarska pokrajinska vlada (Giunta provinciale dell'Istria) dala skromnu potporu za istraživanje istar. vrela u Mletačkom arhivu, započeo je važnu djelatnost za istar. historiografiju: udruzi Società istriana di archeologia e storia patria slao je u Poreč regesta dokumenata, ali i cjelovite prijepise najvažnije građe, koja je sustavno objelodanjivana u časopisu Atti e Memorie, pa predstavlja važno pov. vrelo za proučavanje istar. prošlosti. Pisao je o M. Vlačiću Iliriku (1869), izvorima za istarsku povijest u mlet. arhivima (1873), istarskim dijalektima (1876), dokumentima o prodaji Pazinske knežije (1876-77). Značajna su njegova djela: L'Istria. Schizzo storico etnografico (1866), Notizie e documenti per la conoscenza delle cose istriane (1873-74), Albona, studi storico-etnografici (1879) i Tradizioni popolari albonesi (1892).

LIT.:

  • M. Corelli, "Tomaso Luciani", Pagine istriane, 1950, 4;
  • M. Bertoša, Istarsko vrijeme prošlo, Pula 1978.

M. Bertoša, S. Bertoša

Izvor:

  • Istarska enciklopedija, Leksikografski Zavod Miroslav Krleža (Zagreb, 2005)

See also:

  • Genealogy, Surname - Luciani
  • 1894 - Necrologia, tratto da Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, Vol. X - Fasc. 1 & 2 (Parenzo, 1894)
  • Melchiorre Correlli, Biografia di Tomaso Luciani. tratto da Francesco Semi & Vanni Tacconi, Istria e Dalmazia - Uomini e TempiIstria e Fiume, Del Bianco (Udine, 1991).

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Created: Tuesday, June 10, 2008; Updated Tuesday, February 09, 2016
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